domenica 25 marzo 2012

Miti e realtà dello stilare una dieta

Ogni tanto leggo sui vari social network interventi abbastanza curiosi: persone che si sono affidati a questo o a quel professionista per perdere peso e raccontano di risultati incredibili, spiegando che quella che hanno seguito non era "la solita dieta" ma qualcosa di più complesso "basata sulla bio-chimica", per questo motivo sono riusciti a perdere 7 chili in 7 giorni (o giù di lì). Questi interventi sono per me sempre molto affascinanti: ci sono modi di carpire la fiducia delle persone che io non riesco neppure ad immaginare.

La faccenda principale è: queste diete funzionano? Sì, certo, altrimenti non avrebbero il successo che hanno. Ma al di là del risultato, mi affascina un altro punto di vista: quello del linguaggio capace di affascinare le persone. Parlare di "bio-chimica" o chiamarla "chimica biologica" invece della banale "biochimica", semplicemente per dargli un'aura esoterica è da una parte un modo di affascinare le persone, dall'altra serve a distaccarsi da quelle che vengono classificate comunemente come "le solite diete". Cos'ha di diverso una dieta bio-chimica da una solita dieta? E soprattutto, cosa sarà mai la solita dieta?

In dietetica ci sono decine di approcci diversi, le diete chetogeniche permettono di perdere peso velocemente ma vanno controllate a livello medico, le diete ipocaloriche sono più lente, raggiungono un buon risultato ma abbassano il metabolismo, le diete basate sulla bio-chimica sono a volte basate sull'indice glicemico, altre volte sono chetogeniche, altre un mix di vari approcci. Ma parlando con 10 nutrizionisti diversi probabilmente avrò per uno stesso paziente 10 diete diverse, allora quale diamine sarebbe "la solita dieta"? Non posso pensare di spiegare tutti gli approcci in questa sede, non in un unico post almeno, ma questa cosa voglio che sia chiara: la solita dieta non esiste.

Ogni nutrizionista, medico o biologo che sia, conosce i meccanismi biochimici e molecolari che regolano il metabolismo, la digestione, l'assimilazione dei nutrienti, il loro destino all'interno dell'organismo e le possibili risposte di quest'ultimo, ogni dieta è tarata a seconda delle condizioni di salute della persona, del suo metabolismo e delle sue abitudini, quando si dà una dieta si cerca di interagire con il funzionamento dell'organismo migliorando quello che si può migliorare, quindi non esiste una dieta che non sia basata sulla biochimica, sulla biologia molecolare, sulla fisiologia. La scienza dell'alimentazione non è una scienza esatta (ovvero una scienza che porta a risultati esatti, la matematica ad esempio è una scienza esatta: non c'è mai un caso in cui 2+2 non faccia 4), ma è pur sempre una scienza, basata su statistiche, su studi approfonditi sia di popolazione sia individuali, fino ad arrivare a studi di livello cellulare, per capire i più fini meccanismi delle interazioni cibo-organismo. Quando si danno determinati alimenti nei pasti si apportano zuccheri, proteine, grassi, fibre, acqua, minerali e vitamine, al paziente si spiega che fanno bene per questo e quest'altro motivo, e ciò è basato sulle risposte biochimiche che il nostro corpo mette in atto quando le mangiamo. In un certo senso il cibo è il direttore d'orchestra dell'organismo: a seconda di cosa mangiamo il corpo indirizza le sue risposte in una certa maniera, il nutrizionista è semplicemente la persona che riesce a dare una direzione diversa all'organismo dandogli i giusti ingredienti.

Ogni dieta è basata sulla biochimica, l'era dei dietologi ai quali interessava solo far dimagrire le persone è finita, siamo tutti consapevoli del ruolo fondamentale del cibo nella nostra vita e delle reazioni che scatena nel nostro corpo. Questa è una scienza giovane, le scoperte sono all'ordine del giorno e i margini di miglioramento sono enormi e se mai è esistita, al giorno d'oggi "la solita dieta" è morta e sepolta.

Brescia, 25 marzo 2012

9 commenti:

  1. Quando si parla di diete e di nutrizionisti si chiama sempre in causa la perdita di peso, il dimagrimento.
    Ma nel caso di un atleta che voglia aumentare la sua massa magra come affrontereste, voi nutrizionisti, l'argomento?

    È vero che tendenzialmente l'aumento muscolare non è "concepito" dai nutrizionisti, nel senso che si tende sempre comunque a far rimanere il paziente nel peso forma anche se in questo caso il "sovrappeso" non è dovuto dal grasso?

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  2. Bisogna considerare caso per caso, non è possibile rispondere specificatamente. Però sì, si cerca di mantenere il paziente nel peso forma ma, ovviamente, il peso forma di un culturista è MOLTO diverso dal peso forma di un fantino. Posso accettare che una persona sia alta 1,60 e pesi 80 kg se è tutto muscoli senza nessun problema, il solo parametro "peso" è mal collegato alla salute e alle risposte dell'organismo, è molto importante anche la composizione corporea e, l'abbondanza di muscoli, oltre ad aumentare il peso apporta anche benefici generici.

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  3. aggiungo: non c'è nessun problema ad aiutare il paziente ad aumentare di peso, se vuol mettere su massa muscolare :-)

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  4. Ottimo,
    grazie per la risposta, tra i benefici generici quali esempi si potrebbero portare? :-) Oltre ovviamente al miglioramento del metabolismo e il miglioramento del sistema immunitario (se non vado errato).

    Per le articolazioni invece potrebbero insorgere dei problemi dovuti dal peso maggiore?

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  5. Quel che hai detto è giusto, inoltre l'esercizio fisico migliora la qualità delle ossa e l'aumento del metabolismo riflette il generale miglioramento di tutte le funzioni corporee.

    Le articolazioni potrebbero soffrire se il peso è eccessivo ma c'è anche da dire che la muscolatura non è tessuto inerte come il grasso: avere venti chili di troppo di muscoli è più gestibile che averli di grasso, perciò probabilmente è meno traumatico

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  6. Mmm, aumentare però in maniera eccessiva la massa muscolare può portare a lungo andare problemi con l'età, avere un peso eccessivo, anche se di massa muscolare, invecchiando porta con sè numerosi problemi. Soprattutto perché di solito un culturista non pensa alla fase aerobica/anaerobica, importante per far crescere adeguatamente l'adattamento del cuore agli sforzi.

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  7. La frase "la sola dosa fa il veleno" non è riferita solo agli alimenti :-)

    Però secondo me continua a star meglio una persona di 160 cm e 80 kg di muscoli, anche a 70 anni, piuttosto che una persona con le stesse misure ed età ma con eccesso di grasso

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  8. Si, anche secondo me!
    Potremmo chiederlo ad Arnold se con l'avanzare degli anni ha riscontrato problemi :)

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  9. ti devo contraddire su un'unica cosa Giuliano, anche in matematica 2+2 alcune volte non fa 4....

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