Questo blog è curato dal
Dottor Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
Master internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica

Disponibile per visite a Desenzano del Garda e Brescia (click sulle città per i contatti)
Costi e modalità della visita

lunedì 31 marzo 2014

Comunicazione di servizio: non ricevo più a Milano

Da oggi 31 marzo 2014 non eseguo più visite a Milano. Rimangono attive le sedi di Brescia e di Desenzano del Garda

Brescia, 31 marzo 2014

venerdì 14 marzo 2014

Dieta mediterranea e Nordic Walking: insieme per il benessere

Mercoledì 19 marzo alle 20:45, presso la Cascina del Parco Gallo in via Corfù 100, Brescia, terrò una conferenza dal titolo Dieta mediterranea e Nordic Walking: insieme per il benessere. Si parlerà di alimentazione corretta e di stile di vita sano, andando a chiarire cosa siano la dieta mediterranea e il Nordic Walking. Alla fine della conferenza sarà possibile per alcuni volontari effettuare un test impedenziometrico per la valutazione della composizione corporea. L'ingresso è gratuito.

Vi aspetto numerosi.

Brescia, 14 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014

Dieta vegana, dieta alcalina e cura dei tumori

La dieta vegana non cura il cancro.
Ci tenevo a mettere in chiaro la mia posizione già alla prima riga, in modo da non dare adito a fraintendimenti. Chi legge da un po' questo blog sa che sono assolutamente favorevole ad una scelta vegetariana o vegana in qualunque momento della vita, a patto che sia ben bilanciata. Sono anche socio della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, che si occupa di divulgare questo tipo di approccio alimentare in maniera scientificamente rigorosa e io stesso sono vegetariano. Recentemente è stata mandata in onda una puntata delle Iene in cui si è intervistato un paziente oncologico che, dopo aver fatto radioterapia e chemioterapia ha deciso di affidarsi alla dieta vegana, avendo come risultato la scomparsa del tumore. Nessuno dei medici interpellati nella puntata, in realtà, ha mai detto di smettere le cure ufficiali in favore del cambio di alimentazione, ma il risultato per molti è stato questo, al punto che cominciano ad arrivare chiamate di pazienti che chiedono di smettere le cure e sostituirle con una dieta.

Che sia chiaro: non è possibile sostituire una cura chemioterapica o radioterapica con un cambio di alimentazione.

Cerchiamo di capire un po' quali sono le evidenze scientifiche.
La dieta vegana è un approccio alimentare che fa a meno di tutti i prodotti di origine animale, quindi non ci si ciba di carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele (a differenza delle dieta vegetariana che accetta i derivati animali). L'apporto proteico è garantito dalla varietà della dieta: cereali e legumi insieme danno un'abbondanza e una varietà di aminoacidi sufficiente per una buona salute, prodotti derivati da essi (tofu, tempeh, latte di soia...), i cereali integrali e gli pseudocereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) facilitano le cose; i carboidrati non sono un problema essendo l'amido un componente preponderante del mondo vegetale; i grassi, anche essenziali, derivano da oli e frutta secca (in minor misura legumi); i minerali sono abbondanti nei prodotti integrali e nelle verdure; le vitamine sono frequenti, solo va integrata la B12.
L'American Dietetic Association si è espressa favorevolmente a un approccio vegano in qualunque età e condizione fisiologica a patto che sia ben bilanciato.
Esistono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come una dieta di questo tipo apporti numerosi benefici, ad esempio:


L'ultimo link soprattutto è interessante nell'ottica di questo post. Le diete veg riducono l'insorgenza di cancro. Attenzione: questo non vuol dire che curano il cancro, ma che aiutano a prevenirlo! Non esiste alcuna prova scientifica che supporti l'idea che la dieta, una qualunque dieta, possa far guarire una persona malata di cancro senza l'aiuto di terapie efficaci. Lo stesso concetto è stato espresso molto bene dall'ospedale San Raffaele, co-protagonista involontario del servizio delle Iene (grassetti miei):

