Questo blog è curato dal
Dottor Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
Master internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica

Disponibile per visite a Brescia (Poliambulatori Fleming Tecna: 030 3390840-1),
Montichiari (San Rocco Poliambulatori: 030 9650425)
e Toscolano Maderno (Centro Medico Toscolano 0365 1881107)


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mercoledì 26 aprile 2017

Otto buone ragioni per cui non si perde peso con una dieta

Qualche giorno fa, un collega ha pubblicato su facebook un'immagine molto interessante, che spiega alcune delle possibili ragioni per le quali una dieta dimagrante funziona male o non funziona affatto. L'immagine mi è piaciuta e ho chiesto il permesso di ripubblicarla qui sul mio blog, permesso che mi è stato concesso.

Grazie quindi al dott. Ciaravolo per la concessione di quest'immagine.



In realtà non seguo la dieta

Semplicemente mento a me stesso. Nonostante faccia enormi sacrifici non ottengo grossi risultati. La spiegazione risiede nel fatto che faccio sacrifici solo apparenti. Preparo ciò che devo ma consumo altro: biscotto, fetta biscottata, caramelle zuccherate, abuso di caffè. Lo zucchero di canna non ha meno calorie rispetto allo zucchero bianco.

Consumo troppa frutta

Una mela, un'arancia e una banana extra rappresentano circa mezzo chilo di frutta. Nonostante la frutta rappresenti un ottimo spezza-fame, sarebbe bene non abusarne in quanto ricca di zuccheri. Atteniamoci alla prescrizione dietetica.

Applico sostituzioni non concesse

Non riesco a organizzarmi nella preparazione del menù. La mancata organizzazione settimanale della spesa mi porta a improvvisare. Scambio gli alimenti della dieta con quelli che trovo in casa: affettato e formaggi in sostituzione di carne o pesce.

Faccio la dieta a occhio

Non ho il controllo sulle quantità e sulle porzioni. Questo mi porta a consumare una quantità indeterminata di pasta, pane e frutta.

Cado in errori nascosti

Non bevo abbastanza, abuso di integratori e drenanti ricchi in zucchero, consumo frequente di alimenti "light", consumo di fruttosio dome dolcificante.

Non ho abbastanza motivazione

È una delle difficoltà più frequenti con la quale possiamo scontrarci. Se non sono motivato e convinto a sufficienza nel voler modificare definitivamente le mie abitudini alimentari e a perdere peso, non otterrò grossi risultati. La motivazione ci rende capaci e attenti nell'organizzare i pasti e ad avere una vita più attiva.

Mangio molto meno di quello che mi è stato consigliato

Al fine di perdere più peso o per compensare i frequenti sgarri, salto i pasti o mangio molto meno. Niente di più sbagliato. una dieta sbilanciata produrrà solo effetti negativi: stallo metabolico.

Faccio troppa attività fisica

Si chiama over-reaching, cioè una leggera forma di sovrallenamento, con conseguente aumento del cortisolo (ormone dello stress) che è causa di mancato dimagrimento

Brescia, 26 aprile 2017
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martedì 21 marzo 2017

La salute... in movimento

Venerdì 24 marzo 2017 alle ore 20:30 ci sarà una conferenza gratuita dal titolo La salute... in movimento, organizzata dal Centro Medico Toscolano. La serata riguarda la salute e la prevenzione cardiovascolare e io sarò uno dei relatori della serata. In particolare, gli interventi saranno i seguenti:

  • Dott. Giuliano Parpaglioni, biologo nutrizionista
  • Dott. Enio Guarnaccia, medico cardiologo
  • Loredana Festa, istruttrice SINW di Nordic Walking
L'evento si svolgerà presso l'auditorium delle scuole medie a Toscolano Maderno. Vi aspetto.




Brescia, 21 marzo 2017
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lunedì 6 marzo 2017

Cambio di orari

Da lunedì 27 marzo cambieranno gli orari di ricevimento a Toscolano Maderno: non sarò più presente dalle 09:00 alle 12:00 di martedì ma dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:00 di giovedì. Rimarrò a disposizione il martedì mattina fino a tale data.

giovedì 12 gennaio 2017

Comunicazione di servizio

Dal 17 al 21 gennaio 2017 non sarò reperibile al telefono se non in orari serali, per motivi personali. Rimangono comunque attivi i numeri degli studi per le prenotazioni.

