venerdì 23 dicembre 2016

Consigli per non ingrassare durante le feste

A Natale riscopri i tuoi valori più alti: colesterolo, trigliceridi, glicemia...

Questa battuta gira su facebook da tanto tempo e testimonia un fenomeno molto diffuso: a Natale si mangia troppo. È festa, a tutto si pensa fuorché alla dieta, ed è normale che sia così. Però, se stai leggendo queste righe, è probabile che per te la questione sia importante, quindi voglio suggerirti qualche accorgimento per evitare di rovinarti l'umore a causa del cibo e della linea, senza però rinunciare a festeggiare.

Il pasto della festa è uno solo

Il primo suggerimento che voglio dare è quello di gestire le feste come una vacanza, non come un'insieme di bagordi. Siamo a Natale, soprattutto in alcune parti d'Italia si tende a cominciare i preparativi il 23 per poi mangiare nei giorni seguenti arrosti, fritti, torte e tutto ciò che mamme e nonne insieme possono preparare. È importante invece distinguere il pasto in cui si festeggia con la famiglia, in modo da godersi anche le specialità locali natalizie, e il tempo precedente e successivo, in modo da poter dare un'impronta diversa alle giornate. Passare le vacanze a mangiare è il miglior modo per mettere su peso.

Primo consiglio: decidi quando sgarrare, fa che non sia un continuo

La verdura è un'ottimo alleato

Un consiglio sempre valido è quello di sfruttare le verdure. Crude o cotte che siano, se con un condimento non eccessivo possono essere un ottimo modo per saziarsi senza eccedere nell'introito calorico. Io consiglio di cominciare il pasto con le verdure, anche il pasto della festa, in modo da non esagerare con il resto delle portate.
Attenzione: fagioli, piselli, fagiolini, lenticchie e patate non sono verdure: i legumi sono dei secondi, le patate sono dei primi. Consiglio invece di consumare verdure di stagione: bietole, broccoletti, cardi, cavolfiori, finocchi, indivia, rape, spinaci, lattuga.

Secondo consiglio: comincia i pasti con le verdure

I dolci vanno limitati

Non mi sogno nemmeno di vietare i dolci durante le feste, a meno che non ci siano problemi di salute che costringono a questo comportamento. Il Natale è tradizionalmente un momento in cui si consumano molti dolci (pandori, panettoni, torroni, cioccolata...) e la tradizione è sicuramente più forte di qualsiasi dieta. Però anche in questo caso possiamo fare qualcosa. Ad esempio, se un pandoro/panettone viene consumato in un solo giorno è decisamente troppo, se invece dura per tutto l'arco delle vacanze potrebbe essere più accettabile. Allo stesso modo, una fetta di pandoro/panettone durante il pasto della festa è più che normale. Diverso il caso in cui la fetta di dolce ci fosse dopo ogni pasto in questo periodo.

Terzo consiglio: limita i dolci per non dovertene privare completamente

Fai attività fisica

Sei in vacanza, sfrutta questo tempo per fare qualcosa di fisico. Passeggiate (in montagna, in città, al lago, al mare...), gite fuori porta, attività sportiva vera e propria, va bene tutto, l'importante è non rimanere fermi. Durante le vacanze si ingrassa anche perché si è abituati magari ad uno stile di vita attivo e stressante, a causa del lavoro e delle attività quotidiane, e poi si entra in una pausa che il corpo non è in grado di gestire bene.

Quarto consiglio: fai attività fisica per non abbassare il metabolismo

Bevi molto

A volte si aumenta di peso senza ingrassare. A Natale si mangiano cose che spesso non sono presenti nella quotidianità, ed è facile trattenere liquidi in eccesso che possono tradursi anche in qualche chilo di troppo. Generalmente sono facili da perdere dopo le vacanze, tornando alle vecchie abitudini, ma possono ingannare chi si preoccupa per la linea. Il consiglio è di bere molto, almeno un paio di litri al giorno, per smaltire l'eventuale eccesso di sale nell'alimentazione e limitare questo effetto.

Quinto consiglio: bevi almeno due litri d'acqua al giorno

Detto questo, auguro a tutti un piacevole Natale e un felice anno nuovo.

Brescia, 23 dicembre 2016
Prenota una visita

lunedì 5 dicembre 2016

A dieta? Mangia la frutta secca!

Come anticipato, parliamo di frutta secca. Sono fermamente convinto che, salvo particolari condizioni fisiche, sia un alimento adatto a chiunque, anche per chi vuole dimagrire. La frutta secca infatti permette di risolvere molti problemi nutrizionali: è molto ricca di minerali e vitamine e può essere una fonte di energia indiscutibilmente salutare.

Cos'è la frutta secca?

Prima di tutto una definizione. Esistono in commercio due tipi di prodotti che vengono chiamati comunemente "frutta secca": la frutta a guscio e la frutta essiccata. La prima è rappresentata da quegli alimenti con l'esterno legnoso, come le noci, le mandorle, i pistacchi e simili, mentre la seconda è rappresentata da frutti essiccati a livello industriale come i fichi secchi, le prugne, i datteri e così via. In questo post parlerò soprattutto della frutta a guscio, perché quella essiccata ha sostanzialmente le stesse proprietà del frutto da cui deriva, anche se più concentrate per la mancanza di acqua. Andiamo a vedere i principali tipi di frutta a guscio: noci, mandorle, pistacchi, nocciole.

Noci

Come per tutta la frutta secca, la maggior parte delle calorie delle noci viene dai grassi. La particolarità in questo caso è che c'è una buona quantità anche di grassi omega-3 (acido alfa-linolenico): 6.64 g per 100 g di prodotto. Dal punto di vista dei minerali, le noci hanno un buon contenuto di fosforo, potassio e zinco. Sono un ottimo modo per spezzare la fame, due o tre noci al giorno completano una dieta senza esagerare con le calorie.

Mandorle

 Anche le mandorle sono molto ricche di grassi, ma la loro forza è nei minerali contenuti. Le mandorle infatti sono una discreta fonte di calcio: 30 g di questo alimento apportano 72 mg di calcio, che seppure non riescono a soddisfare il fabbisogno quotidiano (fissato dai LARN 2014 a 1000 mg), contribuiscono comunque a risollevarne la quota ingerita giornalmente. Capita praticamente sempre, infatti, di trovare diete molto carenti di calcio: l'uso combinato di acqua calcica, mandorle e (per chi non ha problemi a digerirlo) un bicchiere di latte o due, riesce a soddisfare facilmente questo bisogno. Esiste poi anche il latte di mandorle, che generalmente è venduto con un quantitativo di calcio pari al latte di vacca, ed è una bevanda utilizzabile anche da chi non digerisce il lattosio. Sono inoltre anche una buona fonte di rame e magnesio.