Nota per la stampa su servizio “Le Iene” – 5 marzo

Milano, 06 marzo 2014 – L’IRCCS Ospedale San Raffaele, in riferimento al servizio “Alimentazione e malattie. La storia del tumore guarito di Antonio”, in onda durante la trasmissione Le Iene (Italia 1, mercoledì 5 marzo), dichiara che nessuno studio in tal senso è in corso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e osserva che ad oggi non esiste alcuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica. Alcune attenzioni dietetiche possono avere ruolo e spazio nell’inquadramento generale di una terapia oncologica come di terapie per altre malattie, ma nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori.
[...]
La Direzione Sanitaria
IRCCS Ospedale San Raffaele
Gira voce che nei prossimi servizi dello stesso programma verrà intervistato un noto guru dell'alimentazione, che diffonde l'idea dell'igienismo, del crudismo, del fruttarianesimo e di concetti mai provati dati per veri. Si può dire che queste siano una sorta di derive dell'alimentazione vegana, spesso ancora più restrittive di essa e quindi impossibili da bilanciare. Uno dei concetti appena accennati nel servizio andato in onda ma che probabilmente verrà ripreso è quello della dieta alcalina. Si basa sull'idea corretta che il nostro organismo abbia molti sistemi per regolare il pH del sangue e lo mantenga quasi fisso (il valore standard è tra 7,35 e 7,45), ma che l'alimentazione possa influenzare questo pH e di conseguenza causare problemi.

È sicuramente vero che il pH può cambiare in caso di eventi morbosi (problemi respiratori o renali, diabete, intossicazioni), ma quando si parla di acidosi metabolica si sta parlando di una condizione grave, non di una condizione cronica prolungabile a lungo. Esistono moltissimi studi scientifici riguardanti il pH del sangue, la dieta alcalina e gli alimenti acidi e basici, ma in letteratura non sono riuscito a trovare un solo studio che soddisfacesse bene queste due condizioni:

  • lo studio dovrebbe darmi una definizione precisa di cosa intende per acidosi metabolica, con dei riferimenti di pH esatti;
  • lo studio dovrebbe dimostrarmi, almeno in bibliografia, il nesso causale tra l'abbassamento di pH (nei limiti definiti, come detto sopra) e l'insorgenza di una patologia, curabile attraverso l'innalzamento del pH tramite alimenti. Sottolineo, se ce ne fosse bisogno, che correlazione non implica causalità.
Il primo punto mi serve perché altrimenti si va a discutere di chetoacidosi diabetica o di problemi renali gravi, per i quali è ovvio che si debba ristabilire il pH del sangue, ma che nella stragrande maggioranza dei casi non riguardano la vita quotidiana delle persone. Il secondo punto mi serve per dimostrarmi l'effettiva utilità di una terapia di tipo alimentare volta al miglioramento del pH sanguigno. Soddisfatti questi due punti possiamo parlare di dieta alcalina e dei suoi benefici, fino ad allora tutto questo non ha senso.

Come dicevo però è pieno di articoli che mostrano i benefici di una dieta alcalina. Ma esattamente cos'è questa dieta? Ebbene, è una dieta basata su alimenti di tipo vegetale, verdure, frutti, cereali integrali, evitando o limitando gli alimenti di origine animale. Ehi, sembra quasi di parlare di una dieta vegana! E così il cerchio si chiude.

Abbiate cura di voi stessi, seguite una dieta equilibrata e il vostro organismo ne gioverà. Se poi volete chiamarla dieta alcalina fate pure, ma è una definizione che non ha nulla di scientificamente sensato.


Brescia, 8 marzo 2014

sabato 8 febbraio 2014

Convenzione con la Nordic Brescia ASD

Come forse avrete notato, su questo blog si è aggiunta da qualche tempo una pagina riguardante il Nordic Walking. Da novembre sono infatti istruttore di NW affiliato alla Scuola Italiana Nordic Walking (SINW), e collaboro con l'associazione sportiva dilettantistica Nordic Brescia nell'organizzazione dei corsi.

Il Nordic Walking è uno sport non agonistico, molto semplice e poco costoso, che prevede l'uso dei bastoncini. Con la tecnica giusta (ecco a cosa serve il corso) il bastoncino da semplice accessorio diventa strumento capace di stimolare il miglioramento (psico)fisico, la spinta dei bastoncini può essere uno stimolo in più, un modo per bruciare più calorie sforzando di meno le gambe, addirittura un modo di allenarsi alternativo, complementare a molte discipline (recentemente la SINW è entrata nella Federazione Italiana Di Atletica Leggera).

Viste le grandi potenzialità di questo sport, capace di avvicinare al movimento le persone sedentarie grazie alla possibilità di socializzazione, allo svolgimento all'aria aperta e al coinvolgimento senza grandi traumi di molta più muscolatura rispetto al semplice camminare, ho deciso di promuoverne la diffusione. Ho stipulato una convenzione che riguarda tutti gli iscritti Nordic Brescia, dando loro uno sconto del 20% sul primo appuntamento. Al momento della prima visita, quindi, chi presenterà la tessera d'iscrizione avrà questo sconto.

