venerdì 14 novembre 2014

Le diete funzionano... il problema è dopo

Su Diet Curiosity ho recentemente scritto un post intitolato Tutte le diete funzionano. In due parole, si è visto che indipendentemente dall'approccio dietetico utilizzato, la perdita di chili a lungo termine (12 mesi) è uguale. Questo vuol dire che seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati o una a basso contenuto di grassi, o anche una equilibrata ma semplicemente ipocalorica, alla fine dei giochi non è influente.

Esiste però qualcosa che non viene contemplato nella ricerca di cui ho parlato: il dopo. Cosa succede quanto le persone smettono di seguire la dieta? Abbiamo due strade possibili. Quella più ragionevole è quella di continuare con una condotta di vita corretta, aumentare l'attività fisica, migliorare grazie anche alle conoscenze acquisite con la dieta il proprio stile alimentare. Questo approccio permette di mantenere il peso perso e di vivere la vita senza preoccupazioni. In contrapposizione troviamo invece l'approccio più comune: riprendere le vecchie abitudini pensando di aver risolto un problema e di non doverci più pensare.

Chi fa le cose che ha sempre fatto, ottiene i risultati che ha sempre ottenuto. Per mantenere il peso raggiunto, per fare in modo che la fatica e le privazioni che si sono vissute abbiano un senso, bisogna cambiare il proprio stile di vita. Ritornare alle vecchie abitudini semplicemente fa tornare su il peso e fa allargare la cinta dei pantaloni. La dieta deve diventare l'inizio di una nuova vita, un cambio personale permanente, che permette di vivere in salute e con serenità da quel momento in poi.

Questo vuol dire che si è condannati a stare a dieta per tutta la vita? Ovviamente no, se la dieta è intesa come una cura momentanea, sicuramente sì se invece la dieta è vista nel suo significato più ampio, ovvero quello che deriva dalla traduzione della parola greca δίαιτα (dìaita), ovvero modo di vivere. Ecco perché esiste l'effetto yo-yo: lo stile di vita non cambia, si ritorna alle abitudini precedenti e semplicemente si vanificano tutti i sacrifici fatti. Se fate una dieta fate in modo che ne valga la pena, altrimenti è uno spreco di tempo e di morale

Brescia, 14 novembre 2014

giovedì 9 ottobre 2014

Obesity Day

Domani, 10 ottobre, è la giornata nazionale dell'obesità, Obesity Day. A riguardo, riporto l'articolo scritto da Amigdala per la Scuola di Ancel. Buona lettura.


Obesity Day
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
Facciamo insieme il primo passo è il motto che questo 10 ottobre viene utilizzato per la tredicesima edizione della giornata nazionale denominata Obesity Day, organizzata dall’Associazione di Dietetica e Nutrizione Clinica (A.D.I.).

L’intenzione è quella di spostare l’attenzione del problema sovrappeso-obesità da una visione estetica a una salutistica, sia nell’opinione pubblica sia, e soprattutto, nei mass-media.

Questa giornata si prefigge come obiettivo quello di far conoscere l’attività dei Servizi di Dietetica all’interno e all’esterno della struttura sanitaria di appartenenza. Molti sono i centri e le iniziative di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale; inoltre, verranno utilizzati dei questionari (compilabili anche sul sito internet dedicato) per capire come la popolazione vive il problema sovrappeso-obesità.

L’obesità ha ormai assunto i caratteri preoccupanti di una vera e propria epidemia mondiale. In particolare l’obesità infantile ha raggiunto livelli allarmanti e la gravità sta nel fatto che i bambini obesi rischiano di diventare adulti obesi, cioè una popolazione sempre più a rischio per una serie di patologie croniche come le malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, osteoartriti e alcuni tipi di cancro (corpo dell’utero, colon e mammella).

Ben vengano, quindi, queste giornate di sensibilizzazione che invitano la popolazione alla prevenzione primaria.

Per approfondimenti:

Brescia, 09 ottobre 2014

lunedì 25 agosto 2014

Pagamenti elettronici

Da oggi è possibile pagare la visita con carta di credito e bancomat anche negli studi in cui il servizio non è previsto. Mi sono dotato infatti di un POS mobile da collegare al telefono, in caso ce ne fosse bisogno si può utilizzare questa modalità di pagamento.

