lunedì 29 febbraio 2016

L'intestino irritabile e la dieta low-FODMAP

Uno dei problemi più comuni alle nostre latitudini è l'intestino irritabile (in inglese irritable bowel syndrome o IBS). Sotto questa definizione si vanno a inserire diversi sintomi, anche opposti, e diverse cause: gonfiori ricorrenti, diarrea, stitichezza, crampi. L'organo colpito in genere è quella parte di intestino chiamata colon, ovvero l'ultimo tratto, dove la gran parte dell'assorbimento dei nutrienti è già avvenuto e dove vive la flora intestinale. Le cause possono essere le più disparate (problemi con la flora intestinale, ormoni, infezioni, alimentazione, stress) e non tutte di tipo strettamente organico (capita infatti che lo stress sia un componente molto forte). Molti finiscono per fare test per intolleranze farlocchi che daranno risposte inutili (ma costose) e che costringeranno a eliminare questo o quell'alimento a caso, a tempo indefinito (tipicamente almeno lattosio e glutine). Inutile dire che questo approccio risulta essere solo una gran perdita di tempo nella migliore delle ipotesi e un danno nella peggiore: in caso di celiachia l'eliminazione arbitraria del glutine porterà ad avere test negativi in fase di controlli seri, e questo peggiorerà la vita della persona (che ogni tanto si concederà uno sgarro, stando male).

C'è una soluzione all'IBS? No, o meglio, non ce n'è una univoca. Se il problema è psicologico va risolta la causa di stress, se il problema è alimentare si può far qualcosa sulla dieta. In questo caso ci viene in aiuto una dieta particolare: la dieta low-FODMAPs. Prima di tutto una premessa importante: non tentate di fare da soli questa dieta, anche seguendo quanto scritto in questo post, perché è molto restrittiva e si rischia di andare in carenze nutrizionali se non si sa cosa si sta facendo. Detto questo, andiamo a spiegare.

La parola FODMAPs (Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides and Polyols) è un acronimo che viene dalle parole inglesi che indicano alcuni zuccheri semplici e alcune molecole dal sapore dolce chiamati polioli (ad esempio lo xilitolo delle gomme da masticare è un poliolo). Gli studi recenti ci dicono che questo tipo di dieta è efficace nel risolvere i sintomi dell'intestino irritabile, anche se andrebbe studiato più a fondo l'effetto sulla flora intestinale. Fondamentalmente si tratta di una dieta a esclusione: alcuni alimenti vengono banditi completamente, senza possibilità di sgarro, dall'alimentazione quotidiana. In particolare si tratta degli alimenti considerati ad alto contenuto di FODMAPs: togliendoli, l'intestino riesce a riequilibrarsi e la persona può riuscire a superare i momenti più critici; contemporaneamente l'alimentazione si concentrerà sugli alimenti con concentrazioni di FODMAPs più basse. Quali sono questi alimenti?

La fonte più aggiornata sul contenuto di FODMAPs degli alimenti è l'australiana Monash University, che mette in rete un elenco esaustivo di alimenti, che riporto tradotto qui sotto (aggiornato al 29 febbraio 2016)

Tipo di alimento Alimenti ad alto contenuto di FODMAPs Alimenti a basso contenuto di FODMAPs
Ortaggi Asparagi, carciofi, cipolle, porri, aglio, legumi, piselli, barbabietola, verza, sedano, mais Alfalfa, germogli di soia, fagiolini, cavolo cinese, peperoni, carote, erba cipollina, erbe aromatiche, rapa cinese, cetrioli, lattuga, pomodori, zucchine
Frutti Mele, pere, mango, nashi, cocomeri, peschenoci, pesche, prugne Banane, arance, mandarini, uva, melone
Latte e latticini Latte di vacca, yogurt, formaggi freschi, creme, gelati Latte senza lattosio, yogut senza lattosio, formaggi stagionati
Fonti proteiche Legumi Carni rosse, pesci, polli, tofu, tempeh
Chicchi e cereali Segale, pane di grano, pasta di grano, prodotti del grano Prodotti senza glutine, riso, orzo, pasta senza glutine, pseudocereali, riso soffiato
Dolci e snack Cracker di segale, prodotti a base di grano Prodotti senza glutine, torte di riso, gallette di riso
Noci e semi Anacardi, pistacchi Mandorle (meno di 10), semi di zucca

In una dieta low-FODMAP, quindi, gli alimenti andranno scelti nella colonna di destra della tabella. Un'altra fonte importante è il documento della Stanford University riguardante la dieta low-FODMAPs. Ribadisco, a causa della potenziale malnutrizione, è fortemente sconsigliato impostare una dieta low-FODMAP da soli, rivolgetevi sempre a un nutrizionista.