In questo modo spero di promuovere una vita più attiva, che è l'aspetto complementare a una dieta sana nel miglioramento del proprio stato di benessere.

Brescia, 08 febbraio 2014

lunedì 27 gennaio 2014

Il Golden Rice, un OGM sotto accusa

Sta montando la protesta per sostenere la diffusione di un prodotto particolare, il Golden Rice, contro l'opposizione delle associazioni ambientaliste, soprattutto Greenpeace. Si sono organizzate manifestazioni di piazza e gli addetti ai lavori ormai da anni si battono per il riconoscimento di questo prodotto che potrebbe aiutare milioni di persone. Di contro, Greenpeace paventa contaminazioni, danni alla salute e sfruttamento delle popolazioni più povere, a mio parere a torto.

Un OGM (Organismo Geneticamente Modificato) è un organismo a cui sia stato modificato il DNA con tecniche di ingegneria genetica. Non sono OGM gli incroci artificiali (le varie razze di cane ad esempio) e gli organismi geneticamente modificati tramite radiazione (il grano Creso, quello che mangiamo tutti i giorni sotto forma di pane e pasta), anche se a livello di DNA il fenomeno è lo stesso: inserimento o modificazione di alcuni tratti di genoma. La cosa interessante da sapere è che nel caso di un incrocio artificiale o di una modificazione tramite radiazioni la modifica è casuale, non si sa esattamente quale sarà il risultato, quindi un mandarancio è il risultato finale di miscugli casuali di DNA, il grano Creso idem, mentre con le tecniche di ingegneria genetica si sa con molta più precisione quale sarà il risultato, è una modifica controllata e si avrà il risultato desiderato. Sinceramente mi è oscuro il motivo per cui un organismo geneticamente modificato con tecniche di ingegneria genetica causerebbe contaminazioni ambientali pericolose, mentre un organismo geneticamente modificato tramite radiazioni non avrebbe questo problema.

Il Golden Rice è un tipo di riso geneticamente modificato in modo da poter produrre beta-carotene, una molecola che nel nostro organismo è convertita in vitamina A. Il prodotto è stato pensato per aiutare quelle popolazioni che hanno il riso come alimento quasi esclusivo e che devono combattere contro l'ipovitaminosi A, che porta diarrea, cecità, malattie della pelle, infertilità e malattie respiratorie (fonte). L'idea di fondo è: al riso mancano alcuni meccanismi che non gli permettono di produrre questa vitamina, facciamo in modo di darglieli. Niente di più, niente di meno. Greenpeace dice che c'è pericolo di contaminazioni. Diamine, il riso selezionato artificialmente nella storia dell'agricoltura produrrà pro-vitamina A! Inaccettabile. Oltretutto è sviluppato pubblicamente, non c'è un monopolio e ai più bisognosi verrebbe anche distribuito gratuitamente.

Spero che nel prossimo futuro si possa parlare di scienza e non di ideologie, altrimenti la situazione non migliorerà. In conclusione, linko delle FAQ (in inglese) sul Golden Rice, sperando che possano aiutare.

Brescia, 27 gennaio 2014

venerdì 24 gennaio 2014

Bocciata la dieta del gruppo sanguigno

Recentemente è tornata di moda la dieta del gruppo sanguigno, inventata da Peter D'Adamo, un naturopata americano, basata sull'associazione dei gruppi sanguigni con alcuni cibi e alcuni tipi di attività fisica. Ne ho parlato sulla Scuola di Ancel descrivendola come fantasiosa, priva di alcun fondamento scientifico e palesemente inventata di sana pianta. Pare che non sia l'unico a pensarla così. La notizia degli ultimi giorni è che uno studio dell'Università di Toronto ha cercato di provare scientificamente questa dieta. In fondo, fino ad ora si poteva dire che non funzionasse sulla base di conoscenze pregresse, ma non si avevano dati effettivamente applicati su un gruppo di persone.

Ora finalmente questa prova è arrivata. Si sono prese 1455 persone e si è analizzata la loro dieta, cercando di individuare le persone che seguivano con più attenzione le indicazioni per proprio gruppo sanguigno rispetto a chi non lo faceva. Queste ultime, ovviamente, avrebbero dovuto risentire di più di effetti negativi dell'alimentazione, eppure così non è stato. O meglio: la fedeltà alla dieta era associata ad un miglioramento dei fattori di rischio cardiometabolici (circonferenza vita, valori ematici...) ma questi miglioramenti erano del tutto indipendenti dal gruppo sanguigno.

