giovedì 8 gennaio 2015

OT: ragione, morale e risposte sensate

Sono abbastanza attivo sui Social Network. A differenza di questo blog, mi capita di parlare di un po' di tutto, ma visto che sono biologo nutrizionista mi capita anche di ricevere le domande più disparate riguardo l'alimentazione. Via messaggi privati, via mail o anche via telefono a volte, mi arrivano richieste di tutti i tipi, da "quante calorie ha un panino col prosciutto" a problemi molto seri, per i quali consiglio una visita di persona a volte con un nutrizionista, altre volte direttamente col medico. Questo effetto collaterale della presenza in rete non mi dà fastidio, anzi sono contento di poter rispondere, se ne sono capace. Certo, non posso fare una dieta a una persona senza prima incontrarla, ma finché si tratta di domande specifiche posso cercare di rispondere e, se non ho la risposta pronta, mi è capitato di annotarmi l'indirizzo mail e ricontattare la persona successivamente.

Ho ricevuto anche alcuni attestati di stima da persone a cui ho risposto. Spesso sono messaggi anonimi e non ho la possibilità di risalire al mittente, quindi non so se sono miei pazienti, persone che mi seguono solo online e mi contattano o solo persone che leggono e si fanno un'idea. Il più delle volte mi scrivono un semplice grazie di cortesia, ma a volte sono appunto dei veri e propri apprezzamenti alle mie risposte scientifiche, alla mia tendenza scettica verso l'alternativo e al mio modo di pormi mai per sentito dire ma sempre basandomi su dati oggettivi.

Inutile dire che questi commenti mi fanno un enorme piacere, ma voglio sottolineare una cosa importante: non potrei fare altrimenti. Prima di tutto è importante per me rispondere alle domande che riguardano la mia professione, perché per chi fa domande evidentemente sono l'esperto da contattare e credo di avere il dovere di dare aiuto a chi lo chiede. Spesso non sarà un aiuto fondamentale per la vita (sapere quante calorie ha un panino col prosciutto non cambia la vita), ma è comunque qualcosa che, evidentemente, per qualcuno è importante. In quel momento potrei risolvere un problema a una persona anche con una risposta secca del tipo sì o no, per sciogliere alcuni dubbi. Quindi non credo di dover essere ringraziato perché rispondo, credo sia semplicemente un mio dovere.

Quanto poi al rispondere in maniera scientifica... anche qui, dubito fortemente di meritare dei grazie. Come dicevo prima, evidentemente per chi mi contatta sono l'esperto di riferimento, se andassi in giro a sparare panzane come diete alcaline, dieta del gruppo sanguigno, latte contenente pus e diete che curano i tumori (giusto per citare alcune delle idiozie più diffuse) avvertirei del dolore fisico. Non ho abbastanza pelo sullo stomaco per perdere la faccia con colleghi e amici (spesso le due cose coincidono) andando dietro alla moda del momento, predicando cose diffuse per sentito dire senza una verifica. Non avrei il coraggio di propinare ai miei pazienti teorie che alla prova dei fatti si sono dimostrate assurdità. Non avrei la forza di rispondere alle domande che mi arrivano sapendo che una ricerca rigorosa e magari nemmeno troppo approfondita potrebbe sbugiardarmi in tre minuti. Sono un biologo, ho una formazione scientifica, se esiste un'alternativa valida a quello che faccio e a quello che so sono felice di accoglierla dopo averla visionata e andando a vedere le verifiche fatte dai ricercatori. Se queste verifiche non ci sono o portano addirittura a sbugiardare quel che mi si dice, non voglio e non posso dare risonanza positiva.
Non c'è bisogno di ringraziarmi quindi per il fatto che io segua la scienza, è semplicemente nella mia natura.

Brescia, 08 gennaio 2015