Brescia, 25 agosto 2014

mercoledì 6 agosto 2014

Un mese di dieta e il peso è lo stesso

Alcune persone decidono di cambiare stile di vita e non limitarsi al semplice "mangiare di meno". In questo caso capita che si rivolgano a un nutrizionista per una dieta e che associno a questo un'attività fisica. Quando succede la domanda più frequente è "quanto tempo ci metto a perdere tot chili?"

Sembra che la cosa più importante sia calare di peso. Spesso è così, le persone evidentemente in sovrappeso trovano giovamento in un approccio del genere perché cala la pancia e rassodano i muscoli, ma capita di trovare anche persone evidentemente magre che comunque fanno sempre questa domanda. A certi livelli la bilancia potrebbe essere uno strumento inutile, se non addirittura dannoso. Ho già parlato della composizione corporea quando ho presentato l'impedenziometria e l'adipometria, detta molto brevemente: nel nostro corpo convivono molte parti che contribuiscono al peso, quelle variabili sono i liquidi, il grasso e i muscoli. È importante sapere che i muscoli pesano, perché una dieta corretta e un esercizio fisico associato faranno aumentare la massa muscolare, aumentando di conseguenza il peso corporeo se non c'è perdita di grasso o di liquidi (disidratazione). Però c'è anche un'altra cosa da sottolineare. Osservate l'immagine qui sotto:


È evidente come, a parità di peso, il muscolo occupi meno spazio rispetto al grasso. La struttura corporea si modifica, i fianchi si sfinano, i muscoli si rassodano ma, se la persona non è sovrappeso, la bilancia indica lo stesso peso, se non addirittura un peso più alto (magari è migliorata anche l'idratazione), così si comincia a mangiare di meno in barba alle proprie necessità, si perde muscolo e si deperisce. Uno studio della composizione corporea serve proprio a evitare questo tipo di problemi: si può dimagrire anche se la bilancia segna sempre lo stesso peso ed è possibile conoscere con precisione anche il perché i vestiti vanno meglio, anche se il peso non varia.

Brescia, 6 agosto 2014

lunedì 21 luglio 2014

È nato Diet Curiosity!

In questi ultimi giorni sono stato impegnato in un nuovo progetto, che ha visto ufficialmente la luce proprio oggi: Diet Curiosity.
Volete sapere che differenza c'è tra la dieta vegetariana e la dieta vegana? Volete sapere come si dimagrisce in poco tempo e, soprattutto, se conviene farlo? Avete il dubbio se seguire la dieta Dukan o la dieta Atkins? Ebbene, questo sito è nato per rispondere a questo tipo di curiosità. Parlerò di diete commerciali e famose, di alimenti esotici e bizzarri, di leggende metropolitane e di stupefacenti verità sull'alimentazione. Insomma, un po' di chiarezza sull'alimentazione.

Il sito è pronto quasi al 100%, a corollario di questo ho creato anche

Tutto ciò per favorire la comunicazione con i lettori. Sul sito c'è anche un form in cui è possibile suggerire argomenti, se avete curiosità specifiche chiedete pure.

Un ringraziamento speciale va a Helder Monaco, che mi ha aiutato a pianificare il progetto.


Brescia, 21 luglio 2014

lunedì 23 giugno 2014

La fattura del Biologo Nutrizionista è scaricabile

Finalmente l'Agenzia delle Entrate, nella circolare numero 11 del 22 maggio 2014, fa chiarezza sulla fattura del Biologo Nutrizionista:
le spese sostenute per visite nutrizionali, con conseguente rilascio di diete alimentari personalizzate, eseguite da biologi, siano detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR. Ai fini della detrazione, dal documento di certificazione del corrispettivo rilasciato dal biologo dovranno risultare la specifica attività professionale e la descrizione della prestazione sanitaria resa.
Inoltre specifica che:
non è necessaria la prescrizione medica, analogamente a quanto specificato con la circolare n. 19/E del 2012, par. 2.2.
Maggiori informazioni e pdf della circolare dell'Agenzia delle Entrate sono disponibili su La Scuola di Ancel a questo link 

Brescia, 23 giugno 2014

venerdì 30 maggio 2014

La Scuola di Ancel - Nutri il tuo benessere

Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
Come detto nel precedente post, il 24 e 25 maggio si è svolta la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista, organizzata da La Scuola di Ancel e patrocinata dall'ENPAB. Dopo l'evento abbiamo deciso di rendere pubblica e disponibile a tutti la brochure informativa rilasciata alle persone che si sono rivolte a noi in questo weekend. Il materiale è scaricabile liberamente da questa pagina.

