Questo blog è curato dal
Dottor Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
Master internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica

Disponibile per visite a Brescia (Poliambulatori Fleming Tecna: 030 3390840-1),

giovedì 23 maggio 2019

Gli amici dell'intestino - intervista per Oggiscienza

Alcuni alimenti possono avere un'influenza importante sulla salute dell'intestino. La quantità di fibre che assumiamo, la varietà nello scegliere le verdure o i legumi o in genere i prodotti vegetali, l'assunzione di alimenti contenenti batteri amici dell'intestino sono argomenti importanti da considerare se si vuole capire come migliorare il proprio stato fisico.

Ne ho parlato con Anna Rita Longo su Oggiscienza, potete trovare l'intervista completa qui

Brescia, 23 maggio 2019
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venerdì 5 aprile 2019

La Chetodieta

Il collega Maurizio Tommasini ha scritto un libro sulla dieta chetogenica in chiave mediterranea. Ne ho parlato sul mio altro sito: La Chetodieta - Diet Curiosity

Brescia, 05 aprile 2019
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lunedì 7 gennaio 2019

Come dimagrire dopo le feste

Dopo le feste, soprattutto quelle natalizie, è facile trovarsi con più chili di prima: mediamente si calcola un aumento di 3 kg ciascuno nel dopo festività. Questo peso in più può essere un problema per molti, ma è possibile rimediare. Se non siete riusciti a seguire i consigli per non ingrassare durante le feste e magari avete esagerato con il panettone, ecco cosa è possibile fare per dimagrire dopo le feste.

Bere tanto

La prima cosa a cui pensare è l'idratazione. Il periodo dell'anno non è favorevole, fa freddo e la sete si fa sentire meno, ma dobbiamo stare attenti a non disidratarci. Molte persone, in inverno, bevono anche meno di mezzo litro d'acqua al giorno, ma è importante sapere che quando arriva la sete siamo già disidratati e il corpo è già in sofferenza, è bene quindi evitare di avere sete e puntare almeno alla bottiglia d'acqua quotidiana. A seconda dell'alimentazione, poi, questa potrà anche essere d'aiuto per eliminare i liquidi in eccesso conseguenti al periodo appena passato.

Limitare il sale e i dolci

Durante le feste è tutto più salato, le pietanze sono più condite, più ricercate. Questo comporta un aumento di liquidi all'interno del corpo, con conseguente aumento di peso. È possibile aumentare in pochi giorni anche di due o tre kg di soli liquidi, quindi non possiamo non tenerne conto. Eliminare o ridurre fortemente il sale e i cibi salati dalla tavola aiuta quindi a sgonfiarsi. I dolci e gli zuccheri hanno lo stesso effetto, ma in più sono anche calorie in eccesso che possono causare un aumento del tessuto adiposo.

Aumentare le verdure

Le verdure sono fondamentali. Sono la base su cui poggiare tutto il pasto, sia il pranzo sia la cena. Dopo le abbondanze natalizie, una buona scelta è quella di cominciare i pasti con le verdure, senza esagerare con i condimenti, in modo da riempire la pancia prima del piatto principale e non esagerare: in genere si tende a trascinare le abitudini delle feste per qualche giorno, le verdure prima dei pasti aiutano a contrastare questa evenienza.

Diminuire le quantità

C'è poco da fare. Se si vuole perdere peso l'unica strada è quella di mangiare di meno. Utilizziamo le verdure, come detto sopra, per fare porzioni più piccole, ma anche variamo il tipo di alimento il più possibile, in modo da non trovarci sempre con le stesse cose e non annoiarci, cosa che può portare a un aumento anche involontario delle quantità nel piatto. Facciamo cinque pasti al giorno, in modo da non arrivare affamati al pranzo e alla cena e soprattutto puntiamo sulla quantità, non sulla qualità: eliminare alimenti a caso (pasta e pane i più gettonati) non porta ai risultati attesi, molto meglio mangiare poco di tutto. E no, gallette e cracker non sono meglio di pasta e pane, semmai il contrario.