Brescia, 12 gennaio 2017
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venerdì 23 dicembre 2016

Consigli per non ingrassare durante le feste

A Natale riscopri i tuoi valori più alti: colesterolo, trigliceridi, glicemia...

Questa battuta gira su facebook da tanto tempo e testimonia un fenomeno molto diffuso: a Natale si mangia troppo. È festa, a tutto si pensa fuorché alla dieta, ed è normale che sia così. Però, se stai leggendo queste righe, è probabile che per te la questione sia importante, quindi voglio suggerirti qualche accorgimento per evitare di rovinarti l'umore a causa del cibo e della linea, senza però rinunciare a festeggiare.

Il pasto della festa è uno solo

Il primo suggerimento che voglio dare è quello di gestire le feste come una vacanza, non come un'insieme di bagordi. Siamo a Natale, soprattutto in alcune parti d'Italia si tende a cominciare i preparativi il 23 per poi mangiare nei giorni seguenti arrosti, fritti, torte e tutto ciò che mamme e nonne insieme possono preparare. È importante invece distinguere il pasto in cui si festeggia con la famiglia, in modo da godersi anche le specialità locali natalizie, e il tempo precedente e successivo, in modo da poter dare un'impronta diversa alle giornate. Passare le vacanze a mangiare è il miglior modo per mettere su peso.

Primo consiglio: decidi quando sgarrare, fa che non sia un continuo

La verdura è un'ottimo alleato

Un consiglio sempre valido è quello di sfruttare le verdure. Crude o cotte che siano, se con un condimento non eccessivo possono essere un ottimo modo per saziarsi senza eccedere nell'introito calorico. Io consiglio di cominciare il pasto con le verdure, anche il pasto della festa, in modo da non esagerare con il resto delle portate.
Attenzione: fagioli, piselli, fagiolini, lenticchie e patate non sono verdure: i legumi sono dei secondi, le patate sono dei primi. Consiglio invece di consumare verdure di stagione: bietole, broccoletti, cardi, cavolfiori, finocchi, indivia, rape, spinaci, lattuga.

Secondo consiglio: comincia i pasti con le verdure

I dolci vanno limitati

Non mi sogno nemmeno di vietare i dolci durante le feste, a meno che non ci siano problemi di salute che costringono a questo comportamento. Il Natale è tradizionalmente un momento in cui si consumano molti dolci (pandori, panettoni, torroni, cioccolata...) e la tradizione è sicuramente più forte di qualsiasi dieta. Però anche in questo caso possiamo fare qualcosa. Ad esempio, se un pandoro/panettone viene consumato in un solo giorno è decisamente troppo, se invece dura per tutto l'arco delle vacanze potrebbe essere più accettabile. Allo stesso modo, una fetta di pandoro/panettone durante il pasto della festa è più che normale. Diverso il caso in cui la fetta di dolce ci fosse dopo ogni pasto in questo periodo.

Terzo consiglio: limita i dolci per non dovertene privare completamente

Fai attività fisica

Sei in vacanza, sfrutta questo tempo per fare qualcosa di fisico. Passeggiate (in montagna, in città, al lago, al mare...), gite fuori porta, attività sportiva vera e propria, va bene tutto, l'importante è non rimanere fermi. Durante le vacanze si ingrassa anche perché si è abituati magari ad uno stile di vita attivo e stressante, a causa del lavoro e delle attività quotidiane, e poi si entra in una pausa che il corpo non è in grado di gestire bene.

Quarto consiglio: fai attività fisica per non abbassare il metabolismo

Bevi molto

A volte si aumenta di peso senza ingrassare. A Natale si mangiano cose che spesso non sono presenti nella quotidianità, ed è facile trattenere liquidi in eccesso che possono tradursi anche in qualche chilo di troppo. Generalmente sono facili da perdere dopo le vacanze, tornando alle vecchie abitudini, ma possono ingannare chi si preoccupa per la linea. Il consiglio è di bere molto, almeno un paio di litri al giorno, per smaltire l'eventuale eccesso di sale nell'alimentazione e limitare questo effetto.

Quinto consiglio: bevi almeno due litri d'acqua al giorno

Detto questo, auguro a tutti un piacevole Natale e un felice anno nuovo.

Brescia, 23 dicembre 2016
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lunedì 5 dicembre 2016

A dieta? Mangia la frutta secca!