Pistacchi

Molto ricchi di grassi, qui il minerale più importante è il ferro: 30 g di pistacchi apportano 2.19 mg di ferro, con un fabbisogno di 10 mg per gli uomini e 18 mg per le donne in età fertile. Sembra poco? Dipende dal fatto che stiamo considerando solo 30 g di prodotto. A parità di peso, i pistacchi contengono quasi il doppio di ferro della carne di cavallo (1.17 mg per 30 g)! Ovviamente non bastano i pistacchi per soddisfare il fabbisogno quotidiano (a meno che non ne mangiamo una quantità molto più grande), ma di certo aiutano ad aumentarne la quota.
Il ferro contenuto nei pistacchi è assorbito più facilmente se accompagnato da vitamina C, quindi è bene associarci un frutto, o magari una spremuta d'arance. Altri minerali degni di nota sono il magnesio e il rame.

Nocciole

Le nocciole contengono una buona quantità di vitamina E, importante per la salute della vista. 30 g di nocciole contengono 4.5 mg di questa vitamina, a fronte di un fabbisogno di 12 (donne) o 13 (uomini) milligrammi. Una porzione di questo alimento quindi ci dà poco meno della metà della vitamina E che dobbiamo assumere in una giornata. Dalle nocciole si ricava anche una bevanda (il latte di nocciole) e soprattutto la crema di nocciole, che generalmente è usata come cioccolato spalmabile. Se la volete consumare, consiglio di rivolgersi a quei prodotti che hanno le nocciole come primo ingrediente (vedi post Guarda l'etichetta), e solo dopo di esse olio e zucchero.

Considerazioni generali

La frutta secca è sempre ricca di grassi, e sono soprattutto grassi polinsaturi e, in minor misura, monoinsaturi. I grassi polinsaturi sono importanti nella dieta quotidiana delle persone, ma dovrebbero essere limitati, perché pro-infiammatori. L'ideale è avere la frutta secca come unica fonte di questi grassi, evitando quindi gli oli derivati dal mais, dal girasole e da molti altri prodotti e preferendo l'olio extravergine d'oliva. L'uso massiccio di oli diversi dall'EVO e lo scarso consumo di frutta secca portano a scompensi importanti nel bilanciamento degli acidi grassi e delle reazioni infiammatorie dell'organismo, senza contare che un olio contiene solo grasso, mentre la frutta secca, come abbiamo visto, contiene molti altri nutrienti.
Consiglio di consumarne almeno una porzione al giorno, anche se si deve stare attenti alla linea, perché i benefici sono molti e gli svantaggi facilmente aggirabili.

Brescia, 5 dicembre 2016
Prenota una visita

venerdì 18 novembre 2016

Dimagrire: la battaglia delle calorie

Se andiamo a vedere sulle tabelle di composizione degli alimenti italiane, l'alimento più calorico in assoluto è l'olio, seguito dai vari grassi. Subito dopo c'è la frutta secca. La prima voce infatti è la macadamia, seguita dalla noce pecan e dalla noce. Siamo intorno alle 650-700 kcal per 100 g.

Diamine, la frutta secca è un alimento ipercalorico, quasi come l'olio e il burro! È evidente che in una dieta dimagrante non possa esserci spazio per questi alimenti, no? Eppure...

Eppure mi capita spessissimo di usarla nelle mie diete, anche per chi deve dimagrire.

Un ripasso veloce

Le Calorie (o kilocalorie, kcal) sono una unità di misura dell'energia. Ne ho parlato già in diversi post (Una questione di quantità e di qualità, Non contate le calorie!, Le calorie non esistono!Questione di metabolismo), in ambito alimentare si usano per poter confrontare alimenti molto diversi e poter decidere se si è assunto abbastanza cibo per il proprio sostentamento. 100 g di riso e 100 g di frutta sono confrontabili solo se si misurano secondo un parametro comune, e questo parametro è sempre stato, appunto, la caloria.

Sappiamo inoltre che per dimagrire bisogna assumere meno calorie di quante se ne consumano, per ingrassare invece bisogna consumarne di più. E fin qui è pura e semplice matematica, che è sicuramente più semplificata rispetto all'alimentazione pratica, ma ci aiuta per capire i concetti base. Inoltre, ci sono alcuni corollari che vanno tenuti sempre a mente:
  • Solo la dose fa il veleno (come spiegato nel mio precedente post Cinque consigli (più uno) per dimagrire)
  • Non è importante quanto si mangia nel singolo pasto, ma la quantità e la qualità complessiva
  • Non è importante il comportamento del singolo giorno, ma la regolarità quotidiana

Gli alimenti ipercalorici, il caso della frutta secca

Date queste premesse, si può capire come anche la frutta secca possa trovare spazio in diete a basso contenuto calorico:
  1. la quantità della frutta secca non è mai abbondante: 10, 20, 30 g al massimo per una dieta dimagrante. 30 g di noci sono circa 200 kcal
  2. la quantità di altre fonti di grassi (ad esempio l'olio) viene limitata, ma non azzerata del tutto
  3. il resto dei pasti viene misurato per dare le giuste quantità di nutrienti
In futuro farò un post specifico sulla frutta secca e sulle sue proprietà, perché credo sia un alimento estremamente importante e molto sottovalutato, al momento mi basta far passare il concetto che non c'è alcun bisogno di aver paura delle calorie di un singolo alimento.

La quotidianità vince sul pasto

La battaglia delle calorie è quell'atteggiamento che si ha nei confronti del cibo quando si cerca di abbassare il contenuto calorico di un singolo pasto invece di regolare l'intera giornata. Non è raro che mi si chieda "ma X non fa ingrassare?" Abbiamo fatto il caso della frutta secca, ma al posto di X ci si può mettere il pane, la pasta e moltissimi altri alimenti. Il rischio, ragionando così, è duplice: ci si priva di qualcosa che può risultare prezioso e salutare e si rischia di mangiare troppo poco. Una dieta equilibrata comprende diversi alimenti, non c'è bisogno di privarsi di nulla.


Brescia, 18 novembre 2016

mercoledì 2 novembre 2016

Cinque consigli (più uno) per dimagrire

Ci sono cose che si tramandano tra amici, parenti e conoscenti, cose che tutti siamo portati a prendere in considerazione senza una reale motivazione, cose che si fanno così semplicemente perché si sono sempre fatte così. L'alimentazione non fa eccezione, e una persona che vuole dimagrire è spesso sommersa di suggerimenti più o meno validi, a volte in contraddizione l'uno con l'altro. La conseguenza è che spesso si finisce per farsi una idea personale della realtà, che non è detto sia corretta.