Buona giornata a tutti.

Brescia, 30 maggio 2014

lunedì 19 maggio 2014

24 e 25 maggio 2014: Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista

Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
Mi preme segnalare che sabato 24 e domenica 25 maggio, nelle città di Milano - Sesto San Giovanni, Bari, Napoli e Roma verrà organizzata la prima Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista. Per tutti i dettagli vi invito a leggere l'editoriale di questa mattina su La Scuola di Ancel, io sarò a Milano, se volete potete venire a trovarmi.

Brescia, 19 maggio 2014

domenica 4 maggio 2014

Corso: dimagrire con il Nordic Walking

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Dimagrire è un processo che prevede un cambio di abitudini, non solo alimentari. Chiunque ormai sa che il binomio perfetto è alimentazione corretta e movimento. Da indicazioni ufficiali, si consigliano almeno 30 minuti di camminata a passo svelto tutti i giorni. Ecco perché ho organizzato il primo corso che coniuga l'attività fisica di base con l'alimentazione corretta.

Il corso Nordic Walking per il dimagrimento è indirizzato a chi vuole conoscere le basi dell'alimentazione corretta, abbinandovi un'attività a bassa intensità, divertente e all'aria aperta. Prevede quattordici incontri di un'ora e mezza, i primi quattro dedicati esclusivamente a chi non pratica questo sport e deve cominciare da zero, gli altri dieci sono invece aperti anche a chi già conosce il Nordic Walking e vuole imparare i trucchi per un buon rapporto col cibo divertendosi: sono infatti organizzati con una parte teorica che riguarda l'alimentazione e una parte pratica di camminata.

Gli appuntamenti sono tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì), il primo è il 12 maggio, mentre il quinto (da cui  parte il vero e proprio corso e da cui può partire chi già pratica) è previsto mercoledì 21. Il primo appuntamento e il quinto sono all'ingresso di via Sostegno del Parco Tarello alle 19:00, ma è possibile che ci si sposti nei parchi vicini andando avanti con le lezioni.

Di seguito gli argomenti teorici:
  1. Le basi della chimica alimentare (legami chimici, metabolismo, energia, carboidrati, lipidi, proteine, vitamine, minerali, fibre)
  2. Menù quotidiani e alimenti non convenzionali
  3. Bevande e idratazione
  4. Dieta mediterranea e diete alternative
  5. Preparazione del cibo e conservazione
  6. Momenti difficili, tentazioni, fame nervosa
  7. Pasto libero, feste, matrimoni, aperitivi
  8. Pasti al volo e in ufficio
  9. Falsi miti (pane, pasta, acqua, dolcificanti)
  10. Riassunto riepilogativo e conclusioni
Il costo dell'iscrizione è di 140 euro per chi comincia da zero più 20 euro di iscrizione all'ASD Nordic Brescia; 100 euro per chi è già iscritto all'associazione e parte dal quinto appuntamento.
Per iscrizioni potete contattare l'associazione a info@nordicwalkingbs.com oppure 333 5255655. Se invece volete contattare me (sono l'istruttore responsabile del corso) potete usare l'indirizzo specifico giuliano@nordicwalkingbs.com

EDIT del 06 maggio 2014
È stata ufficialmente pubblicata la locandina del corso, disponibile qui
Brescia, 06 maggio 2014

lunedì 31 marzo 2014

Comunicazione di servizio: non ricevo più a Milano

Da oggi 31 marzo 2014 non eseguo più visite a Milano. Rimangono attive le sedi di Brescia e di Desenzano del Garda

Brescia, 31 marzo 2014

venerdì 14 marzo 2014

Dieta mediterranea e Nordic Walking: insieme per il benessere

Mercoledì 19 marzo alle 20:45, presso la Cascina del Parco Gallo in via Corfù 100, Brescia, terrò una conferenza dal titolo Dieta mediterranea e Nordic Walking: insieme per il benessere. Si parlerà di alimentazione corretta e di stile di vita sano, andando a chiarire cosa siano la dieta mediterranea e il Nordic Walking. Alla fine della conferenza sarà possibile per alcuni volontari effettuare un test impedenziometrico per la valutazione della composizione corporea. L'ingresso è gratuito.

Vi aspetto numerosi.