Come anticipato, parliamo di frutta secca. Sono fermamente convinto che, salvo particolari condizioni fisiche, sia un alimento adatto a chiunque, anche per chi vuole dimagrire. La frutta secca infatti permette di risolvere molti problemi nutrizionali: è molto ricca di minerali e vitamine e può essere una fonte di energia indiscutibilmente salutare.

Cos'è la frutta secca?

Prima di tutto una definizione. Esistono in commercio due tipi di prodotti che vengono chiamati comunemente "frutta secca": la frutta a guscio e la frutta essiccata. La prima è rappresentata da quegli alimenti con l'esterno legnoso, come le noci, le mandorle, i pistacchi e simili, mentre la seconda è rappresentata da frutti essiccati a livello industriale come i fichi secchi, le prugne, i datteri e così via. In questo post parlerò soprattutto della frutta a guscio, perché quella essiccata ha sostanzialmente le stesse proprietà del frutto da cui deriva, anche se più concentrate per la mancanza di acqua. Andiamo a vedere i principali tipi di frutta a guscio: noci, mandorle, pistacchi, nocciole.

Noci

Come per tutta la frutta secca, la maggior parte delle calorie delle noci viene dai grassi. La particolarità in questo caso è che c'è una buona quantità anche di grassi omega-3 (acido alfa-linolenico): 6.64 g per 100 g di prodotto. Dal punto di vista dei minerali, le noci hanno un buon contenuto di fosforo, potassio e zinco. Sono un ottimo modo per spezzare la fame, due o tre noci al giorno completano una dieta senza esagerare con le calorie.

Mandorle

 Anche le mandorle sono molto ricche di grassi, ma la loro forza è nei minerali contenuti. Le mandorle infatti sono una discreta fonte di calcio: 30 g di questo alimento apportano 72 mg di calcio, che seppure non riescono a soddisfare il fabbisogno quotidiano (fissato dai LARN 2014 a 1000 mg), contribuiscono comunque a risollevarne la quota ingerita giornalmente. Capita praticamente sempre, infatti, di trovare diete molto carenti di calcio: l'uso combinato di acqua calcica, mandorle e (per chi non ha problemi a digerirlo) un bicchiere di latte o due, riesce a soddisfare facilmente questo bisogno. Esiste poi anche il latte di mandorle, che generalmente è venduto con un quantitativo di calcio pari al latte di vacca, ed è una bevanda utilizzabile anche da chi non digerisce il lattosio. Sono inoltre anche una buona fonte di rame e magnesio.

Pistacchi

Molto ricchi di grassi, qui il minerale più importante è il ferro: 30 g di pistacchi apportano 2.19 mg di ferro, con un fabbisogno di 10 mg per gli uomini e 18 mg per le donne in età fertile. Sembra poco? Dipende dal fatto che stiamo considerando solo 30 g di prodotto. A parità di peso, i pistacchi contengono quasi il doppio di ferro della carne di cavallo (1.17 mg per 30 g)! Ovviamente non bastano i pistacchi per soddisfare il fabbisogno quotidiano (a meno che non ne mangiamo una quantità molto più grande), ma di certo aiutano ad aumentarne la quota.
Il ferro contenuto nei pistacchi è assorbito più facilmente se accompagnato da vitamina C, quindi è bene associarci un frutto, o magari una spremuta d'arance. Altri minerali degni di nota sono il magnesio e il rame.

Nocciole

Le nocciole contengono una buona quantità di vitamina E, importante per la salute della vista. 30 g di nocciole contengono 4.5 mg di questa vitamina, a fronte di un fabbisogno di 12 (donne) o 13 (uomini) milligrammi. Una porzione di questo alimento quindi ci dà poco meno della metà della vitamina E che dobbiamo assumere in una giornata. Dalle nocciole si ricava anche una bevanda (il latte di nocciole) e soprattutto la crema di nocciole, che generalmente è usata come cioccolato spalmabile. Se la volete consumare, consiglio di rivolgersi a quei prodotti che hanno le nocciole come primo ingrediente (vedi post Guarda l'etichetta), e solo dopo di esse olio e zucchero.

