lunedì 27 gennaio 2014

Il Golden Rice, un OGM sotto accusa

Sta montando la protesta per sostenere la diffusione di un prodotto particolare, il Golden Rice, contro l'opposizione delle associazioni ambientaliste, soprattutto Greenpeace. Si sono organizzate manifestazioni di piazza e gli addetti ai lavori ormai da anni si battono per il riconoscimento di questo prodotto che potrebbe aiutare milioni di persone. Di contro, Greenpeace paventa contaminazioni, danni alla salute e sfruttamento delle popolazioni più povere, a mio parere a torto.

Un OGM (Organismo Geneticamente Modificato) è un organismo a cui sia stato modificato il DNA con tecniche di ingegneria genetica. Non sono OGM gli incroci artificiali (le varie razze di cane ad esempio) e gli organismi geneticamente modificati tramite radiazione (il grano Creso, quello che mangiamo tutti i giorni sotto forma di pane e pasta), anche se a livello di DNA il fenomeno è lo stesso: inserimento o modificazione di alcuni tratti di genoma. La cosa interessante da sapere è che nel caso di un incrocio artificiale o di una modificazione tramite radiazioni la modifica è casuale, non si sa esattamente quale sarà il risultato, quindi un mandarancio è il risultato finale di miscugli casuali di DNA, il grano Creso idem, mentre con le tecniche di ingegneria genetica si sa con molta più precisione quale sarà il risultato, è una modifica controllata e si avrà il risultato desiderato. Sinceramente mi è oscuro il motivo per cui un organismo geneticamente modificato con tecniche di ingegneria genetica causerebbe contaminazioni ambientali pericolose, mentre un organismo geneticamente modificato tramite radiazioni non avrebbe questo problema.

Il Golden Rice è un tipo di riso geneticamente modificato in modo da poter produrre beta-carotene, una molecola che nel nostro organismo è convertita in vitamina A. Il prodotto è stato pensato per aiutare quelle popolazioni che hanno il riso come alimento quasi esclusivo e che devono combattere contro l'ipovitaminosi A, che porta diarrea, cecità, malattie della pelle, infertilità e malattie respiratorie (fonte). L'idea di fondo è: al riso mancano alcuni meccanismi che non gli permettono di produrre questa vitamina, facciamo in modo di darglieli. Niente di più, niente di meno. Greenpeace dice che c'è pericolo di contaminazioni. Diamine, il riso selezionato artificialmente nella storia dell'agricoltura produrrà pro-vitamina A! Inaccettabile. Oltretutto è sviluppato pubblicamente, non c'è un monopolio e ai più bisognosi verrebbe anche distribuito gratuitamente.

Spero che nel prossimo futuro si possa parlare di scienza e non di ideologie, altrimenti la situazione non migliorerà. In conclusione, linko delle FAQ (in inglese) sul Golden Rice, sperando che possano aiutare.

Brescia, 27 gennaio 2014

venerdì 24 gennaio 2014

Bocciata la dieta del gruppo sanguigno

Recentemente è tornata di moda la dieta del gruppo sanguigno, inventata da Peter D'Adamo, un naturopata americano, basata sull'associazione dei gruppi sanguigni con alcuni cibi e alcuni tipi di attività fisica. Ne ho parlato sulla Scuola di Ancel descrivendola come fantasiosa, priva di alcun fondamento scientifico e palesemente inventata di sana pianta. Pare che non sia l'unico a pensarla così. La notizia degli ultimi giorni è che uno studio dell'Università di Toronto ha cercato di provare scientificamente questa dieta. In fondo, fino ad ora si poteva dire che non funzionasse sulla base di conoscenze pregresse, ma non si avevano dati effettivamente applicati su un gruppo di persone.

Ora finalmente questa prova è arrivata. Si sono prese 1455 persone e si è analizzata la loro dieta, cercando di individuare le persone che seguivano con più attenzione le indicazioni per proprio gruppo sanguigno rispetto a chi non lo faceva. Queste ultime, ovviamente, avrebbero dovuto risentire di più di effetti negativi dell'alimentazione, eppure così non è stato. O meglio: la fedeltà alla dieta era associata ad un miglioramento dei fattori di rischio cardiometabolici (circonferenza vita, valori ematici...) ma questi miglioramenti erano del tutto indipendenti dal gruppo sanguigno.