Fare esercizio fisico

Anche durante le feste, l'esercizio fisico avrebbe dovuto essere presente come buona abitudine quotidiana. Fare un po' di sport aiuta ad aumentare gli effetti di una dieta corretta e a velocizzare il processo di dimagrimento, nonché a migliorare la condizione fisica in generale. L'attività fisica è la migliore strategia che abbiamo per migliorare dal punto di vista fisico, psicologico e anche nelle analisi del sangue: l'uomo non è fatto per stare seduto, non importa quanto sia comodo.

Buon anno a tutti!

Brescia, 07 gennaio 2019
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giovedì 13 dicembre 2018

Il panettone è salutare?

Tempo di Natale, si comincia a mangiare più abbondante. Durante le vacanze natalizie ci si ritrova spesso a mangiare con i parenti, facendo pasti più ricchi del normale. Tempo fa avevo scritto alcuni suggerimenti da seguire per gestire al meglio le vacanze, oggi voglio soffermarmi su quello che è probabilmente il prodotto che richiama di più il Natale: il panettone.

Il panettone è un dolce di origini lombarde ed è composto da un impasto fatto da acqua, farina, tuorli d'uovo, burro e lievito in cui sono usati anche scorze di agrumi, frutta candita e uvetta. Il classico panettone può pesare anche un kg, di conseguenza una fetta di dimensioni medie può essere approssimativamente sui 100 g, quantità abbastanza facile da raggiungere soprattutto se si sta festeggiando in compagnia. Vediamo quindi cosa andiamo a mangiare quando ci serviamo di questo dolce (fonte: tabelle nutrizionali CREA).

Calorie

La nostra fetta di panettone da 100 g apporta 333 kcal. Per avere un'idea di quante siano, possiamo considerare che 100 g di pasta ne apportano 353, quindi per una singola fetta abbiamo più o meno lo stesso quantitativo calorico di una porzione di pasta scondita. Quando scrissi il post sulla gestione delle vacanze dissi "limita i dolci per non dovertene privare completamente", ed ecco perché: mangiare una fetta di panettone dopo ogni pasto durante le vacanze di Natale vuol dire mangiare quasi il doppio di quanto normalmente facciamo. Questo si trasforma in sonnolenza e appesantimento nell'immediato e aumento di peso nel medio termine.

Carboidrati, proteine e grassi

Il panettone è un alimento molto ricco di carboidrati (zuccheri) e grassi, soprattutto saturi. Questo perché l'impasto prevede il burro e lo zucchero, oltre alla farina; è quindi un alimento sbilanciato.  È importante saperlo per poterlo consumare con consapevolezza: fare colazione con il panettone quotidianamente oppure farci merenda non è una buona scelta.

Frutta candita e uvetta

Questi ingredienti derivano dalla frutta, ma hanno davvero poco in comune con quella che si potrebbe mangiare fresca. Nella preparazione del dolce sono soprattutto una fonte di zuccheri, un modo per addolcire il prodotto guarnendolo e rendendolo più invitante anche dal punto di vista visivo. Inutile pensare di prendere vitamine o minerali da questi frutti, la lavorazione è molto avanzata e la quantità di nutrienti buoni non è considerabile.

Conclusioni

Il panettone può e deve essere consumato durante le feste, non ho alcuna intenzione di vietarlo a qualcuno (salvo patologie), ma è bene essere consapevoli di quello che si sta facendo: è bene sapere che si sta aumentando di molto l'introito calorico e sbilanciando verso i carboidrati i grassi una dieta già abbondante a causa della festa. Un panettone in famiglia è più che sufficiente per festeggiare, di più diventa dannoso.

Brescia, 13 dicembre 2018
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martedì 23 ottobre 2018

Dieta dissociata? Impossibile

W. H. Hay, l'inventore della
dieta dissociata
Nonostante il nome "dieta dissociata" sia un po' passato di moda, è frequentissimo imbattersi in persone convinte di mangiare carboidrati a pranzo e proteine a cena. L'abitudine ad alimentarsi separando i primi e i secondi nei due pasti principali può essere dettata da alcuni frangenti della vita quotidiana, ad esempio la mancanza di tempo fa preferire un pasto veloce con un unico piatto piuttosto che un pranzo con tutte le portate; c'è però ancora la strana convinzione che il primo e il secondo non debbano essere mangiati contemporaneamente.

