Questo blog è curato dal
Dottor Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
Master internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica

Disponibile per visite a Brescia (Poliambulatori Fleming Tecna: 030 3390840-1),

sabato 22 febbraio 2020

Linee guida per una sana alimentazione 2018 - 4. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza

Il quarto capitolo delle Linee guida per una sana alimentazione è dedicato all'acqua e al bilancio idrico del corpo. Capita spesso di non bere abbastanza, le linee guida quindi cercano di dare indicazioni utili per mantenere in equilibrio l'idratazione del corpo.

Bilancio idrico

Nel corpo, il peso maggiore è costituito da liquidi. Complessivamente infatti, questa costituisce circa il 60% del corpo. Il sudore, l'urina, le feci, persino la respirazione sono cose che fanno perdere liquidi, che vanno quindi reintegrati con l'alimentazione: indubbiamente esiste la possibilità di incorrere un una iperidratazione, ovvero assumere liquidi più di quanti se ne riescano a espellere per mantenere l'equilibrio, ma è un evento talmente raro che nella stragrande maggioranza delle volte ci si concentra soprattutto sul suo opposto: la disidratazione. Per evitarla, mangiare e soprattutto bere sono gesti da non sottovalutare. Nei LARN 2014 (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) si suggerisce di assumere tra i due e due litri e mezzo di liquidi al giorno, ma questo valore è comprensivo non solo dell'acqua, ma anche delle tisane e dei liquidi assunti con il cibo solido, e in condizioni particolari (ad esempio anziani, bambini, gravidanza e allattamento) la quantità può variare. Inoltre c'è da considerare anche l'attività fisica: in caso di sport o di lavori molto faticosi, è ovvio che la quantità di acqua aumenti con l'aumentare delle perdite.

I tipi di acqua

L'acqua minerale è quell'acqua che sgorga da una falda naturale, e si distingue da quella di rubinetto per la quantità di minerali e per la purezza originaria (ovvero che non necessità di trattamenti microbiologici). Le acque minerali vengono caratterizzate dal residuo fisso, che indica la quantità di minerali contenuti in un litro d'acqua (e quindi abbiamo acque minimamente mineralizzate, oligominerali, minerali o medio-minerali e fortemente mineralizzate), dalla durezza, che indica la quantità di carbonato di calcio (calcare) che contiene (e quindi avremo acque dolci o dure) e dall'effervescenza, ovvero dal contenuto di anidride carbonica contenuto alla sorgente ("naturalmente gasate" o "effervescenti naturali" sono diciture usate per le acque che nascono con le bollicine, "frizzante" o "effervescente" si usano invece quando il gas è aggiunto artificialmente)



Brescia, 22 febbraio 2020
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mercoledì 12 febbraio 2020

Linee guida per una sana alimentazione 2018 - 3. Più cereali integrali e legumi


I cereali sono alla base della Piramide Alimentare Mediterranea, sono quindi un componente fondamentale della dieta mediterranea; i legumi sono un alimento tradizionale della cultura mediterranea e sono una miniera di nutrienti benefici. Il terzo capitolo delle Linee guida parla quindi di questi alimenti preziosi e insostituibili.



I cereali

Pasta e pane, alimenti presenti in tutte le case quotidianamente, sono derivati dal grano, un cereale alla base della nostra alimentazione da moltissimo tempo. Altri cereali molto utilizzati sono il riso, il farro, l'orzo... Questi possono essere consumati con forme lavorate (appunto pasta e pane, ad esempio), oppure come chicchi. Esistono anche dei prodotti che non sono botanicamente dei cereali, ma che vengono usati come tali e che sono quindi chiamati pseudocereali: grano saraceno, quinoa e amaranto.

Tutti questi alimenti sono ricchi di carboidrati complessi, un discreto (o ottimo, nel caso degli pseudocereali) contenuto di proteine e una minima parte di grassi. Sono anche un'ottima fonte di fibre, le quali aiutano a mantenere in salute l'intestino.