Oggi vorrei darvi cinque consigli (più uno) per affrontare nel migliore dei modi un percorso di dimagrimento. I suggerimenti sono pensati per una persona tutto sommato sana, se ci sono patologie consiglio di seguire solo l'ultimo suggerimento, quello aggiuntivo.

1. Non esiste l'alimento che fa ingrassare

Nonostante quello che continuano a dirvi, la cioccolata non fa ingrassare. Nemmeno il burro. Nemmeno i dolci. Non esiste un alimento che, se preso isolato, faccia ingrassare. C'è solo una cosa che non dobbiamo mai dimenticare:
Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto. (Paracelso)
 Solo la dose fa il veleno. Non esiste persona magra al mondo che ogni tanto non mangi un dolce, un gelato, un pezzo di cioccolata. Il problema si presenta quando quel "ogni tanto" diventa quotidianità, diventa abitudine. Sapere che l'unico motivo per cui certe cose fanno bene e altre fanno male risiede solo nella quantità ci semplifica di molto la vita: non c'è bisogno di eliminare nulla, ma le cose più caloriche, più ricche di zuccheri semplici (dolci, caramelle, torte, bevande...) e più grasse vanno mangiate saltuariamente per evitare problemi. Chi deve dimagrire può permettersi di mangiarne meno di chi è già in forma ma, ancora, il punto è solo sulla quantità. Il suggerimento è:

Non eliminare nulla, riduci semplicemente il consumo di alimenti ricchi di zuccheri e grassi.


2. Non esiste l'alimento che fa dimagrire

Come non esiste l'alimento che fa ingrassare, così non esiste l'alimento che fa dimagrire. Dimagrire è un processo complicato che avviene quando introduciamo meno energia di quanta ne consumiamo (a proposito, energia e calorie sono sinonimi). A causa di questo deficit, il corpo è costretto a intaccare le riserve di grasso, quindi si dimagrisce. Qualcuno parla di alimenti a calorie negative, come ad esempio il sedano: chi lo cita dice sempre che l'energia che ci vuole per digerirlo è superiore a quella che ci dà: se 100 g di sedano danno 20 kcal e io ne consumo 32 per digerirli, il bilancio è di -12 kcal (i numeri non sono esatti, mi interessava spiegare il concetto). Questo è vero, ma esiste qualcuno che mangia solo sedano? In un qualsiasi pasto si prendono ben più delle calorie che servono alla digestione dello stesso, è quindi inutile pensare di puntare su questa strategia.
Esistono però degli alimenti che apportano pochissime calorie e riempiono la pancia, e sono le verdure. Queste, effettivamente, aiutano a dimagrire semplicemente perché ci impediscono di riempirci con cose più caloriche. Il suggerimento è:

Inutile puntare su conteggi calorici improbabili, meglio favorire il consumo di verdure per avere la pancia piena e la quantità giusta di nutrienti ed energia, senza esagerazioni.

3. Mangia pasta e pane

Alcuni si sentono gonfi dopo averli mangiati, altri li evitano da una vita, ma la realtà è che, come per tutto, anche per la pasta e il pane vale il detto di Paracelso scritto sopra: dipende da quanto si mangia. Questo punto è una specifica dovuta del primo punto, perché è una credenza talmente diffusa che è impossibile ignorarla. Un piatto di pasta e un pezzo di pane al giorno sono totalmente innocui dal punto di vista del giro vita. Raramente ho dato diete senza pane e pasta e quelle rare volte che l'ho fatto era un problema di patologie correlate. Il suggerimento è:

Sentiti libero (o libera) di mangiare il piatto di pasta quotidiano o il panino che accompagna le verdure, perché nell'insieme di una dieta bilanciata non hanno alcun effetto negativo.

4. La pasta a cena non fa ingrassare

Non c'è alcun motivo razionale per aver paura di un piatto di pasta a cena. Se a pranzo si mangia un secondo e non si esagera col pane, mangiare un primo a cena è del tutto legittimo. Anzi, potrebbe anche conciliare il sonno, favorendo così un buon riposo e una giornata successiva migliore. Dal punto di vista del dimagrimento, ancora una volta, l'unica cosa importante è la quantità. Mangiare un piatto di pasta a cena dà la possibilità di avere anche più tempo per prepararla, data la vita frenetica di oggi è qualcosa da non sottovalutare. Il suggerimento è:

Non ti privare della primo piatto, se non l'hai mangiato a pranzo puoi farlo a cena.

5. Non mangiare troppo poco

Suggerimento principe: vietato mangiare meno del necessario. Chi sta a dieta tende a privarsi del cibo, a rimanere affamato e ad addentare qualsiasi cosa capiti a disposizione dopo poco tempo. Non va bene, c'è bisogno di equilibrio. Dicevo prima che dimagrire è il risultato di un difetto energetico tra quello che si mangia e quello che si consuma, ma c'è un limite. Il limite inferiore da non valicare è dato dal proprio metabolismo basale, che è il risultato di tutte le reazioni del nostro corpo che servono alla pura sopravvivenza (battito cardiaco, funzionalità del cervello, respirazione, temperatura corporea...). Esistono molti modi per calcolarlo e ci dedicherò un post, in linea generale diciamo che se si sta sopra le 1400 kcal per una donna e 1700 kcal per un uomo si dovrebbe stare abbastanza sicuri di non mangiare troppo poco. Occhio perché queste quantità sono più di quanto crediate (e potreste anche aver bisogno di mangiare di più o di meno). Il suggerimento è:

Non mangiare troppo poco, altrimenti il fisico e il dimagrimento ne risentiranno.

+1. Visita da un nutrizionista

Ovviamente la via più semplice e comoda è quella di affidarsi a un professionista che possa calcolare con precisione il vostro metabolismo e spiegarvi per filo e per segno quali siano le condotte alimentari migliori per la vostra condizione. Questa è anche l'unica scelta possibile in caso di patologie, che devono essere comunque considerate quando si prepara una dieta.
È ovviamente la via più costosa, ma è anche l'unica che vi permette di essere sicuri al 100% che quello che andrete a fare sia senza errori e senza inquinamenti da parte del folklore. L'alternativa è studiare e cercare di distinguere da soli il grano dal loglio, cosa non sempre facile e non fattibile da tutti. Il suggerimento è:

Se hai patologie o se non ti senti preparato, vai da un nutrizionista che ti possa aiutare nel tuo percorso dimagrante il più efficacemente possibile.

Brescia, 02 novembre 2016

giovedì 8 settembre 2016

Ricevo a Montichiari

Dal mese di settembre ho cominciato una collaborazione con il centro San Rocco Poliambulatori a Montichiari.
Potete prenotare la visita telefonando al numero 030 9650425, il centro si trova in via Monsignor G. V. Moreni, 95, angolo Viale Europa – Via Calafame, mi trovate il martedì pomeriggio dalle 15:00 alle 19:00

Brescia, 08 settembre 2016

domenica 26 giugno 2016

Lo sport fa dimagrire?

