Questo blog è curato dal
Dottor Giuliano Parpaglioni
Biologo Nutrizionista
Master internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica

Disponibile per visite a Brescia (Poliambulatori Fleming Tecna: 030 3390840-1),
e Toscolano Maderno (Centro Medico Toscolano: 0365 1881107)

domenica 26 giugno 2016

Lo sport fa dimagrire?

Come molti di voi sapranno, pratico il Nordic Walking da molto tempo e recentemente ho sostenuto (con soddisfazione) l'esame per passare da Istruttore a Maestro SINW. Questa mia attività mi porta spesso a consigliare questo sport ai miei pazienti, anche per aiutarli a perdere peso in maniera sana e produttiva. Molti attuano una strategia rivolta al solo aumento dell'attività fisica quando cercano di perdere peso, ma lo sport può far effettivamente dimagrire? Risposta breve: no. Mi rendo conto però che questa risposta non è assolutamente sufficiente, perché quel "no" racchiude dentro di sé tantissimi "però".

Le calorie

Cominciando dalla base, possiamo dire che, come scritto più volte, ad esempio nel post Questione di metabolismo e nei post linkati in esso, la perdita di peso dipende da una differenza tra le calorie ingerite e quelle spese. Lo sport fatto per dimagrire e la dieta dimagrante mirano a questo obiettivo: aumentare il divario tra calorie spese e calorie ingerite.
Mangiare di meno vuol dire dare meno energia al nostro corpo, energia che per fare le nostre attività deve comunque essere spesa, quindi viene presa dalle nostre riserve di grasso: semplice, lineare, quasi banale.
Allo stesso modo, aumentare l'attività fisica con la pratica sportiva fa in modo di bruciare più calorie, quindi sicuramente favorisce il consumo delle riserve di grasso a fini energetici. Anche qui, semplice, lineare, quasi banale.

L'allenamento

La dieta dimagrante e l'esercizio fisico sono insieme il modo migliore per calare di peso, il problema sorge quando cominciamo a pensare di utilizzare il solo sport per dimagrire. L'attività fisica quotidiana suggerita da qualsiasi linea guida è una camminata di trenta minuti al giorno a passo svelto. Non si può certo definire uno sport, ma è un modo per rendere più attiva la nostra vita, troppo spesso fissata a divani, sedie e automobili. Esiste anche una piramide dell'attività fisica, che mostra in che modo ci si dovrebbe comportare (vedi qui a fianco): muoversi il più possibile durante la giornata, fare attività fisiche diversificate durante la settimana (meno frequenti quelle più pesanti, più frequenti quelle più leggere) e non rimanere seduti costantemente. In pratica, l'uomo non è fatto per stare fermo. Però lo sport può anche far male, ed è uno dei motivi per cui non fa dimagrire.

L'allenamento fisico ha delle regole che vanno rispettate, altrimenti si possono fare dei grossi danni. Fondamentalmente si tratta di considerare il riposo come parte integrante dell'allenamento. Ovviamente mi rivolgo a chiunque non pratichi uno sport a livelli alti o altissimi (che generalmente può anche usufruire di aiuti professionali sia dal punto di vista dell'allenamento che della dieta), ma soprattutto a chi lo fa per hobby o saltuariamente.

Il riposo è importante perché permette il miglioramento. Seguendo l'immagine qui a sinistra possiamo renderci conto di quello che sto dicendo: una persona comincia a correre, subito dopo la corsa è stanco e sta peggio di quanto stesse prima dell'inizio. Ha bisogno di recuperare. Il fisico recupera e, tempo uno o due giorni, l'effetto della corsa si fa vedere: ora si è in una condizione migliore del primo giorno perché i muscoli hanno reagito allo sforzo e sono pronti a gestirne uno di uguale intensità con più facilità (nell'immagine è il punto 1). Questo è il momento migliore per fare di nuovo un allenamento e se anche in questo caso i tempi di recupero verranno rispettati allora la situazione migliorerà costantemente.

