domenica 18 ottobre 2015

Un pasto dopo l'altro

C'è una cosa che mi capita di notare spesso, parlando con le persone che arrivano nel mio studio: si tende a considerare la dieta qualcosa di continuo, di preponderante nel tempo e di conseguenza preoccupante. "Sa dottore, questo mese non ho seguito la dieta alla lettera" è una frase che viene detta spesso, per giustificare magari qualche sgarro in più, i risultati che non arrivano, la perdita del punto di vista dello schema generale da seguire e magari il ritorno a vecchie abitudini più comode.

Se il pensiero va in automatico a quanti mesi devo stare a dieta per avere un certo risultato, è quasi naturale stancarsi: nessuno può tenere alta la concentrazione sull'alimentazione per troppo tempo, a meno che non si abbia a disposizione un coach che ci segue minuto per minuto nell'intero arco della giornata e nelle spese che facciamo, ma è qualcosa che pochi possono permettersi. Ma credo che ci sia un modo migliore per gestire il tutto, minimizzando la fatica e lo stress.

Un viaggio di mille miglia comincia col primo passo recita un proverbio orientale, ed è da qui che si può prendere spunto per facilitarci la vita: organizzare la nostra alimentazione passo dopo passo, anzi pasto dopo pasto. Non serve a niente pensare alla dieta nell'intera settimana, o addirittura nell'intero mese, forse non serve nemmeno pensare all'intero giorno, piuttosto è utile soffermarsi e fare mente locale sul singolo pasto. Sono due i passaggi importanti:
  • pianificare la spesa nel dettaglio;
  • preoccuparsi solo al momento del pasto di cosa si mangerà.
Il primo punto costringe ad avere in casa soprattutto alimenti utili, salutari. Non andare a far la spesa con lo stomaco vuoto e farsi una lista permette di evitare di comprare cose che poi butteremo evitando sprechi e di buttarsi su cibi più appetibili ma dannosi; il secondo punto permette di suddividere in piccoli passi tutta l'avventura.

In particolare, è inutile pensare "diamine, ho mangiato troppo a pranzo, la giornata è andata". Questo tipo di ragionamento è il primo passo per dimenticarsi non la dieta, ma in generale la sana alimentazione! Il passo successivo infatti diventa "cavolo sono due giorni che non seguo la dieta, ormai ho buttato la settimana intera". Da qui a lasciare la dieta appesa con una calamita sul frigo e ignorarla è un attimo.
Piuttosto è meglio considerare la dieta come una serie di pasti separati, così se capita di mangiare male ad uno di essi, al successivo basta rientrare nello schema, si limitano i danni e si mantiene, in generale, una buona alimentazione.

Spesso faccio un conteggio banale: cinque pasti al giorno per sette giorni sono trentacinque pasti settimanali. Se almeno trentatre sono regolari, non è un problema inserire un paio di sgarri. È molto meglio così piuttosto che considerare gli sgarri come giornate intere buttate, che inevitabilmente portano a non fare più attenzione all'alimentazione. Seguendo la dieta non tanto giorno dopo giorno ma un pasto dopo l'altro è decisamente più facile fare in modo che gli sforzi che facciamo non siano vanificati da qualche intoppo.


Brescia, 18 ottobre 2015

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