Come molti di voi sapranno, pratico il Nordic Walking da molto tempo e recentemente ho sostenuto (con soddisfazione) l'esame per passare da Istruttore a Maestro SINW. Questa mia attività mi porta spesso a consigliare questo sport ai miei pazienti, anche per aiutarli a perdere peso in maniera sana e produttiva. Molti attuano una strategia rivolta al solo aumento dell'attività fisica quando cercano di perdere peso, ma lo sport può far effettivamente dimagrire? Risposta breve: no. Mi rendo conto però che questa risposta non è assolutamente sufficiente, perché quel "no" racchiude dentro di sé tantissimi "però".

Le calorie

Cominciando dalla base, possiamo dire che, come scritto più volte, ad esempio nel post Questione di metabolismo e nei post linkati in esso, la perdita di peso dipende da una differenza tra le calorie ingerite e quelle spese. Lo sport fatto per dimagrire e la dieta dimagrante mirano a questo obiettivo: aumentare il divario tra calorie spese e calorie ingerite.
Mangiare di meno vuol dire dare meno energia al nostro corpo, energia che per fare le nostre attività deve comunque essere spesa, quindi viene presa dalle nostre riserve di grasso: semplice, lineare, quasi banale.
Allo stesso modo, aumentare l'attività fisica con la pratica sportiva fa in modo di bruciare più calorie, quindi sicuramente favorisce il consumo delle riserve di grasso a fini energetici. Anche qui, semplice, lineare, quasi banale.

L'allenamento

La dieta dimagrante e l'esercizio fisico sono insieme il modo migliore per calare di peso, il problema sorge quando cominciamo a pensare di utilizzare il solo sport per dimagrire. L'attività fisica quotidiana suggerita da qualsiasi linea guida è una camminata di trenta minuti al giorno a passo svelto. Non si può certo definire uno sport, ma è un modo per rendere più attiva la nostra vita, troppo spesso fissata a divani, sedie e automobili. Esiste anche una piramide dell'attività fisica, che mostra in che modo ci si dovrebbe comportare (vedi qui a fianco): muoversi il più possibile durante la giornata, fare attività fisiche diversificate durante la settimana (meno frequenti quelle più pesanti, più frequenti quelle più leggere) e non rimanere seduti costantemente. In pratica, l'uomo non è fatto per stare fermo. Però lo sport può anche far male, ed è uno dei motivi per cui non fa dimagrire.

L'allenamento fisico ha delle regole che vanno rispettate, altrimenti si possono fare dei grossi danni. Fondamentalmente si tratta di considerare il riposo come parte integrante dell'allenamento. Ovviamente mi rivolgo a chiunque non pratichi uno sport a livelli alti o altissimi (che generalmente può anche usufruire di aiuti professionali sia dal punto di vista dell'allenamento che della dieta), ma soprattutto a chi lo fa per hobby o saltuariamente.

Il riposo è importante perché permette il miglioramento. Seguendo l'immagine qui a sinistra possiamo renderci conto di quello che sto dicendo: una persona comincia a correre, subito dopo la corsa è stanco e sta peggio di quanto stesse prima dell'inizio. Ha bisogno di recuperare. Il fisico recupera e, tempo uno o due giorni, l'effetto della corsa si fa vedere: ora si è in una condizione migliore del primo giorno perché i muscoli hanno reagito allo sforzo e sono pronti a gestirne uno di uguale intensità con più facilità (nell'immagine è il punto 1). Questo è il momento migliore per fare di nuovo un allenamento e se anche in questo caso i tempi di recupero verranno rispettati allora la situazione migliorerà costantemente.

In caso contrario si esagera, non si dà al corpo il tempo di recuperare e l'allenamento peggiorerà la situazione. È evidente guardando il secondo grafico dell'immagine qui a destra: tempi troppo stretti portano a un progressivo peggioramento della condizione fisica. Le conseguenze non sono banali: il muscolo non migliora, anzi può danneggiarsi più facilmente, il fisico va in stato d'emergenza (lo stress prodotto dall'esercizio fisico è troppo elevato), aumentano i livelli di ormoni che - paradossalmente - facilitano l'accumulo di grasso, così si abbassa il metabolismo e si accumula grasso sottocutaneo (quella che viene volgarmente chiamata "cellulite", anche se il termine dovrebbe indicare qualcosa di molto più serio). Lo sport dovrebbe essere fatto quotidianamente per rendere costante la perdita di calorie rispetto a quante se ne assumono, ma farlo quotidianamente porta più svantaggi che vantaggi (ribadisco: fanno eccezione gli atleti)

La fame

L'allenamento, come è ovvio, aumenta il senso di fame. L'aumento del dispendio energetico porta ad avere naturalmente più appetito ed è una conseguenza logica il fatto di mangiar di più di quando non ci si allenava. Questo vuol dire che se non si controlla la dieta l'allenamento, anche fatto bene, non basta, perché il deficit calorico non cambia. Esistono molti metodi di allenamento che promettono il dimagrimento anche senza cambiare abitudini alimentari, ma è proprio quella la chiave: le abitudini alimentari non dovrebbero cambiare, mentre dovrebbe cambiare l'intensità dell'attività fisica (da sedentaria ad attiva).

I lati positivi dello sport

Mi guardo bene dallo sconsigliare di fare sport, in ogni caso. Esistono centinaia, forse migliaia di studi scientifici che mostrano come una vita attiva sia solo un vantaggio anche in termini di peso corporeo, ma non solo: qualsiasi tipo di sport è capace di migliorare la funzionalità intestinale, di migliorare le analisi del sangue (il colesterolo cattivo si abbassa, il colesterolo buono si alza, i trigliceridi si abbassano, la glicemia si abbassa o si regolarizza...), aumenta la funzionalità cardiaca, migliora la capacità respiratoria e spesso anche il recupero dopo operazioni è favorito dall'attività fisica. Ad esempio sul mio sport, il Nordic Walking, è uscita una review molto interessante che mostra tutti i benefici di questo sport dal punto di vista fisico, ne ho parlato sul sito della mia associazione nell'articolo intitolato Il Nordic Walking: lo sport per la nostra salute. Di certo esistono lavori di questo tenore anche per tutti gli altri sport, perché il movimento, se fatto bene, non può che essere vantaggioso.