Brescia, 14 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014

Dieta vegana, dieta alcalina e cura dei tumori

La dieta vegana non cura il cancro.
Ci tenevo a mettere in chiaro la mia posizione già alla prima riga, in modo da non dare adito a fraintendimenti. Chi legge da un po' questo blog sa che sono assolutamente favorevole ad una scelta vegetariana o vegana in qualunque momento della vita, a patto che sia ben bilanciata. Sono anche socio della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, che si occupa di divulgare questo tipo di approccio alimentare in maniera scientificamente rigorosa e io stesso sono vegetariano. Recentemente è stata mandata in onda una puntata delle Iene in cui si è intervistato un paziente oncologico che, dopo aver fatto radioterapia e chemioterapia ha deciso di affidarsi alla dieta vegana, avendo come risultato la scomparsa del tumore. Nessuno dei medici interpellati nella puntata, in realtà, ha mai detto di smettere le cure ufficiali in favore del cambio di alimentazione, ma il risultato per molti è stato questo, al punto che cominciano ad arrivare chiamate di pazienti che chiedono di smettere le cure e sostituirle con una dieta.

Che sia chiaro: non è possibile sostituire una cura chemioterapica o radioterapica con un cambio di alimentazione.

Cerchiamo di capire un po' quali sono le evidenze scientifiche.
La dieta vegana è un approccio alimentare che fa a meno di tutti i prodotti di origine animale, quindi non ci si ciba di carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele (a differenza delle dieta vegetariana che accetta i derivati animali). L'apporto proteico è garantito dalla varietà della dieta: cereali e legumi insieme danno un'abbondanza e una varietà di aminoacidi sufficiente per una buona salute, prodotti derivati da essi (tofu, tempeh, latte di soia...), i cereali integrali e gli pseudocereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) facilitano le cose; i carboidrati non sono un problema essendo l'amido un componente preponderante del mondo vegetale; i grassi, anche essenziali, derivano da oli e frutta secca (in minor misura legumi); i minerali sono abbondanti nei prodotti integrali e nelle verdure; le vitamine sono frequenti, solo va integrata la B12.
L'American Dietetic Association si è espressa favorevolmente a un approccio vegano in qualunque età e condizione fisiologica a patto che sia ben bilanciato.
Esistono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come una dieta di questo tipo apporti numerosi benefici, ad esempio:


L'ultimo link soprattutto è interessante nell'ottica di questo post. Le diete veg riducono l'insorgenza di cancro. Attenzione: questo non vuol dire che curano il cancro, ma che aiutano a prevenirlo! Non esiste alcuna prova scientifica che supporti l'idea che la dieta, una qualunque dieta, possa far guarire una persona malata di cancro senza l'aiuto di terapie efficaci. Lo stesso concetto è stato espresso molto bene dall'ospedale San Raffaele, co-protagonista involontario del servizio delle Iene (grassetti miei):

Nota per la stampa su servizio “Le Iene” – 5 marzo

Milano, 06 marzo 2014 – L’IRCCS Ospedale San Raffaele, in riferimento al servizio “Alimentazione e malattie. La storia del tumore guarito di Antonio”, in onda durante la trasmissione Le Iene (Italia 1, mercoledì 5 marzo), dichiara che nessuno studio in tal senso è in corso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e osserva che ad oggi non esiste alcuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica. Alcune attenzioni dietetiche possono avere ruolo e spazio nell’inquadramento generale di una terapia oncologica come di terapie per altre malattie, ma nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori.
[...]
La Direzione Sanitaria
IRCCS Ospedale San Raffaele
Gira voce che nei prossimi servizi dello stesso programma verrà intervistato un noto guru dell'alimentazione, che diffonde l'idea dell'igienismo, del crudismo, del fruttarianesimo e di concetti mai provati dati per veri. Si può dire che queste siano una sorta di derive dell'alimentazione vegana, spesso ancora più restrittive di essa e quindi impossibili da bilanciare. Uno dei concetti appena accennati nel servizio andato in onda ma che probabilmente verrà ripreso è quello della dieta alcalina. Si basa sull'idea corretta che il nostro organismo abbia molti sistemi per regolare il pH del sangue e lo mantenga quasi fisso (il valore standard è tra 7,35 e 7,45), ma che l'alimentazione possa influenzare questo pH e di conseguenza causare problemi.