In caso contrario si esagera, non si dà al corpo il tempo di recuperare e l'allenamento peggiorerà la situazione. È evidente guardando il secondo grafico dell'immagine qui a destra: tempi troppo stretti portano a un progressivo peggioramento della condizione fisica. Le conseguenze non sono banali: il muscolo non migliora, anzi può danneggiarsi più facilmente, il fisico va in stato d'emergenza (lo stress prodotto dall'esercizio fisico è troppo elevato), aumentano i livelli di ormoni che - paradossalmente - facilitano l'accumulo di grasso, così si abbassa il metabolismo e si accumula grasso sottocutaneo (quella che viene volgarmente chiamata "cellulite", anche se il termine dovrebbe indicare qualcosa di molto più serio). Lo sport dovrebbe essere fatto quotidianamente per rendere costante la perdita di calorie rispetto a quante se ne assumono, ma farlo quotidianamente porta più svantaggi che vantaggi (ribadisco: fanno eccezione gli atleti)

La fame

L'allenamento, come è ovvio, aumenta il senso di fame. L'aumento del dispendio energetico porta ad avere naturalmente più appetito ed è una conseguenza logica il fatto di mangiar di più di quando non ci si allenava. Questo vuol dire che se non si controlla la dieta l'allenamento, anche fatto bene, non basta, perché il deficit calorico non cambia. Esistono molti metodi di allenamento che promettono il dimagrimento anche senza cambiare abitudini alimentari, ma è proprio quella la chiave: le abitudini alimentari non dovrebbero cambiare, mentre dovrebbe cambiare l'intensità dell'attività fisica (da sedentaria ad attiva).

I lati positivi dello sport

Mi guardo bene dallo sconsigliare di fare sport, in ogni caso. Esistono centinaia, forse migliaia di studi scientifici che mostrano come una vita attiva sia solo un vantaggio anche in termini di peso corporeo, ma non solo: qualsiasi tipo di sport è capace di migliorare la funzionalità intestinale, di migliorare le analisi del sangue (il colesterolo cattivo si abbassa, il colesterolo buono si alza, i trigliceridi si abbassano, la glicemia si abbassa o si regolarizza...), aumenta la funzionalità cardiaca, migliora la capacità respiratoria e spesso anche il recupero dopo operazioni è favorito dall'attività fisica. Ad esempio sul mio sport, il Nordic Walking, è uscita una review molto interessante che mostra tutti i benefici di questo sport dal punto di vista fisico, ne ho parlato sul sito della mia associazione nell'articolo intitolato Il Nordic Walking: lo sport per la nostra salute. Di certo esistono lavori di questo tenore anche per tutti gli altri sport, perché il movimento, se fatto bene, non può che essere vantaggioso.

Conclusioni

Abbinare lo sport a una dieta sana è la strategia migliore per rimanere in salute, o per migliorare la propria condizione fisica. Il solo sport non è in grado di far dimagrire ma ha comunque innumerevoli vantaggi fisici, ed è sicuramente consigliato, senza esagerare e regolato per ogni tipo di condizione fisica, a chiunque. Per chi fosse interessato, il prossimo corso base di Nordic Walking a Brescia è previsto per il 5, 7 e 12 luglio presso il parco di via Nikolajewka. Vi aspetto tutti!


Brescia, 26 giugno 2016

mercoledì 1 giugno 2016

Rete Famiglia Veg

Sono entrato nella Rete Famiglia Veg, una rete di professionisti che si preoccupa di dare la corretta informazione alle famiglie che vogliono condurre un'alimentazione vegetariana o vegana, compresa la crescita dei bambini.

Di seguito condivido il comunicato stampa della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

COMUNICATO STAMPA
NASCE IN ITALIA LA 'RETE FAMIGLIA VEG':
PROFESSIONISTI DELLA NUTRIZIONE CON STUDI
E AMBULATORI IN VARIE PROVINCE D'ITALIA
COMPETENTI IN NUTRIZIONE VEGETARIANA
NELL'ALIMENTAZIONE PEDIATRICA E NELLA
DONNA IN GRAVIDANZA - WWW.FAMIGLIAVEG.IT

30 maggio 2016
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV lancia l'iniziativa "Rete Famiglia Veg", una rete di professionisti della nutrizione con studi e ambulatori in varie province d'Italia, competenti in nutrizione a base vegetale nell'alimentazione pediatrica e/o nella donna in gravidanza.

Tali professionisti hanno sottoscritto un documento operativo che riporta delle precise linee guida da seguire, basate sulla più recente letteratura scientifica in materia, per uniformare l'approccio dei diversi professionisti nei confronti di questo tipo di alimentazione.

L'elenco di tutti i professionisti aderenti - che col tempo aumenteranno in numero - e rispettivi contatti, si trova sul nuovo sito, appositamente creato per l'iniziativa, FamigliaVeg.it, in cui si possono anche trovare tante utili informazioni e risorse sull'alimentazione a base vegetale nell'infanzia e in gravidanza.

Perché serve la Rete Famiglia Veg

Tutte le famiglie fanno seguire i propri figli da un pediatra e tutte le donne in gravidanza sono seguite da un ginecologo, indipendentemente dalla loro dieta: non si ha certamente un bisogno maggiore di supporto in caso di scelta vegetariana, tutt'altro.