In pratica, se è vero che alcuni regimi suggeriti da D'Adamo possono essere salutari, non c'è alcun motivo per associarli ad un determinato gruppo sanguigno perché quest'associazione, alla prova dei fatti, non esiste. State seguendo la dieta del gruppo sanguigno e ne trovate un giovamento? Ottimo! Ma non c'entra col vostro gruppo sanguigno.

Brescia, 24 gennaio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

Dimagrire mangiando

Tempo fa mi è stato chiesto di elaborare una dieta per una comunità della mia zona, facendo inoltre una piccola lezione riguardante l'alimentazione per le persone ospitate nella struttura. Dopo qualche parola di presentazione ho chiesto "ci credete se vi dico che si può dimagrire mangiando a volontà?", è stato un coro di no univoco. Tutti avevano in mente l'idea che io fossi lì per farli mangiare meno, per metterli a dieta nel senso più comune del termine. Sì, è vero, avevo stilato un piano alimentare completo per la struttura e i dirigenti erano concordi nel servire quei pasti, d'altro canto però non era mia intenzione affamare le persone! Li ho sorpresi rispondendo che invece sì, era possibile, basta scegliere le cose giuste.

Dimagrire è un processo graduale che si raggiunge se si assume meno di quel che si consuma (fatti salvi ovviamente tutti i discorsi precedenti a questo post riguardanti le calorie, linkati nell'ultimo articolo scritto a riguardo), quindi la strada è quella di mangiare meno. Attenzione però: mangiare meno non vuol dire essere affamati! Esistono alcuni cibi, infatti, che riempiono la pancia, rallentano l'insorgere della fame e che danno pochissime calorie: gli alimenti vegetali. Ovviamente non sono tutti uguali: la pasta è un alimento di origine vegetale, così come l'olio d'oliva, ma se andiamo a guardare gli ortaggi il discorso fila. Di seguito una tabella comparativa secondo me molto chiarificatrice (fonte)

Alimento Kcal/100 g Alimento Kcal/100 g
lattuga 19 crackers salati 428
pomodori maturi 19 grissini 431
funghi prataioli crudi 20 pane formato rosetta 269
melanzane 18 petto di pollo crudo 100
zucchine 11 salmone fresco 185
cavolfiore 25 cioccolato fondente 515
broccoli 27 zucchero bianco 392

Gli alimenti nella colonna di sinistra sono alcuni ortaggi presi più o meno a caso, gli alimenti di destra sono invece altri tipi di alimenti che spesso accompagnano i nostri pasti. Mettiamo in evidenza qualche dato.
Prima di tutto voglio sottolineare che, a parità di peso, il pane è una scelta migliore rispetto ai grissini e ai crackers. Quando siamo al ristorante evitiamo quindi di mangiare questi prodotti tra un piatto e l'altro perché apportano calorie in più pienamente colmabili, poi, col pasto in arrivo.
In seconda battuta facciamo due conti sui cracker. Un pacchetto da 5 è pesante circa 35 g, apporta quindi circa 150 kcal, non moltissime comparate con quelle di una dieta giornaliera. Paragoniamolo però a quanto apporta la lattuga: per arrivare a 150 kcal bisogna consumarne quasi 800 g, una quantità assolutamente inarrivabile (200 g di lattuga corrispondono ad un'insalatiera colma). Le altre verdure non hanno apporti calorici molto diversi, diciamo che mangiare 600 g di cavolfiore è più fattibile (cosa che non vi consiglio se non siete abituati), ma indubbiamente sazia molto di più di un pacchetto di cracker.

Inoltre le fibre rallentano l'assimilazione dei vari nutrienti del pasto, evitando picchi di insulina rapidi e mantenendo quindi il senso di sazietà più a lungo. Per chi si vuole abbuffare senza risentirne, quindi, la scelta è quella di puntare sulle verdure.
Ovviamente non ho parlato dei condimenti: 100 g di lattuga apportano 19 kcal, se aggiungiamo 1 cucchiaio d'olio (circa 10 g) arriviamo a più di 100 kcal. E non considero eventuali altri ingredienti di un'insalata: tonno, uova, pane, pollo, mais... insomma, mangiare verdura è un metodo ottimo per controllare la fame e mangiare molto rimanendo bassi con le calorie, ma se diventa un'ulteriore seconda portata vale un po' meno.

Brescia, 15 gennaio 2014