È sicuramente vero che il pH può cambiare in caso di eventi morbosi (problemi respiratori o renali, diabete, intossicazioni), ma quando si parla di acidosi metabolica si sta parlando di una condizione grave, non di una condizione cronica prolungabile a lungo. Esistono moltissimi studi scientifici riguardanti il pH del sangue, la dieta alcalina e gli alimenti acidi e basici, ma in letteratura non sono riuscito a trovare un solo studio che soddisfacesse bene queste due condizioni:

  • lo studio dovrebbe darmi una definizione precisa di cosa intende per acidosi metabolica, con dei riferimenti di pH esatti;
  • lo studio dovrebbe dimostrarmi, almeno in bibliografia, il nesso causale tra l'abbassamento di pH (nei limiti definiti, come detto sopra) e l'insorgenza di una patologia, curabile attraverso l'innalzamento del pH tramite alimenti. Sottolineo, se ce ne fosse bisogno, che correlazione non implica causalità.
Il primo punto mi serve perché altrimenti si va a discutere di chetoacidosi diabetica o di problemi renali gravi, per i quali è ovvio che si debba ristabilire il pH del sangue, ma che nella stragrande maggioranza dei casi non riguardano la vita quotidiana delle persone. Il secondo punto mi serve per dimostrarmi l'effettiva utilità di una terapia di tipo alimentare volta al miglioramento del pH sanguigno. Soddisfatti questi due punti possiamo parlare di dieta alcalina e dei suoi benefici, fino ad allora tutto questo non ha senso.

Come dicevo però è pieno di articoli che mostrano i benefici di una dieta alcalina. Ma esattamente cos'è questa dieta? Ebbene, è una dieta basata su alimenti di tipo vegetale, verdure, frutti, cereali integrali, evitando o limitando gli alimenti di origine animale. Ehi, sembra quasi di parlare di una dieta vegana! E così il cerchio si chiude.

Abbiate cura di voi stessi, seguite una dieta equilibrata e il vostro organismo ne gioverà. Se poi volete chiamarla dieta alcalina fate pure, ma è una definizione che non ha nulla di scientificamente sensato.


Brescia, 8 marzo 2014

sabato 8 febbraio 2014

Convenzione con la Nordic Brescia ASD

Come forse avrete notato, su questo blog si è aggiunta da qualche tempo una pagina riguardante il Nordic Walking. Da novembre sono infatti istruttore di NW affiliato alla Scuola Italiana Nordic Walking (SINW), e collaboro con l'associazione sportiva dilettantistica Nordic Brescia nell'organizzazione dei corsi.

Il Nordic Walking è uno sport non agonistico, molto semplice e poco costoso, che prevede l'uso dei bastoncini. Con la tecnica giusta (ecco a cosa serve il corso) il bastoncino da semplice accessorio diventa strumento capace di stimolare il miglioramento (psico)fisico, la spinta dei bastoncini può essere uno stimolo in più, un modo per bruciare più calorie sforzando di meno le gambe, addirittura un modo di allenarsi alternativo, complementare a molte discipline (recentemente la SINW è entrata nella Federazione Italiana Di Atletica Leggera).

Viste le grandi potenzialità di questo sport, capace di avvicinare al movimento le persone sedentarie grazie alla possibilità di socializzazione, allo svolgimento all'aria aperta e al coinvolgimento senza grandi traumi di molta più muscolatura rispetto al semplice camminare, ho deciso di promuoverne la diffusione. Ho stipulato una convenzione che riguarda tutti gli iscritti Nordic Brescia, dando loro uno sconto del 20% sul primo appuntamento. Al momento della prima visita, quindi, chi presenterà la tessera d'iscrizione avrà questo sconto.

In questo modo spero di promuovere una vita più attiva, che è l'aspetto complementare a una dieta sana nel miglioramento del proprio stato di benessere.

Brescia, 08 febbraio 2014

lunedì 27 gennaio 2014

Il Golden Rice, un OGM sotto accusa

Sta montando la protesta per sostenere la diffusione di un prodotto particolare, il Golden Rice, contro l'opposizione delle associazioni ambientaliste, soprattutto Greenpeace. Si sono organizzate manifestazioni di piazza e gli addetti ai lavori ormai da anni si battono per il riconoscimento di questo prodotto che potrebbe aiutare milioni di persone. Di contro, Greenpeace paventa contaminazioni, danni alla salute e sfruttamento delle popolazioni più povere, a mio parere a torto.