Ad oggi, in pediatri, ginecologi e altri professionisti non è ancora abbastanza diffusa la competenza in alimentazione a base vegetale. Tali professionisti tendono dunque troppo spesso a suggerire una alimentazione basata sui cibi animali, ben lontana da quella scelta dal paziente (siano etici, ecologisti o salutisti i motivi della scelta).

Le famiglie veg hanno invece il diritto di essere seguite da un professionista competente: per questo esiste questo progetto, per portare a conoscenza chi sono, nelle varie province d'Italia, i professionisti con tali competenze, sempre aggiornate.

Cosa si intende per "Veg"

Utilizziamo il termine "veg" perché è variegato il panorama delle famiglie che possono aver bisogno della consulenza di un professionista esperto in alimentazione a base vegetale. Si può trattare di famiglie vegan o latto-ovo-vegetariana, ma esistono anche famiglie che, pur non essendo vegetariane, scelgono di consumare prodotti animali solo sporadicamente. Quest'ultimo caso, pur non rientrando nella casistica della scelta vegetariana, è abbastanza diffuso e comporta esigenze simili, quelle relative a un'alimentazione basata in larga parte sui vegetali.

Con il termine "veg" vogliamo dunque comprendere tutti questi casi, anche se SSNV raccomanda come miglior scelta nutrizionale quella 100% vegetale, in ogni fase della vita

Il ruolo di SSNV

L'associazione non profit Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si impegna a tenere sempre aggiornate le linee guida e tenere i contatti con tutti i professionisti della Rete Famiglie Veg per accrescere reciprocamente la conoscenza di ciascuno.

Per contro, la consulenza presso i singoli studi e ambulatori riguarda esclusivamente i professionisti, mentre SSNV non è coinvolta in alcun modo nella gestione degli appuntamenti, tanto meno degli onorari.

SSNV non percepisce alcun compenso, né dai professionisti né dai pazienti, svolgendo il servizio in maniera del tutto gratuita, al solo scopo di diffondere un'alimentazione 100% vegetale, così come da suo Statuto.

Informazioni e contatti: retefamigliaveg@scienzavegetariana.it

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV 
http://www.scienzavegetariana.it - info@scienzavegetariana.it

Note:
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali e sui suoi rapporti con la salute.

Brescia, 01 giugno 2016

lunedì 25 aprile 2016

Cibo in mente - Nuovo evento in programma

Il 5 maggio partirà un nuovo evento di Cibo in Mente. Come la scorsa serata del 14 aprile, io e la dottoressa Gaia Scurati, psicologa, collaboreremo per un progetto di più ampio respiro rispetto al singolo appuntamento.

Riporto la descrizione completa dell'evento scritta sulla pagina facebook dello stesso. Vi aspetto tutti!



Il dott. Giuliano Parpaglioni -Biologo Nutrizionista- e la dott.ssa Gaia Scurati -Psicologa- propongono un percorso psico-nutrizionale di 7 incontri rivolto a persone interessate ad approfondire e migliorare il proprio rapporto con il cibo e con sé stessi.

Programma degli incontri:

1. Chi siamo: conoscere i compagni di viaggio

2. Come, quando e perché mangiamo: abitudini alimentari, basi del nutrimento fisiologico e di quello psicologico

3. Conosci il tuo corpo?: ascolto e modificazioni del proprio corpo

4. Comunicare con sé stessi: impariamo come farlo

5. Pubblicità. Realtà o finzione?: i condizionamenti mediatici

6. Riscoprire il cibo con i 5 sensi: cibarsi consapevolmente

7. Combattere la fame emotiva: strategie e strumenti pratici

Il percorso inizierà Giovedì 5 Maggio 2016 alle ore 20.00 in Viale del Piave 40 a Brescia, presso la Sala Civica.
Gli incontri successivi si svolgeranno presso la stessa sede e le date verranno concordate durante l'incontro del 5 Maggio in base alle esigenze dei conduttori e dei partecipanti.

Il numero massimo di partecipanti è di 12 persone e per la natura stessa del percorso non è prevista la partecipazione a uno solo dei sette incontri.

Ogni incontro durerà un'ora e mezza e sarà condotto in compresenza dal dott. Parpaglioni e dalla dott.ssa Scurati.

Il percorso ha un costo totale di 190 euro a persona.
Per chi si iscriverà entro il 30 Aprile sono previsti un colloquio gratuito con la psicologa e una prima visita a prezzo agevolato con il biologo nutrizionista.