I prodotti integrali sono quelli più ricchi di nutrienti e fibre. La parola integrale infatti fa riferimento al chicco usato per la produzione del cibo: se è poco lavorato ha con sé ancora molte parti originali quando arriva nel piatto, è integro. Di contro abbiamo i prodotti raffinati, dove il chicco viene maggiormente lavorato, di conseguenza impoverito.
Il consumo di prodotti integrali è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, una migliore gestione della glicemia e del peso e probabilmente anche a una minore insorgenza di alcuni tipi di cancro.
In ogni caso le farine bianche, o raffinate, non vanno demonizzate: il fatto che quelle integrali siano migliori non significa necessariamente che quelle bianche siano dannose, semplicemente apportano meno benefici e meno vantaggi. Un'alimentazione corretta punta soprattutto sui prodotti integrali, ma non esclude per forza i prodotti raffinati.

La maggior parte dei cereali, infine, contiene glutine, il loro consumo è quindi controindicato in caso di celiachia o di sensibilità al glutine non celiaca.

I legumi

Fagioli, ceci, lenticchie, cicerchie, lupini, soia, piselli, fave, sono tutti legumi. Anche i fagiolini sono botanicamente legumi, ma il seme è molto piccolo e il baccello è la parte più importante, quindi vengono assimilati alle verdure.
Questi alimenti sono molto ricchi di carboidrati complessi e proteine, con un ridotto contenuto di grassi (a parte la soia, che ne è un po' più ricca) e un quantitativo di minerali e vitamine tale da renderli fondamentali in una dieta correttamente bilanciata.

Il consumo frequente di legumi è associato a un minori rischio di cancro, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, se ne consiglia quindi il consumo dalle due alle quattro volte alla settimana in una dieta completa.


Brescia, 12 febbraio 2020
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martedì 28 gennaio 2020

Linee guida per una sana alimentazione 2018 - 2. Più frutta e verdura

La frutta e la verdura sono alla base di una sana alimentazione e il secondo capitolo delle Linee guida è dedicato a loro. Il loro consumo quotidiano infatti permette di mantenere in salute l'organismo e di rimanere equilibrati.

Perché consumare più frutta e verdura

Questi alimenti possono essere consumati in abbondanza soprattutto per la loro bassa densità energetica. È vero che la frutta è più calorica della verdura, e che alcuni tipi di frutta sono molto zuccherini, ma in generale questi sono alimenti molto poco energetici. Questo è un grande vantaggio perché consumandone di più possiamo abbassare la quota calorica della dieta quotidiana senza soffrire la fame.
Frutta e verdura inoltre sono un'eccellente fonte di fibra, componente indispensabile alla salute dell'intestino, che aiuta a regolarizzare le sue funzioni quotidiane. Contengono inoltre sostanze protettive, come antiossidanti, polifenoli e altri composti bioattivi che danno un'importante contributo alla salute dell'organismo, soprattutto se presi in sinergia più che isolati in un integratore singolo.
Purtroppo la cottura danneggia alcuni nutrienti e impoverisce l'alimento, ma alcuni tipi di cottura sono meno impattanti (ad esempio la cottura a vapore) e alcuni metodi di conservazione permettono di preservare le caratteristiche dell'ortaggio per più tempo in maniera ottima (ad esempio la conservazione in atmosfera protetta) per poter arrivare come prodotto freschissimo sulla nostra tavola.

Frutta, verdura e malattie

La letteratura scientifica ritiene che il consumo quotidiano e abbondante di frutta e verdura non solo permetta di vivere in maniera salutare, ma addirittura abbassi il rischio di alcuni tipi di malattie. Le malattie cardiovascolari, ad esempio, sono meno frequenti in chi consuma prodotti vegetali in maniera costante e abbondante rispetto a chi non lo fa. E questo è indipendente dal fatto che sia frutta o verdura: l'importante è consumarne quotidianamente.
Anche per il diabete la questione è simile: la frutta è un alimento importante anche in questo caso, nonostante la presenza di più zucchero. I benefici apportati dal consumo di frutta (presenza di fibra, vitamine e composti bioattivi) sono comunque importanti anche in questo caso ed evitarla è quindi un errore.
Come già detto poi, la presenza della fibra gioca un ruolo centrale nella salute dell'intestino: in caso di stipsi la fibra può aiutare e gioca un ruolo principale nella prevenzione di patologie come la diverticolosi del colon.
Infine, per quanto riguarda i tumori, la letteratura scientifica ci dice che i vantaggi del consumo di frutta e verdura sono minori rispetto a quanto osservato per le malattie cardiovascolari, ma sono comunque presenti.