In pratica, se è vero che alcuni regimi suggeriti da D'Adamo possono essere salutari, non c'è alcun motivo per associarli ad un determinato gruppo sanguigno perché quest'associazione, alla prova dei fatti, non esiste. State seguendo la dieta del gruppo sanguigno e ne trovate un giovamento? Ottimo! Ma non c'entra col vostro gruppo sanguigno.

Brescia, 24 gennaio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

Dimagrire mangiando

Tempo fa mi è stato chiesto di elaborare una dieta per una comunità della mia zona, facendo inoltre una piccola lezione riguardante l'alimentazione per le persone ospitate nella struttura. Dopo qualche parola di presentazione ho chiesto "ci credete se vi dico che si può dimagrire mangiando a volontà?", è stato un coro di no univoco. Tutti avevano in mente l'idea che io fossi lì per farli mangiare meno, per metterli a dieta nel senso più comune del termine. Sì, è vero, avevo stilato un piano alimentare completo per la struttura e i dirigenti erano concordi nel servire quei pasti, d'altro canto però non era mia intenzione affamare le persone! Li ho sorpresi rispondendo che invece sì, era possibile, basta scegliere le cose giuste.

Dimagrire è un processo graduale che si raggiunge se si assume meno di quel che si consuma (fatti salvi ovviamente tutti i discorsi precedenti a questo post riguardanti le calorie, linkati nell'ultimo articolo scritto a riguardo), quindi la strada è quella di mangiare meno. Attenzione però: mangiare meno non vuol dire essere affamati! Esistono alcuni cibi, infatti, che riempiono la pancia, rallentano l'insorgere della fame e che danno pochissime calorie: gli alimenti vegetali. Ovviamente non sono tutti uguali: la pasta è un alimento di origine vegetale, così come l'olio d'oliva, ma se andiamo a guardare gli ortaggi il discorso fila. Di seguito una tabella comparativa secondo me molto chiarificatrice (fonte)

Alimento Kcal/100 g Alimento Kcal/100 g
lattuga 19 crackers salati 428
pomodori maturi 19 grissini 431
funghi prataioli crudi 20 pane formato rosetta 269
melanzane 18 petto di pollo crudo 100
zucchine 11 salmone fresco 185
cavolfiore 25 cioccolato fondente 515
broccoli 27 zucchero bianco 392

Gli alimenti nella colonna di sinistra sono alcuni ortaggi presi più o meno a caso, gli alimenti di destra sono invece altri tipi di alimenti che spesso accompagnano i nostri pasti. Mettiamo in evidenza qualche dato.
Prima di tutto voglio sottolineare che, a parità di peso, il pane è una scelta migliore rispetto ai grissini e ai crackers. Quando siamo al ristorante evitiamo quindi di mangiare questi prodotti tra un piatto e l'altro perché apportano calorie in più pienamente colmabili, poi, col pasto in arrivo.
In seconda battuta facciamo due conti sui cracker. Un pacchetto da 5 è pesante circa 35 g, apporta quindi circa 150 kcal, non moltissime comparate con quelle di una dieta giornaliera. Paragoniamolo però a quanto apporta la lattuga: per arrivare a 150 kcal bisogna consumarne quasi 800 g, una quantità assolutamente inarrivabile (200 g di lattuga corrispondono ad un'insalatiera colma). Le altre verdure non hanno apporti calorici molto diversi, diciamo che mangiare 600 g di cavolfiore è più fattibile (cosa che non vi consiglio se non siete abituati), ma indubbiamente sazia molto di più di un pacchetto di cracker.

Inoltre le fibre rallentano l'assimilazione dei vari nutrienti del pasto, evitando picchi di insulina rapidi e mantenendo quindi il senso di sazietà più a lungo. Per chi si vuole abbuffare senza risentirne, quindi, la scelta è quella di puntare sulle verdure.
Ovviamente non ho parlato dei condimenti: 100 g di lattuga apportano 19 kcal, se aggiungiamo 1 cucchiaio d'olio (circa 10 g) arriviamo a più di 100 kcal. E non considero eventuali altri ingredienti di un'insalata: tonno, uova, pane, pollo, mais... insomma, mangiare verdura è un metodo ottimo per controllare la fame e mangiare molto rimanendo bassi con le calorie, ma se diventa un'ulteriore seconda portata vale un po' meno.

Brescia, 15 gennaio 2014