Per iscrizioni o ulteriori informazioni contattateci tramite e-mail all’indirizzo ciboinmente@gmail.com o telefonicamente ai numeri 338/1932670 o 340/4189393.

Brescia, 25 aprile 2016

sabato 9 aprile 2016

Sarò a Report

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Qualche tempo fa sono stato intervistato da Report. Domani sera, domenica 10 aprile alle 21:45 su Rai 3, andrà in onda la puntata con la mia intervista. Il servizio non sarà incentrato solo su di me, non so quindi quanto spazio avrò né cosa di quello che è stato registrato andrà in onda, però spero di dare il mio contributo a chiarire un po' le idee sui falsi miti alimentari (che è poi anche il motivo per cui ho creato Diet Curiosity)

Alla prossima

Aggiornamento del 16/04/2016

Su Diet Curiosity ho scritto un post relativo alla puntata di Report, con i miei commenti a tutti gli intervistati.

Brescia, 16 aprile 2016

venerdì 1 aprile 2016

Post di servizio - Cambio momentaneo di orari

Da oggi e fino a fine luglio, cambiano gli orari di ricevimento in tutti gli studi:

  1. a Desenzano del Garda, presso il Garda Salus ricevo il giovedì mattina e il venerdì pomeriggio; non ricevo più il martedì pomeriggio.
  2. a Toscolano Maderno, presso il Centro Medico Toscolano, ricevo il venerdì mattina, non ricevo più il martedì mattina
  3. a Brescia, presso il Poliambulatorio Fleming Tecna, ricevo il sabato mattina, il giovedì pomeriggio e il mercoledì mattina, inoltre a settimane alterne il lunedì (intera giornata) e il mercoledì pomeriggio. Non ricevo più di venerdì.
Questo cambio è provvisorio, durerà fino a fine luglio e da agosto si tornerà ai soliti orari. Come sempre, per prendere appuntamento vi invito a chiamare direttamente gli studi, che hanno sotto controllo la mia agenda in maniera precisa e possono darvi le mie disponibilità.


Brescia, 01 aprile 2016

martedì 15 marzo 2016

Cibo in Mente - Pagina Facebook ed Eventi

È partito ufficialmente ieri pomeriggio il progetto Cibo in Mente. Io e la dottoressa Gaia Scurati, psicologa, abbiamo dato forma a un'idea condivisa: parlare del rapporto tra alimentazione e vita quotidiana, dal punto di vista fisiopatologico, psicologico ed emotivo, ognuno con le proprie competenze e allo stesso tempo completando l'uno l'aspetto dell'altra e viceversa.

Abbiamo creato una pagina facebook in cui saremo a disposizione di chiunque voglia confrontarsi sul tema dell'alimentazione nei termini più ampi possibile, con la sola limitazione dell'interazione online (ci sono cose che non possono essere fatte tramite un messaggio su facebook). Inoltre è in programma anche un evento gratuito aperto a tutti: Cibo in mente - Un viaggio attraverso le leggende alimentari e i disturbi del comportamento alimentare. L'evento ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Brescia e si terrà alla Sala Civica della Circoscrizione di Centro in via Piave 40, giovedì 14 aprile 2016 alle ore 19:30 (qui per scaricare la locandina). L'argomento della serata sarà il rapporto col cibo e i disturbi del comportamento alimentare: si parlerà di leggende metropolitane alimentari e di come queste possano crear confusione, fino a sfociare a volte in veri e propri problemi di vita quotidiana (uno su tutti: il voler eliminare un dato cibo perché fa male può essere così selettivo da portare a rendere difficile una vita sociale completa). Per partecipare è necessaria l'iscrizione: potete mandare una mail a ciboinmente@gmail.com oppure contattarci ai numeri 338.1932670 e 340.4189393. Cliccare "parteciperò" sull'evento di facebook è cosa gradita ma non implica l'iscrizione all'evento.

Inoltre è in programma anche una serie di appuntamenti a pagamento, al momento con date da stabilire, destinate a chi vuole affrontare l'alimentazione con un occhio anche al punto di vista psicologico e non solo al mero nutrimento, perché come ho sempre detto dieta vuol dire stile di vita, e non può limitarsi al semplice mangiare.

Sarò contento se chi mi segue vorrà seguire anche la pagina di facebook, e sarò ancora più contento se potremo essere utili a chi vorrà confrontarsi con noi, online o nelle occasioni di persona, per aumentare la propria consapevolezza alimentare e migliorare le proprie abitudini.