Conclusioni

Abbinare lo sport a una dieta sana è la strategia migliore per rimanere in salute, o per migliorare la propria condizione fisica. Il solo sport non è in grado di far dimagrire ma ha comunque innumerevoli vantaggi fisici, ed è sicuramente consigliato, senza esagerare e regolato per ogni tipo di condizione fisica, a chiunque. Per chi fosse interessato, il prossimo corso base di Nordic Walking a Brescia è previsto per il 5, 7 e 12 luglio presso il parco di via Nikolajewka. Vi aspetto tutti!


Brescia, 26 giugno 2016

mercoledì 1 giugno 2016

Rete Famiglia Veg

Sono entrato nella Rete Famiglia Veg, una rete di professionisti che si preoccupa di dare la corretta informazione alle famiglie che vogliono condurre un'alimentazione vegetariana o vegana, compresa la crescita dei bambini.

Di seguito condivido il comunicato stampa della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

COMUNICATO STAMPA
NASCE IN ITALIA LA 'RETE FAMIGLIA VEG':
PROFESSIONISTI DELLA NUTRIZIONE CON STUDI
E AMBULATORI IN VARIE PROVINCE D'ITALIA
COMPETENTI IN NUTRIZIONE VEGETARIANA
NELL'ALIMENTAZIONE PEDIATRICA E NELLA
DONNA IN GRAVIDANZA - WWW.FAMIGLIAVEG.IT

30 maggio 2016
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV lancia l'iniziativa "Rete Famiglia Veg", una rete di professionisti della nutrizione con studi e ambulatori in varie province d'Italia, competenti in nutrizione a base vegetale nell'alimentazione pediatrica e/o nella donna in gravidanza.

Tali professionisti hanno sottoscritto un documento operativo che riporta delle precise linee guida da seguire, basate sulla più recente letteratura scientifica in materia, per uniformare l'approccio dei diversi professionisti nei confronti di questo tipo di alimentazione.

L'elenco di tutti i professionisti aderenti - che col tempo aumenteranno in numero - e rispettivi contatti, si trova sul nuovo sito, appositamente creato per l'iniziativa, FamigliaVeg.it, in cui si possono anche trovare tante utili informazioni e risorse sull'alimentazione a base vegetale nell'infanzia e in gravidanza.

Perché serve la Rete Famiglia Veg

Tutte le famiglie fanno seguire i propri figli da un pediatra e tutte le donne in gravidanza sono seguite da un ginecologo, indipendentemente dalla loro dieta: non si ha certamente un bisogno maggiore di supporto in caso di scelta vegetariana, tutt'altro.

Ad oggi, in pediatri, ginecologi e altri professionisti non è ancora abbastanza diffusa la competenza in alimentazione a base vegetale. Tali professionisti tendono dunque troppo spesso a suggerire una alimentazione basata sui cibi animali, ben lontana da quella scelta dal paziente (siano etici, ecologisti o salutisti i motivi della scelta).

Le famiglie veg hanno invece il diritto di essere seguite da un professionista competente: per questo esiste questo progetto, per portare a conoscenza chi sono, nelle varie province d'Italia, i professionisti con tali competenze, sempre aggiornate.

Cosa si intende per "Veg"

Utilizziamo il termine "veg" perché è variegato il panorama delle famiglie che possono aver bisogno della consulenza di un professionista esperto in alimentazione a base vegetale. Si può trattare di famiglie vegan o latto-ovo-vegetariana, ma esistono anche famiglie che, pur non essendo vegetariane, scelgono di consumare prodotti animali solo sporadicamente. Quest'ultimo caso, pur non rientrando nella casistica della scelta vegetariana, è abbastanza diffuso e comporta esigenze simili, quelle relative a un'alimentazione basata in larga parte sui vegetali.

Con il termine "veg" vogliamo dunque comprendere tutti questi casi, anche se SSNV raccomanda come miglior scelta nutrizionale quella 100% vegetale, in ogni fase della vita

Il ruolo di SSNV

L'associazione non profit Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si impegna a tenere sempre aggiornate le linee guida e tenere i contatti con tutti i professionisti della Rete Famiglie Veg per accrescere reciprocamente la conoscenza di ciascuno.

Per contro, la consulenza presso i singoli studi e ambulatori riguarda esclusivamente i professionisti, mentre SSNV non è coinvolta in alcun modo nella gestione degli appuntamenti, tanto meno degli onorari.

SSNV non percepisce alcun compenso, né dai professionisti né dai pazienti, svolgendo il servizio in maniera del tutto gratuita, al solo scopo di diffondere un'alimentazione 100% vegetale, così come da suo Statuto.

Informazioni e contatti: retefamigliaveg@scienzavegetariana.it

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV 
http://www.scienzavegetariana.it - info@scienzavegetariana.it

Note:
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali e sui suoi rapporti con la salute.

Brescia, 01 giugno 2016

lunedì 25 aprile 2016

Cibo in mente - Nuovo evento in programma

Il 5 maggio partirà un nuovo evento di Cibo in Mente. Come la scorsa serata del 14 aprile, io e la dottoressa Gaia Scurati, psicologa, collaboreremo per un progetto di più ampio respiro rispetto al singolo appuntamento.

Riporto la descrizione completa dell'evento scritta sulla pagina facebook dello stesso. Vi aspetto tutti!



Il dott. Giuliano Parpaglioni -Biologo Nutrizionista- e la dott.ssa Gaia Scurati -Psicologa- propongono un percorso psico-nutrizionale di 7 incontri rivolto a persone interessate ad approfondire e migliorare il proprio rapporto con il cibo e con sé stessi.

Programma degli incontri:

1. Chi siamo: conoscere i compagni di viaggio

2. Come, quando e perché mangiamo: abitudini alimentari, basi del nutrimento fisiologico e di quello psicologico

3. Conosci il tuo corpo?: ascolto e modificazioni del proprio corpo

4. Comunicare con sé stessi: impariamo come farlo

5. Pubblicità. Realtà o finzione?: i condizionamenti mediatici

6. Riscoprire il cibo con i 5 sensi: cibarsi consapevolmente

7. Combattere la fame emotiva: strategie e strumenti pratici

Il percorso inizierà Giovedì 5 Maggio 2016 alle ore 20.00 in Viale del Piave 40 a Brescia, presso la Sala Civica.
Gli incontri successivi si svolgeranno presso la stessa sede e le date verranno concordate durante l'incontro del 5 Maggio in base alle esigenze dei conduttori e dei partecipanti.

Il numero massimo di partecipanti è di 12 persone e per la natura stessa del percorso non è prevista la partecipazione a uno solo dei sette incontri.

Ogni incontro durerà un'ora e mezza e sarà condotto in compresenza dal dott. Parpaglioni e dalla dott.ssa Scurati.

Il percorso ha un costo totale di 190 euro a persona.
Per chi si iscriverà entro il 30 Aprile sono previsti un colloquio gratuito con la psicologa e una prima visita a prezzo agevolato con il biologo nutrizionista.