Come è fatta la dieta dissociata?

Le regole della dieta dissociata (Hay diet in inglese, dal nome del suo inventore William Howard Hay) prevedono soprattutto un controllo nell'abbinamento dei piatti e degli alimenti tra loro. Nonostante sia una dieta inventata nei primi anni del secolo scorso, le idee diffuse sono tutt'ora radicate in moltissime persone. Le basi di questa dieta sono:
  • non associare alimenti ricchi di carboidrati con alimenti proteici
  • non abbinare fonti proteiche diverse
  • mangiare i frutti lontano dai pasti
  • non abbinare zuccheri semplici e carboidrati complessi
  • i carboidrati vanno mangiati più di mattina e a pranzo, le proteine più a cena
Questi punti, sebbene possano essere una guida semplice a una alimentazione sana, non danno in realtà alcun vantaggio pratico rispetto a una dieta equilibrata che non le rispetti. E in effetti, nonostante quello che dice Hay, da un punto di vista biochimico non hanno alcun senso.

Cosa c'è che non va nella dieta dissociata?

L'ho già detto e lo ripeto: la sola cosa importante in alimentazione è la quantità. E non mi riferisco solo alla quantità complessiva di cibo, ma anche alla quantità di nutrienti che si assume durante la giornata: quanti carboidrati, quanti grassi, quante proteine, minerali, vitamine, fibre e acqua. Un'alimentazione corretta è quella che permette di avere le giuste quantità di questi ingredienti, che conduca a una vita sana dal punto di vista fisico e psicologico-sociale.

Le regole dette sopra sono un aiuto per evitare di mangiare troppo quando c'è effettivamente un problema di eccesso alimentare: non abbinare due fonti proteiche è una buona idea se si mangiano tre cosce di pollo e 100 g di formaggi stagionati, ma non serve a niente se ci si limita ad aggiungere un cucchiaino di parmigiano sul ragù della pasta!
Allo stesso modo, non mangiare carboidrati e proteine insieme può essere un modo per limitare l'assunzione di cibo, ma non esiste nessuna ragione fisiologica o biochimica per volerlo fare. In definitiva, la dieta dissociata dovrebbe essere vista semplicemente come un modo per riuscire a mangiare di meno, al di là delle sue assurde regole.

È possibile dissociare carboidrati e proteine?

Qualcuno avrà notato che ho a volte ho scritto "alimenti ricchi di carboidrati/proteine", mentre altre volte mi sono limitato a scrivere solo il nome dei nutrienti. Questo perché, nel secondo caso, ho voluto ricalcare l'abitudine di moltissime persone: nell'immaginario collettivo la pasta è un carboidrato, la carne è una proteina. 
Questa accezione è sbagliata nella quasi totalità dei casi, perché è un'approssimazione troppo grande della complessità del cibo.

La pasta, il riso, il pane e i cereali in genere sono la fonte principale di carboidrati complessi, ma contengono anche una buona quantità di proteine (ad esempio il 10,9% del peso della pasta è rappresentato da proteine, pari al 12% delle calorie totali). Un'alimentazione vegetariana o vegana sfrutta queste proteine, insieme a quelle dei legumi, per il proprio fabbisogno quotidiano e un atleta trova, in questi alimenti, una buona fonte energetica che apporta anche proteine non trascurabili.

I fagioli sono ancora più ricchi di proteine, infatti sono classificati da Hay nei cibi proteici, ma il loro contenuto di amido (che è lo stesso zucchero della pasta e del pane) è pari al 47.5% del peso (65% delle calorie)

La carne e il pesce, effettivamente, non contengono carboidrati (o ne contengono in quantità tali da essere del tutto trascurabili). Ma possono essere una grande fonte di grassi, addirittura alcuni tagli possono avere più grassi che proteine, e definirli "una fonte proteica" è complicato. Anche i formaggi possono avere più grassi che proteine, ma in più possono avere anche una certa quota di zuccheri.