Quanta frutta e verdura consumare

La maggior parte delle indicazioni internazionali suggerisce un consumo minimo di 400 g di frutta e verdura al giorno. Questo significa che dovremmo mangiare almeno questa quantità per avere tutti gli effetti positivi visti prima. Si parla spesso delle cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, slogan molto utilizzato in passato soprattutto in paesi (come gli USA) che non hanno un grande consumo di prodotti vegetali. Il suggerimento resta valido ed equivale, più o meno, ai 400 g, vanno quindi considerati come quantitativo minimo.
Diverso il discorso per succhi di frutta, spremute, centrifugati e estratti vari. Questi prodotti sono per forza di cose impoveriti rispetto al frutto, e spesso - soprattutto se non prodotti in maniera casalinga - sono addizionati con zuccheri. Vanno quindi considerati come accessori, e non possono essere conteggiati nel quantitativo complessivo di frutta e verdura quotidiana.

La frutta secca

Particolare attenzione va posta sulla frutta a guscio o frutta secca. Questi prodotti sono molto calorici, è bene quindi non farne un uso eccessivo; d'altro canto sono una vera e propria miniera di minerali e vitamine, una buona fonte proteica, di fibre e di grassi buoni senza colesterolo. Il consumo di noci, mandorle, pistacchi, nocciole e così via è consigliato in piccole quantità (intorno ai 30 g), soprattutto facendo in modo che questi prodotti sostituiscano altri prodotti altrettanto calorici (es. dolci) e stando attenti a non fare semplicemente un'aggiunta nella dieta. Importante è anche considerare che molte volte la frutta secca viene venduta salata o glassata, è bene quindi rivolgersi a prodotti grezzi.


Brescia, 28 gennaio 2020
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lunedì 20 gennaio 2020

Linee guida per una sana alimentazione 2018 - 1. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo

Il primo capitolo delle Linee guida per una sana alimentazione si concentra sul peso, sullo stile di vita e su quali siano i parametri da prendere in considerazione per capire se ci si sta comportando nel migliore dei modi.

Prima di vedere come alimentarsi, quindi, gli autori hanno pensato che fosse importante definire il perché alimentarsi in una maniera corretta. Effettivamente, per poter parlare di condotte alimentari è utile sapere anche come poter giudicare i risultati di come conduciamo la nostra vita; il primo capitolo è quindi dedicato a questi risultati, messi sotto forma di obbiettivi per la popolazione.

Peso, composizione corporea e indice di massa corporea

Il peso di ciascuno di noi è la conseguenza di quanto ingeriamo e di quanto consumiamo durante la giornata. Mangiare troppo rispetto ai consumi porta inevitabilmente ad aumentare di peso, mentre mangiare meno di quanto si consumi porta a perderlo. Troppo o troppo poco, dipende dal proprio metabolismo.

Le modificazioni corporee che accompagnano queste variazioni di peso però non sono scontate: se perdo peso posso perdere grasso, ma anche o soprattutto muscolatura o acqua. Una dieta bilanciata evita che ci sia una perdita eccessiva di massa magra e che l'eventuale perdita di peso sia a carico soprattutto del grasso corporeo.

Per capire se si è in sovrappeso esistono due strumenti alla portata di chiunque: l'indice di massa corporea e la circonferenza vita.
L'indice di massa corporea (IMC o body mass index, BMI in inglese) è il risultato del calcolo 

peso (kg) / altezza (m) / altezza (m)

Il risultato atteso dovrebbe essere compreso tra 18.5 e 25; se il valore è più basso siamo in condizione di sottopeso, se invece il valore è oltre 30 siamo in condizione di obesità. Ad esempio, una persona alta 1.7 m e pesante 68 kg avrà un IMC di 68 / 1.7 /1.7 = 23.5, ovvero rientrerà nella condizione di normopeso.

La circonferenza vita è un altro dato importantissimo. Valori più alti di 102 negli uomini e 88 nelle donne sono associati a forti rischi per la salute; valori più alti di 94 negli uomini e 80 nelle donne sono comunque considerati campanelli d'allarme.