Per iscrizioni o ulteriori informazioni contattateci tramite e-mail all’indirizzo ciboinmente@gmail.com o telefonicamente ai numeri 338/1932670 o 340/4189393.

Brescia, 25 aprile 2016

sabato 9 aprile 2016

Sarò a Report

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Qualche tempo fa sono stato intervistato da Report. Domani sera, domenica 10 aprile alle 21:45 su Rai 3, andrà in onda la puntata con la mia intervista. Il servizio non sarà incentrato solo su di me, non so quindi quanto spazio avrò né cosa di quello che è stato registrato andrà in onda, però spero di dare il mio contributo a chiarire un po' le idee sui falsi miti alimentari (che è poi anche il motivo per cui ho creato Diet Curiosity)

Alla prossima

Aggiornamento del 16/04/2016

Su Diet Curiosity ho scritto un post relativo alla puntata di Report, con i miei commenti a tutti gli intervistati.

Brescia, 16 aprile 2016

venerdì 1 aprile 2016

Post di servizio - Cambio momentaneo di orari

Da oggi e fino a fine luglio, cambiano gli orari di ricevimento in tutti gli studi:

  1. a Desenzano del Garda, presso il Garda Salus ricevo il giovedì mattina e il venerdì pomeriggio; non ricevo più il martedì pomeriggio.
  2. a Toscolano Maderno, presso il Centro Medico Toscolano, ricevo il venerdì mattina, non ricevo più il martedì mattina
  3. a Brescia, presso il Poliambulatorio Fleming Tecna, ricevo il sabato mattina, il giovedì pomeriggio e il mercoledì mattina, inoltre a settimane alterne il lunedì (intera giornata) e il mercoledì pomeriggio. Non ricevo più di venerdì.
Questo cambio è provvisorio, durerà fino a fine luglio e da agosto si tornerà ai soliti orari. Come sempre, per prendere appuntamento vi invito a chiamare direttamente gli studi, che hanno sotto controllo la mia agenda in maniera precisa e possono darvi le mie disponibilità.


Brescia, 01 aprile 2016

martedì 15 marzo 2016

Cibo in Mente - Pagina Facebook ed Eventi

È partito ufficialmente ieri pomeriggio il progetto Cibo in Mente. Io e la dottoressa Gaia Scurati, psicologa, abbiamo dato forma a un'idea condivisa: parlare del rapporto tra alimentazione e vita quotidiana, dal punto di vista fisiopatologico, psicologico ed emotivo, ognuno con le proprie competenze e allo stesso tempo completando l'uno l'aspetto dell'altra e viceversa.

Abbiamo creato una pagina facebook in cui saremo a disposizione di chiunque voglia confrontarsi sul tema dell'alimentazione nei termini più ampi possibile, con la sola limitazione dell'interazione online (ci sono cose che non possono essere fatte tramite un messaggio su facebook). Inoltre è in programma anche un evento gratuito aperto a tutti: Cibo in mente - Un viaggio attraverso le leggende alimentari e i disturbi del comportamento alimentare. L'evento ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Brescia e si terrà alla Sala Civica della Circoscrizione di Centro in via Piave 40, giovedì 14 aprile 2016 alle ore 19:30 (qui per scaricare la locandina). L'argomento della serata sarà il rapporto col cibo e i disturbi del comportamento alimentare: si parlerà di leggende metropolitane alimentari e di come queste possano crear confusione, fino a sfociare a volte in veri e propri problemi di vita quotidiana (uno su tutti: il voler eliminare un dato cibo perché fa male può essere così selettivo da portare a rendere difficile una vita sociale completa). Per partecipare è necessaria l'iscrizione: potete mandare una mail a ciboinmente@gmail.com oppure contattarci ai numeri 338.1932670 e 340.4189393. Cliccare "parteciperò" sull'evento di facebook è cosa gradita ma non implica l'iscrizione all'evento.

Inoltre è in programma anche una serie di appuntamenti a pagamento, al momento con date da stabilire, destinate a chi vuole affrontare l'alimentazione con un occhio anche al punto di vista psicologico e non solo al mero nutrimento, perché come ho sempre detto dieta vuol dire stile di vita, e non può limitarsi al semplice mangiare.

Sarò contento se chi mi segue vorrà seguire anche la pagina di facebook, e sarò ancora più contento se potremo essere utili a chi vorrà confrontarsi con noi, online o nelle occasioni di persona, per aumentare la propria consapevolezza alimentare e migliorare le proprie abitudini.

Brescia, 15 marzo 2016

lunedì 29 febbraio 2016

L'intestino irritabile e la dieta low-FODMAP

Uno dei problemi più comuni alle nostre latitudini è l'intestino irritabile (in inglese irritable bowel syndrome o IBS). Sotto questa definizione si vanno a inserire diversi sintomi, anche opposti, e diverse cause: gonfiori ricorrenti, diarrea, stitichezza, crampi. L'organo colpito in genere è quella parte di intestino chiamata colon, ovvero l'ultimo tratto, dove la gran parte dell'assorbimento dei nutrienti è già avvenuto e dove vive la flora intestinale. Le cause possono essere le più disparate (problemi con la flora intestinale, ormoni, infezioni, alimentazione, stress) e non tutte di tipo strettamente organico (capita infatti che lo stress sia un componente molto forte). Molti finiscono per fare test per intolleranze farlocchi che daranno risposte inutili (ma costose) e che costringeranno a eliminare questo o quell'alimento a caso, a tempo indefinito (tipicamente almeno lattosio e glutine). Inutile dire che questo approccio risulta essere solo una gran perdita di tempo nella migliore delle ipotesi e un danno nella peggiore: in caso di celiachia l'eliminazione arbitraria del glutine porterà ad avere test negativi in fase di controlli seri, e questo peggiorerà la vita della persona (che ogni tanto si concederà uno sgarro, stando male).

C'è una soluzione all'IBS? No, o meglio, non ce n'è una univoca. Se il problema è psicologico va risolta la causa di stress, se il problema è alimentare si può far qualcosa sulla dieta. In questo caso ci viene in aiuto una dieta particolare: la dieta low-FODMAPs. Prima di tutto una premessa importante: non tentate di fare da soli questa dieta, anche seguendo quanto scritto in questo post, perché è molto restrittiva e si rischia di andare in carenze nutrizionali se non si sa cosa si sta facendo. Detto questo, andiamo a spiegare.