Considerazioni generali

La frutta secca è sempre ricca di grassi, e sono soprattutto grassi polinsaturi e, in minor misura, monoinsaturi. I grassi polinsaturi sono importanti nella dieta quotidiana delle persone, ma dovrebbero essere limitati, perché pro-infiammatori. L'ideale è avere la frutta secca come unica fonte di questi grassi, evitando quindi gli oli derivati dal mais, dal girasole e da molti altri prodotti e preferendo l'olio extravergine d'oliva. L'uso massiccio di oli diversi dall'EVO e lo scarso consumo di frutta secca portano a scompensi importanti nel bilanciamento degli acidi grassi e delle reazioni infiammatorie dell'organismo, senza contare che un olio contiene solo grasso, mentre la frutta secca, come abbiamo visto, contiene molti altri nutrienti.
Consiglio di consumarne almeno una porzione al giorno, anche se si deve stare attenti alla linea, perché i benefici sono molti e gli svantaggi facilmente aggirabili.

Brescia, 5 dicembre 2016
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venerdì 18 novembre 2016

Dimagrire: la battaglia delle calorie

Se andiamo a vedere sulle tabelle di composizione degli alimenti italiane, l'alimento più calorico in assoluto è l'olio, seguito dai vari grassi. Subito dopo c'è la frutta secca. La prima voce infatti è la macadamia, seguita dalla noce pecan e dalla noce. Siamo intorno alle 650-700 kcal per 100 g.

Diamine, la frutta secca è un alimento ipercalorico, quasi come l'olio e il burro! È evidente che in una dieta dimagrante non possa esserci spazio per questi alimenti, no? Eppure...

Eppure mi capita spessissimo di usarla nelle mie diete, anche per chi deve dimagrire.

Un ripasso veloce

Le Calorie (o kilocalorie, kcal) sono una unità di misura dell'energia. Ne ho parlato già in diversi post (Una questione di quantità e di qualità, Non contate le calorie!, Le calorie non esistono!Questione di metabolismo), in ambito alimentare si usano per poter confrontare alimenti molto diversi e poter decidere se si è assunto abbastanza cibo per il proprio sostentamento. 100 g di riso e 100 g di frutta sono confrontabili solo se si misurano secondo un parametro comune, e questo parametro è sempre stato, appunto, la caloria.

Sappiamo inoltre che per dimagrire bisogna assumere meno calorie di quante se ne consumano, per ingrassare invece bisogna consumarne di più. E fin qui è pura e semplice matematica, che è sicuramente più semplificata rispetto all'alimentazione pratica, ma ci aiuta per capire i concetti base. Inoltre, ci sono alcuni corollari che vanno tenuti sempre a mente:
  • Solo la dose fa il veleno (come spiegato nel mio precedente post Cinque consigli (più uno) per dimagrire)
  • Non è importante quanto si mangia nel singolo pasto, ma la quantità e la qualità complessiva
  • Non è importante il comportamento del singolo giorno, ma la regolarità quotidiana

Gli alimenti ipercalorici, il caso della frutta secca

Date queste premesse, si può capire come anche la frutta secca possa trovare spazio in diete a basso contenuto calorico:
  1. la quantità della frutta secca non è mai abbondante: 10, 20, 30 g al massimo per una dieta dimagrante. 30 g di noci sono circa 200 kcal
  2. la quantità di altre fonti di grassi (ad esempio l'olio) viene limitata, ma non azzerata del tutto
  3. il resto dei pasti viene misurato per dare le giuste quantità di nutrienti
In futuro farò un post specifico sulla frutta secca e sulle sue proprietà, perché credo sia un alimento estremamente importante e molto sottovalutato, al momento mi basta far passare il concetto che non c'è alcun bisogno di aver paura delle calorie di un singolo alimento.

La quotidianità vince sul pasto

La battaglia delle calorie è quell'atteggiamento che si ha nei confronti del cibo quando si cerca di abbassare il contenuto calorico di un singolo pasto invece di regolare l'intera giornata. Non è raro che mi si chieda "ma X non fa ingrassare?" Abbiamo fatto il caso della frutta secca, ma al posto di X ci si può mettere il pane, la pasta e moltissimi altri alimenti. Il rischio, ragionando così, è duplice: ci si priva di qualcosa che può risultare prezioso e salutare e si rischia di mangiare troppo poco. Una dieta equilibrata comprende diversi alimenti, non c'è bisogno di privarsi di nulla.


Brescia, 18 novembre 2016