Brescia, 15 marzo 2016

lunedì 29 febbraio 2016

L'intestino irritabile e la dieta low-FODMAP

Uno dei problemi più comuni alle nostre latitudini è l'intestino irritabile (in inglese irritable bowel syndrome o IBS). Sotto questa definizione si vanno a inserire diversi sintomi, anche opposti, e diverse cause: gonfiori ricorrenti, diarrea, stitichezza, crampi. L'organo colpito in genere è quella parte di intestino chiamata colon, ovvero l'ultimo tratto, dove la gran parte dell'assorbimento dei nutrienti è già avvenuto e dove vive la flora intestinale. Le cause possono essere le più disparate (problemi con la flora intestinale, ormoni, infezioni, alimentazione, stress) e non tutte di tipo strettamente organico (capita infatti che lo stress sia un componente molto forte). Molti finiscono per fare test per intolleranze farlocchi che daranno risposte inutili (ma costose) e che costringeranno a eliminare questo o quell'alimento a caso, a tempo indefinito (tipicamente almeno lattosio e glutine). Inutile dire che questo approccio risulta essere solo una gran perdita di tempo nella migliore delle ipotesi e un danno nella peggiore: in caso di celiachia l'eliminazione arbitraria del glutine porterà ad avere test negativi in fase di controlli seri, e questo peggiorerà la vita della persona (che ogni tanto si concederà uno sgarro, stando male).

C'è una soluzione all'IBS? No, o meglio, non ce n'è una univoca. Se il problema è psicologico va risolta la causa di stress, se il problema è alimentare si può far qualcosa sulla dieta. In questo caso ci viene in aiuto una dieta particolare: la dieta low-FODMAPs. Prima di tutto una premessa importante: non tentate di fare da soli questa dieta, anche seguendo quanto scritto in questo post, perché è molto restrittiva e si rischia di andare in carenze nutrizionali se non si sa cosa si sta facendo. Detto questo, andiamo a spiegare.

La parola FODMAPs (Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides and Polyols) è un acronimo che viene dalle parole inglesi che indicano alcuni zuccheri semplici e alcune molecole dal sapore dolce chiamati polioli (ad esempio lo xilitolo delle gomme da masticare è un poliolo). Gli studi recenti ci dicono che questo tipo di dieta è efficace nel risolvere i sintomi dell'intestino irritabile, anche se andrebbe studiato più a fondo l'effetto sulla flora intestinale. Fondamentalmente si tratta di una dieta a esclusione: alcuni alimenti vengono banditi completamente, senza possibilità di sgarro, dall'alimentazione quotidiana. In particolare si tratta degli alimenti considerati ad alto contenuto di FODMAPs: togliendoli, l'intestino riesce a riequilibrarsi e la persona può riuscire a superare i momenti più critici; contemporaneamente l'alimentazione si concentrerà sugli alimenti con concentrazioni di FODMAPs più basse. Quali sono questi alimenti?

La fonte più aggiornata sul contenuto di FODMAPs degli alimenti è l'australiana Monash University, che mette in rete un elenco esaustivo di alimenti, che riporto tradotto qui sotto (aggiornato al 29 febbraio 2016)

Tipo di alimento Alimenti ad alto contenuto di FODMAPs Alimenti a basso contenuto di FODMAPs
Ortaggi Asparagi, carciofi, cipolle, porri, aglio, legumi, piselli, barbabietola, verza, sedano, mais Alfalfa, germogli di soia, fagiolini, cavolo cinese, peperoni, carote, erba cipollina, erbe aromatiche, rapa cinese, cetrioli, lattuga, pomodori, zucchine
Frutti Mele, pere, mango, nashi, cocomeri, peschenoci, pesche, prugne Banane, arance, mandarini, uva, melone
Latte e latticini Latte di vacca, yogurt, formaggi freschi, creme, gelati Latte senza lattosio, yogut senza lattosio, formaggi stagionati
Fonti proteiche Legumi Carni rosse, pesci, polli, tofu, tempeh
Chicchi e cereali Segale, pane di grano, pasta di grano, prodotti del grano Prodotti senza glutine, riso, orzo, pasta senza glutine, pseudocereali, riso soffiato
Dolci e snack Cracker di segale, prodotti a base di grano Prodotti senza glutine, torte di riso, gallette di riso
Noci e semi Anacardi, pistacchi Mandorle (meno di 10), semi di zucca

In una dieta low-FODMAP, quindi, gli alimenti andranno scelti nella colonna di destra della tabella. Un'altra fonte importante è il documento della Stanford University riguardante la dieta low-FODMAPs. Ribadisco, a causa della potenziale malnutrizione, è fortemente sconsigliato impostare una dieta low-FODMAP da soli, rivolgetevi sempre a un nutrizionista.

Brescia, 29 febbraio 2016