La parola FODMAPs (Fermentable Oligo-Di-Monosaccharides and Polyols) è un acronimo che viene dalle parole inglesi che indicano alcuni zuccheri semplici e alcune molecole dal sapore dolce chiamati polioli (ad esempio lo xilitolo delle gomme da masticare è un poliolo). Gli studi recenti ci dicono che questo tipo di dieta è efficace nel risolvere i sintomi dell'intestino irritabile, anche se andrebbe studiato più a fondo l'effetto sulla flora intestinale. Fondamentalmente si tratta di una dieta a esclusione: alcuni alimenti vengono banditi completamente, senza possibilità di sgarro, dall'alimentazione quotidiana. In particolare si tratta degli alimenti considerati ad alto contenuto di FODMAPs: togliendoli, l'intestino riesce a riequilibrarsi e la persona può riuscire a superare i momenti più critici; contemporaneamente l'alimentazione si concentrerà sugli alimenti con concentrazioni di FODMAPs più basse. Quali sono questi alimenti?

La fonte più aggiornata sul contenuto di FODMAPs degli alimenti è l'australiana Monash University, che mette in rete un elenco esaustivo di alimenti, che riporto tradotto qui sotto (aggiornato al 29 febbraio 2016)

Tipo di alimento Alimenti ad alto contenuto di FODMAPs Alimenti a basso contenuto di FODMAPs
Ortaggi Asparagi, carciofi, cipolle, porri, aglio, legumi, piselli, barbabietola, verza, sedano, mais Alfalfa, germogli di soia, fagiolini, cavolo cinese, peperoni, carote, erba cipollina, erbe aromatiche, rapa cinese, cetrioli, lattuga, pomodori, zucchine
Frutti Mele, pere, mango, nashi, cocomeri, peschenoci, pesche, prugne Banane, arance, mandarini, uva, melone
Latte e latticini Latte di vacca, yogurt, formaggi freschi, creme, gelati Latte senza lattosio, yogut senza lattosio, formaggi stagionati
Fonti proteiche Legumi Carni rosse, pesci, polli, tofu, tempeh
Chicchi e cereali Segale, pane di grano, pasta di grano, prodotti del grano Prodotti senza glutine, riso, orzo, pasta senza glutine, pseudocereali, riso soffiato
Dolci e snack Cracker di segale, prodotti a base di grano Prodotti senza glutine, torte di riso, gallette di riso
Noci e semi Anacardi, pistacchi Mandorle (meno di 10), semi di zucca

In una dieta low-FODMAP, quindi, gli alimenti andranno scelti nella colonna di destra della tabella. Un'altra fonte importante è il documento della Stanford University riguardante la dieta low-FODMAPs. Ribadisco, a causa della potenziale malnutrizione, è fortemente sconsigliato impostare una dieta low-FODMAP da soli, rivolgetevi sempre a un nutrizionista.

Brescia, 29 febbraio 2016

lunedì 22 febbraio 2016

Newsletter

Parte da questa sera il mio servizio di Newsletter.
Mi sono accorto che, sia in passato che in futuro, ho sempre avuto parecchie attività correlate tra loro, una fra tutte è la divulgazione scientifica, che faccio tramite questo blog e tramite Diet Curiosity (oltre a vari altri siti che non gestisco, o almeno non da solo). Creare Diet Curiosity ha avuto lo scopo di mirare un po' di più sul bersaglio. In quello spazio voglio parlare di leggende metropolitane alimentari e di diete commerciali, ma mi rendo conto che la cosa potrebbe essere un pochino dispersiva: chi mi segue qui sull'Educazione del Piatto non è detto che mi segua anche su Diet Curiosity e viceversa.

Inoltre ho sempre avuto in cantiere altri tipi di eventi, oltre al semplice post: conferenze, pubblicazioni di libri gratuiti, eventi come la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista... Per non parlare del fatto che questo spazio lo uso anche per comunicazioni di servizio (chiusure estive degli studi, variazioni di orari...).
Così mi è venuto in mente che una newsletter potesse riunire un po' tutti i fili e fare in modo che chi è interessato possa seguirmi senza dovermi inseguire.

Per chi vuole, l'iscrizione è disponibile a questa pagina di Diet Curiosity, è possibile scegliere anche il canale che ci interessa e rimanere aggiornati solo su di esso.

Spero che questa novità possa essere interessante per molti.
A presto

Brescia, 22 febbraio 2016

martedì 9 febbraio 2016

Indagine sulle abitudini alimentari e incidenza sulla dipendenza da cibo degli italiani che si rivolgono ai nutrizionisti

È possibile per tutti i miei pazienti, presso il Poliambulatorio Fleming Tecna, partecipare ad una ricerca scientifica: l'indagine sulle abitudini alimentari e incidenza sulla dipendenza da cibo degli italiani che si rivolgono ai nutrizionisti

La ricerca riguarda le abitudini alimentari e il rapporto col cibo. Lo scopo della ricerca è di tipo indagativo: si vuole semplicemente costruire una statistica sulle abitudini alimentari italiane. Non sono l'unico Biologo Nutrizionista a partecipare, in tutta Italia siamo una rete che al momento conta circa 500 colleghi. Lo studio è stato ideato dal dottor Piccinni, direttore della fondazione BRF, ed è stato portato avanti in collaborazione con ENPAB, la cassa di previdenza e assistenza dei biologi.

Perché partecipare?
La partecipazione allo studio come paziente è totalmente anonima e permette, sia a voi che al vostro nutrizionista, di conoscervi meglio, di mettere a fuoco criticità e comportamenti che potrebbero aiutare il percorso alimentare intrapreso insieme. Inoltre la raccolta dei dati permetterà di elaborare nuove linee guida che possano aiutare in maniera sempre più mirata ogni persona che voglia affidarsi a un nutrizionista.

In cosa consiste?
Lo studio prevede la compilazione di alcuni questionari su argomenti relativi all'alimentazione e alle abitudini di vita. Il ritiro e la riconsegna dei questionari avviene presso il Poliambulatorio Fleming Tecna. I questionari saranno poi spediti all'ENPAB, che comincerà l'elaborazione dei dati. Le schede sono assolutamente anonime e non c'è modo di risalire, per chi esaminerà i dati, alle persone coinvolte. Lo studio durerà un anno e sarà ripetibile di anno in anno.

L'indagine non ha scopi diagnostici. Il questionario può essere fatto da chiunque e, qualunque siano le risposte date, il biologo nutrizionista non può e non deve diagnosticare nulla sulla base di esso. Rimane comunque uno strumento importante per far sì che il professionista possa essere più vicino e attento alle esigenze del paziente che si rivolge a lui.


Brescia, 09 febbraio 2016

lunedì 18 gennaio 2016

L'importanza dei controlli

Qualche giorno fa ho annunciato la possibilità di usufruire di un pacchetto di tre controlli: pagando anticipatamente si ha uno sconto sul costo complessivo. Credo però serva qualche parola in più, per spiegare anche la logica che c'è dietro questo pacchetto.