Conclusioni

Non ha alcun senso chiamare "carboidrati" e "proteine" gli alimenti, perché quasi sempre sono un insieme di nutrienti non separabili. Questo è un bene, ci permette di godere del cibo e di variare la nostra dieta invece di prendere semplicemente delle pasticche con tot carboidrati, proteine e grassi per soddisfare i nostri bisogni.
Per la stessa ragione non è possibile effettuare una dieta dissociata vera e propria, le indicazioni andrebbero prese come suggerimenti per cercare di limitare l'introito di cibo e nient'altro.

Brescia, 23 ottobre 2018
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martedì 11 settembre 2018

Gli alimenti per mantenere un cuore sano

L'alimentazione è un'arma potente soprattutto nella prevenzione. In particolare, uno degli organi più colpiti da una dieta scorretta è il cuore, o meglio il sistema cardiocircolatorio. Le malattie cardiache e gli ictus sono la prima causa di morte al mondo, è bene quindi prendersi cura del nostro corpo anche e soprattutto a tavola.


Gli alimenti migliori per la salute del cuore

Esistono alcuni alimenti che hanno un effetto favorevole sul sistema cardiovascolare. Quello che segue è un elenco di cosa è meglio scegliere a tavola

  • Pesce azzurro, perché ricco di omega-3. Meglio di taglia piccola, perché se grande potrebbe aver accumulato inquinanti
  • Olio extravergine di oliva, meglio escludere tutti gli altri tipi d'olio
  • Legumi di ogni tipo
  • Frutta secca di ogni tipo
  • Prodotti integrali, come pasta e pane.
  • Cereali grezzi in chicchi
  • Verdure di ogni tipo, quotidiane
  • Modiche porzioni di carni bianche e latticini

Gli alimenti da limitare

Allo stesso tempo, esistono alcuni alimenti che è bene limitare. Consumare questi alimenti quotidianamente può aumentare il rischio di problemi cardiaci
  • Alimenti grassi di origine animale (formaggi stagionati, lardo, strutto)
  • Affettati e salumi, carni lavorate
  • Carni rosse
  • Prodotti da forno
  • Dolci e bevande zuccherate
  • Alcol
Non è invece vero che il caffè faccia male alla salute del cuore.

La dieta mediterranea

Tutto ciò si traduce in uno schema ben conosciuto: la dieta mediterranea. A differenza di quanto molti credono, questa non è basata su pasta e pizza, ma sulle verdure, sui cereali integrali, principalmente sui prodotti della terra. Seguire i dettami della dieta mediterranea è il modo migliore per vivere in salute e preservare l'efficienza del nostro cuore.


Brescia, 11 settembre 2018
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domenica 9 settembre 2018

Nuova collaborazione con Nutribees

In questi giorni ho attivato una collaborazione commerciale con il servizio Nutribees che si impegna a recapitare a casa dei propri clienti pasti salutari e compatibili con molte delle diete che consegno.

Alcune persone hanno difficoltà a gestire un'alimentazione sana, soprattutto per mancanza di tempo. Il cucinare piatti sani e allo stesso tempo appetitosi può richiedere, a volte, un impegno che non sempre è possibile prendere. Il servizio di Nutribees sopperisce a queste difficoltà: si può andare sul loro sito e ordinare fino a un massimo di dodici piatti, consumabili sia a pranzo sia a cena. I piatti possono essere conservati fino a 20 giorni in frigorifero e possono essere semplicemente scaldati in padella, in forno o al microonde in pochi minuti. Usando questo servizio si ha quindi la certezza di consumare pasti salutari e buoni, senza però l'incomodo di doverli cucinare. Sul sito è a disposizione anche un test per capire quali siano le proprie necessità nutrizionali, ma ovviamente se siete già a conoscenza di queste informazioni (ad esempio se avete già una mia dieta) questo step non è obbligatorio.

Per i miei pazienti che volessero richiedere il servizio, è a disposizione un codice sconto del 15% sul primo acquisto (che avranno al momento della visita). Non è obbligatorio servirsi di Nutribees, ma può essere un aiuto in più per molti.

Infine, segnalo la mia intervista sul loro blog, è possibile leggerla qui

Brescia, 09 settembre 2018
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