I professionisti hanno strumenti e tecniche ancor più precise di questi calcoli per valutare a pieno la situazione corporea di una persona (ad esempio l'impedenziometria)

Magrezza patologica e disturbi alimentari

Il problema opposto all'obesità è la troppa magrezza. Avere un IMC minore di 18.5 porta comunque a un aumento dei rischi cardiaci, è quindi bene cercare di valutare la propria alimentazione con un professionista se ci fosse bisogno di aumentare di peso. Strettamente correlati a questo argomento (anche se non sono sempre sinonimi) sono i disturbi alimentari: anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata sono i più frequenti. Queste problematiche vanno affrontate seriamente, non sono "cattive abitudini" ma vere e proprie patologie da trattare con i metodi più opportuni: terapia psicologica, terapia dietetica e eventualmente anche terapia farmacologica. Non tutti i magri hanno un disturbo alimentare, né succede sempre il contrario: è bene quindi che il medico valuti attentamente la persona, caso per caso, per poter fare la giusta diagnosi.

Attività fisica

I termini attività fisica ed esercizio fisico si riferiscono a concetti diversi. Il primo riguarda qualsiasi movimento che facciamo: vestirci, guidare, lavarci... Più una persona è quotidianamente attiva e più è difficile che aumenti di peso. Per esercizio fisico invece si intende una sequenza pianificata di movimenti volta a migliorare o mantenere una data capacità fisica. Lo sport, gli allenamenti, gli esercizi in palestra rientrano in questa categoria. Esercizio fisico e attività fisica rendono più facile il mantenimento della forma fisica e del peso corretto: più una persona si muove e più calorie brucia. Ovviamente, se l'aumento dell'attività fisica va di pari passo a un aumento dell'introito di cibo, il dimagrimento è comunque difficile o impossibile, è bene quindi regolare in ogni caso l'alimentazione


Brescia, 20 gennaio 2020
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giovedì 16 gennaio 2020

Linee guida per una sana alimentazione 2018 - introduzione

Le indicazioni per la migliore alimentazione possibile sono composte da due pilastri: sapere quali siano le necessità fisiologiche dell'uomo (quanti carboidrati mangiare, quanta vitamina C assumere, quanto sodio consumare al massimo...) e capire come assumere, tramite gli alimenti, tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno e nelle giuste quantità. Il primo dei due pilastri è quindi formato dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), elaborati dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana); il secondo pilastro è composto dalle Linee guida per una sana alimentazione, elaborate dal CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria).

Le Linee guida 2018

Come detto, le Linee guida traducono le indicazioni tecniche in indicazioni per la popolazione generale: alle persone non serve sapere che devono assumere 1000 mg di calcio al giorno, a loro interessa sapere dove trovare il calcio e cosa mangiare per assumerlo! L'importanza di questo documento è quindi data dal fatto che aiuta le famiglie a gestire l'alimentazione in maniera sana e corretta, dà spunti importanti e sottolinea le buone abitudini a discapito di quelle dannose.

Il documento è interessante e vale la pena leggerlo tutto, ma essendo composto da 230 pagine può essere utile vederlo nel dettaglio un po' per volta. Lo scopo di questa serie di post sarà quindi quello di andare a discutere dei suggerimenti pubblicati nelle Linee guida capitolo per capitolo, in maniera tale da poter facilitare anche la consultazione di chi volesse cercare indicazioni online.

Le Linee guida 2018: l'indice

Per comodità, scrivo qui l'indice dell'opera e a ogni nuovo post, corrispondente a ogni capitolo del documento, metterò il link.
L'opera del CREA è fondamentale e merita di poter essere conosciuta il più possibile, spero in questo modo di facilitarne la diffusione.

I. BILANCIA I NUTRIENTI E MANTIENI IL PESO
01. Controlla il peso e mantieniti sempre attivo

II. PIÙ È MEGLIO
02. Più frutta e verdura
03. Più cereali integrali e legumi
04. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza

III. MENO È MEGLIO
05. Grassi: scegli quali e limita la quantità
06. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: meno è meglio
07. Il sale? Meno è meglio
08. Bevande alcoliche: il meno possibile

IV. SCEGLI LA VARIETÀ, LA SICUREZZA E LA SOSTENIBILITÀ
09. Varia la tua alimentazione: come e perché
10. Consigli speciali per...
11. Attenti alle diete e all'uso di integratori senza basi scientifiche
12. La sicurezza degli alimenti dipende anche da te
13. Sostenibilità delle diete: tutti possiamo contribuire


Brescia, 16 gennaio 2020
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lunedì 2 dicembre 2019

La verità, vi prego, sulle banane

"Mangia frutta?"
"Solo banane"