Cominciamo da un'osservazione abbastanza comune. Una delle prime volte che ho proposto quest'opportunità a un mio paziente, questo mi ha risposto "Interessante. Però prima vediamo come va la dieta, facciamo un controllo singolo, poi si vedrà". Se anche può sembrare un ragionamento corretto, in realtà in questa impostazione si cela un grosso rischio. Da parte mia assicuro la migliore dieta possibile con i dati a mia disposizione, raccolti durante la prima visita. Poi però passa un mese tra la prima visita e il controllo e può succedere qualsiasi cosa: cambi di orari di lavoro, impegni non previsti, cambiamenti nelle condizioni di salute, stress di tipo familiare... la vita è piena di sorprese e abbastanza spesso capita che la persona ritorni dicendomi "ho seguito la dieta per quindici giorni, poi non ce l'ho fatta più".

A questo punto cosa si può fare? Beh, si può cambiare l'impostazione della dieta, ad esempio. Un cambio di orari impedisce di fare un pranzo decente? A un certo punto ci siamo riscoperti vegani? La frutta secca proprio non riusciamo a mangiarla a merenda? In ogni caso, la dieta che prima andava bene ora non è più adatta. Venendo al controllo c'è la possibilità di parlare, di sistemare le cose, anche di stravolgere totalmente la dieta assegnata all'inizio! L'obiettivo mio e di qualunque biologo nutrizionista è quello di dare una traccia da seguire: vogliamo che voi impariate qual è il modo migliore di alimentare il vostro corpo! Non è una regola rigida da seguire finché non perdo dodici chili e seicento grammi, piuttosto è un modo per capire quale sia l'alimentazione più salutare e adatta a voi stessi. Nel momento in cui si deve calare di peso avrà quantità diverse rispetto a quando non c'è questa necessità, ma l'impronta deve rimanere. Modificando insieme, nel tempo e man mano che cambiano le condizioni, l'alimentazione, è possibile capire come muoversi e alla fine non avere più nemmeno bisogno del nutrizionista.

Tutto questo può essere fatto solo impegnandosi per un po' di tempo, e chi vuole farlo ha ora la possibilità di avere dei prezzi agevolati. I controlli sono importanti, servono per capire come muoversi in casi non previsti e per correggere la mira in caso di cambiamenti dipendenti o indipendenti dalla nostra volontà e sono la chiave per la riuscita di qualsiasi dieta.

Brescia, 18 gennaio 2016

domenica 10 gennaio 2016

Pacchetto 3 controlli

Da oggi è possibile scegliere il pacchetto 3 controlli, che permette di prenotare tre visite di controllo a prezzo agevolato: 150 euro invece di 180.

Il pacchetto 3 controlli è disponibile in tutti gli studi: Brescia, Desenzano del Garda e Toscolano Maderno.

Per tutti i dettagli si può far riferimento alla pagina Costi e modalità della visita
Brescia, 10 gennaio 2015

sabato 2 gennaio 2016

A chi caspita devo dare retta?

Una persona qualsiasi legge un giornale online e trova un giornalista che dice "le diete a basso contenuto di grassi non fanno dimagrire" citando l'ultimo studio di Lancet, una metanalisi enorme su più di 68 000 persone. Poi si gira dall'altra parte e trova un sito che gli spiega come dimagrire abbassando i grassi. Allo stesso modo, capita di vedere in televisione esperti che litigano sul miglior approccio possibile per il dimagrimento, a volte anche con toni accesi. Una persona interessata all'alimentazione magari vorrà saperne di più, e magari leggerà posizioni diverse su varie diete commerciali (come quelle di cui ho parlato su Diet Curiosity: dieta Dukan, dieta del supermetabolismo, dieta alcalina...) e si scontrerà con i più frequenti luoghi comuni, il latte fa bene VS il latte è veleno; la carne è cancerogena VS la carne è fondamentale e così via.

È ovvio che regni la confusione. Spesso i messaggi che arrivano sono contraddittori e non si riesce a capire quale sia la verità, puntando soprattutto sul sentimento, sulle emozioni: l'articolo scritto meglio sarà quello che vedrà più persone convinte. I venditori di fumo purtroppo puntano su questo: la confusione. Inventare una storia assurda, magari condita con linguaggio tecnico - non per forza corretto - che faccia presa su paura, populismo e curiosità (titoli come: "ecco i quattro veleni che l'industria ci propina tutti i giorni!") è molto più redditizio e facile che dare notizie corrette e tecnicamente rigorose. Aggiungiamoci inoltre che spesso si parla di fazioni, posizioni che si scontrano per partito preso e per vera e propria fede, ed ecco che la chiarezza e la correttezza non sono più parte dell'obiettivo del comunicatore di turno.

Purtroppo questo coinvolge anche i professionisti: ho sentito con le mie orecchie un medico dire che "il caffè contiene molte proteine" (giusto per verifica: 100 g di caffè espresso contengono 0.1 g proteine) e colleghi nutrizionisti asserire senza ombra di dubbio che il latte acidifica il sangue e che causa osteoporosi (cosa che, chi mi legge da un po', sa non essere vera: 1 e 2). Se andate da un nutrizionista, dovreste saper chiedere conto di qualsiasi cosa vi dica e che non vi torna. Sta a lui poi dover dimostrare le proprie tesi. Non abbiate paura di metterlo in difficoltà: se qualcuno dei miei pazienti mi chiedesse "dottore ma perché mi dà la carne di pollo? Non è cancerogena?" io spiegherei la mia posizione e, se non fossi in grado di farlo in quel momento o se non fosse soddisfatto, mi premurerei di assicurare al paziente l'invio di una mail chiarificatrice con eventuali riferimenti scientifici e spiegazioni meno tecniche. Se non dovessi agire così, il mio paziente farebbe bene a cercare qualcuno di più affidabile. L'onere della prova sta a chi fa un'affermazione e non c'è nulla di male a sottolinearlo.

Quindi non è tanto sapere le cose, non tutti facciamo lo stesso mestiere e io stesso mi affiderei totalmente a un ingegnere per costruire un ponte, o a un meccanico per sistemare la mia auto. Si tratta solo di avere l'accortezza di chiedere conto dell'operato. L'imbonitore non vi darà spiegazioni o vi risponderà "cerca su internet, è pieno di conferme". Il meccanico mi saprà spiegare perché ha dovuto sostituire le pasticche dei freni, l'ingegnere mi saprà spiegare perché ha deciso di costruire un ponte in legno invece che in ferro.

Date retta a chi sa spiegarvi le cose e si impegna nel farlo.

Brescia, 02 gennaio 2016