Brescia, 29 febbraio 2016

lunedì 22 febbraio 2016

Newsletter

Parte da questa sera il mio servizio di Newsletter.
Mi sono accorto che, sia in passato che in futuro, ho sempre avuto parecchie attività correlate tra loro, una fra tutte è la divulgazione scientifica, che faccio tramite questo blog e tramite Diet Curiosity (oltre a vari altri siti che non gestisco, o almeno non da solo). Creare Diet Curiosity ha avuto lo scopo di mirare un po' di più sul bersaglio. In quello spazio voglio parlare di leggende metropolitane alimentari e di diete commerciali, ma mi rendo conto che la cosa potrebbe essere un pochino dispersiva: chi mi segue qui sull'Educazione del Piatto non è detto che mi segua anche su Diet Curiosity e viceversa.

Inoltre ho sempre avuto in cantiere altri tipi di eventi, oltre al semplice post: conferenze, pubblicazioni di libri gratuiti, eventi come la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista... Per non parlare del fatto che questo spazio lo uso anche per comunicazioni di servizio (chiusure estive degli studi, variazioni di orari...).
Così mi è venuto in mente che una newsletter potesse riunire un po' tutti i fili e fare in modo che chi è interessato possa seguirmi senza dovermi inseguire.

Per chi vuole, l'iscrizione è disponibile a questa pagina di Diet Curiosity, è possibile scegliere anche il canale che ci interessa e rimanere aggiornati solo su di esso.

Spero che questa novità possa essere interessante per molti.
A presto

Brescia, 22 febbraio 2016

martedì 9 febbraio 2016

Indagine sulle abitudini alimentari e incidenza sulla dipendenza da cibo degli italiani che si rivolgono ai nutrizionisti

È possibile per tutti i miei pazienti, presso il Poliambulatorio Fleming Tecna, partecipare ad una ricerca scientifica: l'indagine sulle abitudini alimentari e incidenza sulla dipendenza da cibo degli italiani che si rivolgono ai nutrizionisti

La ricerca riguarda le abitudini alimentari e il rapporto col cibo. Lo scopo della ricerca è di tipo indagativo: si vuole semplicemente costruire una statistica sulle abitudini alimentari italiane. Non sono l'unico Biologo Nutrizionista a partecipare, in tutta Italia siamo una rete che al momento conta circa 500 colleghi. Lo studio è stato ideato dal dottor Piccinni, direttore della fondazione BRF, ed è stato portato avanti in collaborazione con ENPAB, la cassa di previdenza e assistenza dei biologi.

Perché partecipare?
La partecipazione allo studio come paziente è totalmente anonima e permette, sia a voi che al vostro nutrizionista, di conoscervi meglio, di mettere a fuoco criticità e comportamenti che potrebbero aiutare il percorso alimentare intrapreso insieme. Inoltre la raccolta dei dati permetterà di elaborare nuove linee guida che possano aiutare in maniera sempre più mirata ogni persona che voglia affidarsi a un nutrizionista.

In cosa consiste?
Lo studio prevede la compilazione di alcuni questionari su argomenti relativi all'alimentazione e alle abitudini di vita. Il ritiro e la riconsegna dei questionari avviene presso il Poliambulatorio Fleming Tecna. I questionari saranno poi spediti all'ENPAB, che comincerà l'elaborazione dei dati. Le schede sono assolutamente anonime e non c'è modo di risalire, per chi esaminerà i dati, alle persone coinvolte. Lo studio durerà un anno e sarà ripetibile di anno in anno.

L'indagine non ha scopi diagnostici. Il questionario può essere fatto da chiunque e, qualunque siano le risposte date, il biologo nutrizionista non può e non deve diagnosticare nulla sulla base di esso. Rimane comunque uno strumento importante per far sì che il professionista possa essere più vicino e attento alle esigenze del paziente che si rivolge a lui.


Brescia, 09 febbraio 2016