La domanda la faccio a ogni visita e questa risposta mi arriva più spesso di quanto vorrei sentire. Data la sua comodità e l'indubbio sapore piacevole, la banana è uno dei frutti più consumati tra le persone che non consumano molta frutta, ed è un peccato perché la varietà è ampia in qualsiasi stagione: il consumo di frutta è raccomandato da tutte le linee guida e cambiare tipo di frutto assicura il giusto apporto di antiossidanti, vitamine e minerali per il nostro organismo. La banana, purtroppo, da sola non è in grado di sopperire a tutte le nostre necessità, ma essendo come detto molto comoda e buona è probabilmente il frutto più attraente. Conviene quindi andarlo a conoscere un po' meglio per capire cosa ci può dare e cosa invece no. Per tutte le cifre riportate farò riferimento a


La banana e gli zuccheri

Come quasi tutti i frutti, la banana non è particolarmente ricca di calorie, ne apporta solo 65, ma queste sono quasi tutte date da zuccheri. Nella banana troviamo infatti 15.4 g di zuccheri in 100 g, pari più o meno a 23 g in una banana intera. Non che sia una gran quantità in assoluto: con 2000 kcal di dieta ci si aspetta tra i 200 e i 300 g di zuccheri durante la giornata, ma bisogna considerare che quasi la totalità di essi nella banana sono zuccheri semplici, il cui limite è di un decimo rispetto al totale.

Questo significa che una banana potrebbe essere già sufficiente per la razione di dolci quotidiana e non dare più spazio a quel cucchiaino di zucchero da aggiungere nei caffè che ci facciamo durante la giornata.

Per quanto riguarda grassi e proteine, la banana è una fonte trascurabile.

La banana e le vitamine

Nella banana troviamo un po' di vitamina A (carotene) e vitamina C, ma in quantità molto piccole rispetto alla dose raccomandata. In 100 g di banana troviamo infatti 45 microgrammi di vitamina A e 16 milligrammi di vitamina C, i cui fabbisogni rispettivi sono invece 700 microgrammi e 105 milligrammi. Trascurabile l'apporto di vitamine del gruppo B (niacina, tiamina, riboflavina).

Insomma, la banana non è una gran fonte di vitamine.

La banana e i minerali

Sodio, ferro, calcio, fosforo e potassio sono i minerali presenti nella banana. Il sodio ha quantità molto basse: appena 1 milligrammo, contro il grammo e mezzo di assunzione quotidiana consigliata dai LARN; anche il ferro, il calcio e il fosforo sono in quantità molto basse: non basterebbe un chilo di banane per raggiungere la quantità di ferro minima suggerita e se volessimo usare le banane come fonte di calcio... beh, preparatevi a mangiarne 14 kg al giorno. Il fosforo è un po' più abbondante: ne basterebbero solo 2.5 kg.

La banana e il potassio

La leggenda vuole che la banana sia però una eccellente fonte di potassio. Questo la porta a essere l'alimento preferito dagli sportivi e da chi ha la scusa dei crampi per mangiare una banana. Ebbene, la banana è una mediocre fonte di potassio.

Certo, è il minerale in assoluto più presente nel frutto e, in funzione di questo, potremmo dire che ne è ricco rispetto agli altri: 350 mg di potassio contro 1 mg di sodio o 7 mg di calcio parlano da soli. Ma quello che ci interessa è fare il confronto con quanto potassio ci serve durante la giornata, non quanto potassio abbia la banana rispetto al calcio o al sodio. Il nostro fabbisogno è pari a 3.9 grammi al giorno. Questa quantità è di gran lunga più alta di quella che si può trovare in una banana (se in 100 g ce ne sono 350 mg, in una banana media da 150 g sono 525 mg).

Il fabbisogno quotidiano di potassio è coperto quindi da quasi quattro banane! Ovviamente, quattro banane non sono i 14 kg di banane visti prima per il calcio, ma voglio ricordarvi anche che una sola banana apporta il quantitativo di zuccheri semplici sufficiente per l'intera giornata.

Altre fonti di potassio? La soia secca (17540 mg), i fagioli borlotti secchi (1478 mg), le albicocche o le pesche disidratate (1260 e 1229 mg), la crusca di frumento (1160 mg); in generale cereali integrali e legumi apportano molto più potassio delle banane.

Conclusioni

Mangiate la banana se vi piace, ma siate consapevoli che quel che state mangiando è praticamente un dolcetto che cresce sugli alberi.

Brescia, 02 dicembre 2019
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lunedì 14 ottobre 2019

La dieta migliore

Bacco - Michelangelo Merisi
Esiste una dieta migliore delle altre? Se voglio dimagrire è più adatta una paleodieta o una dieta vegana? Devo eliminare i carboidrati?
Queste domande sono comuni, e non hanno una risposta semplice. Tempo fa ho scritto, nel mio altro sito, un articolo che diceva, in sostanza, che le diete sono tutte efficaci. Non importa che si rinunci ai prodotti animali o ai carboidrati: nel lungo periodo il risultato è sempre lo stesso.

E allora qual è il modo migliore per dimagrire? Qual è la dieta giusta?

Eliminare le schifezze

La prima cosa che verrebbe in mente è quella di eliminare il superfluo: merendine, dolci, alcolici, pizzette, aperitivi... Certo, è una via efficace, ma porta con sé un grosso problema: la noia. La maggior parte delle volte, le rinunce sono vissute come un sacrificio, e il proposito non dura molto. Eliminare le schifezze è un primo passo nella direzione giusta, ma non può essere l'unico, perché da solo non basta e non dura.

Lo schema migliore

Il secondo approccio che si può tentare è quello di trovare degli schemi prestabiliti, delle guide, che si possano seguire in autonomia. Abbiamo un fiorente mercato di libri riguardanti le più disparate diete: chetogenica, paleodieta, vegetariana, metabolica, la dieta del sorriso, la dieta del gruppo sanguigno, la dieta del fiorellino di campo... i nomi sono sempre più fantasiosi e il mercato è sempre più voglioso di conoscere le novità, salvo poi accorgersi che sono sempre i soliti due o tre concetti ripetuti mille volte da persone diverse con nomi diversi. Oppure vere e proprie scempiaggini. Come già accennato: tutte le diete funzionano, da questo punto di vista va seguito il proprio gusto personale. Il problema rimane sempre solo uno: cosa succede dopo aver smesso di seguire la dieta.

La dieta migliore in assoluto

Quindi non esiste la dieta migliore? No, in realtà esiste. Solo che non può essere generalizzata. La dieta è strettamente personale, e che sia mirata a dimagrire, ad aumentare il peso, a mantenerlo o a risolvere problemi di salute, non sarà certo un libro generico a farci capire di cosa abbiamo bisogno.
Ci sono ovviamente delle linee guida, e la dieta mediterranea, generalmente, può essere seguita senza problemi. C'è però un trucco importante per riuscire a perdere qualche chilo.

La chiave del dimagrimento: mangiare di più

Mi rendo conto che sia controintuitivo, ma per molte persone la soluzione al sovrappeso è aumentare la quantità di cibo assunta. Molti ingrassano perché mangiano troppo poco, abbassano il metabolismo e, a causa della fame, consumano dolci, biscotti, crackers, gelati, che danno soddisfazione e calorie, ma pochi nutrienti. Così si sbilancia la dieta e gli eccessi si trasformano in grasso. Mangiare di più permette di aumentare il metabolismo e non avere più il desiderio di certi cibi malsani o sbilanciati, portando a una migliore alimentazione e una soddisfazione quotidiana più sana e frequente. Ovviamente la chiave del dimagrimento è quella di mangiare meno di quanto si consumi, ma mangiare troppo poco è spesso un ostacolo al nostro obbiettivo.

Cosa mangiare

  • Consumate le verdure, a pranzo e a cena. Abbondate con esse;
  • limitate i condimenti;
  • consumate tutti i tipi di alimenti: la pasta e il pane non ingrassano, nelle giuste quantità;
  • preferite gli alimenti grezzi a quelli elaborati;
  • consumate i vari tipi di carne, pesce e legumi a rotazione, non mangiate sempre lo stesso tipo di prodotto;
  • fate sempre tutti i pasti, non saltate la colazione o il pranzo.


Ultimi consigli

Va comunque sempre ricordato che una vita attiva migliora la salute, è bene quindi darsi uno standard minimo, che può essere mezz'ora di camminata al giorno, e magari a questa aggiungere qualcosa. Inoltre, per personalizzare la vostra alimentazione, una visita dal vostro biologo nutrizionista di fiducia è sempre la migliore cosa da fare.


Brescia, 14 ottobre 2019
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