Un OGM (Organismo Geneticamente Modificato) è un organismo a cui sia stato modificato il DNA con tecniche di ingegneria genetica. Non sono OGM gli incroci artificiali (le varie razze di cane ad esempio) e gli organismi geneticamente modificati tramite radiazione (il grano Creso, quello che mangiamo tutti i giorni sotto forma di pane e pasta), anche se a livello di DNA il fenomeno è lo stesso: inserimento o modificazione di alcuni tratti di genoma. La cosa interessante da sapere è che nel caso di un incrocio artificiale o di una modificazione tramite radiazioni la modifica è casuale, non si sa esattamente quale sarà il risultato, quindi un mandarancio è il risultato finale di miscugli casuali di DNA, il grano Creso idem, mentre con le tecniche di ingegneria genetica si sa con molta più precisione quale sarà il risultato, è una modifica controllata e si avrà il risultato desiderato. Sinceramente mi è oscuro il motivo per cui un organismo geneticamente modificato con tecniche di ingegneria genetica causerebbe contaminazioni ambientali pericolose, mentre un organismo geneticamente modificato tramite radiazioni non avrebbe questo problema.

Il Golden Rice è un tipo di riso geneticamente modificato in modo da poter produrre beta-carotene, una molecola che nel nostro organismo è convertita in vitamina A. Il prodotto è stato pensato per aiutare quelle popolazioni che hanno il riso come alimento quasi esclusivo e che devono combattere contro l'ipovitaminosi A, che porta diarrea, cecità, malattie della pelle, infertilità e malattie respiratorie (fonte). L'idea di fondo è: al riso mancano alcuni meccanismi che non gli permettono di produrre questa vitamina, facciamo in modo di darglieli. Niente di più, niente di meno. Greenpeace dice che c'è pericolo di contaminazioni. Diamine, il riso selezionato artificialmente nella storia dell'agricoltura produrrà pro-vitamina A! Inaccettabile. Oltretutto è sviluppato pubblicamente, non c'è un monopolio e ai più bisognosi verrebbe anche distribuito gratuitamente.

Spero che nel prossimo futuro si possa parlare di scienza e non di ideologie, altrimenti la situazione non migliorerà. In conclusione, linko delle FAQ (in inglese) sul Golden Rice, sperando che possano aiutare.

Brescia, 27 gennaio 2014

venerdì 24 gennaio 2014

Bocciata la dieta del gruppo sanguigno

Recentemente è tornata di moda la dieta del gruppo sanguigno, inventata da Peter D'Adamo, un naturopata americano, basata sull'associazione dei gruppi sanguigni con alcuni cibi e alcuni tipi di attività fisica. Ne ho parlato sulla Scuola di Ancel descrivendola come fantasiosa, priva di alcun fondamento scientifico e palesemente inventata di sana pianta. Pare che non sia l'unico a pensarla così. La notizia degli ultimi giorni è che uno studio dell'Università di Toronto ha cercato di provare scientificamente questa dieta. In fondo, fino ad ora si poteva dire che non funzionasse sulla base di conoscenze pregresse, ma non si avevano dati effettivamente applicati su un gruppo di persone.

Ora finalmente questa prova è arrivata. Si sono prese 1455 persone e si è analizzata la loro dieta, cercando di individuare le persone che seguivano con più attenzione le indicazioni per proprio gruppo sanguigno rispetto a chi non lo faceva. Queste ultime, ovviamente, avrebbero dovuto risentire di più di effetti negativi dell'alimentazione, eppure così non è stato. O meglio: la fedeltà alla dieta era associata ad un miglioramento dei fattori di rischio cardiometabolici (circonferenza vita, valori ematici...) ma questi miglioramenti erano del tutto indipendenti dal gruppo sanguigno.

In pratica, se è vero che alcuni regimi suggeriti da D'Adamo possono essere salutari, non c'è alcun motivo per associarli ad un determinato gruppo sanguigno perché quest'associazione, alla prova dei fatti, non esiste. State seguendo la dieta del gruppo sanguigno e ne trovate un giovamento? Ottimo! Ma non c'entra col vostro gruppo sanguigno.

Brescia, 24 gennaio 2014

mercoledì 15 gennaio 2014

Dimagrire mangiando

Tempo fa mi è stato chiesto di elaborare una dieta per una comunità della mia zona, facendo inoltre una piccola lezione riguardante l'alimentazione per le persone ospitate nella struttura. Dopo qualche parola di presentazione ho chiesto "ci credete se vi dico che si può dimagrire mangiando a volontà?", è stato un coro di no univoco. Tutti avevano in mente l'idea che io fossi lì per farli mangiare meno, per metterli a dieta nel senso più comune del termine. Sì, è vero, avevo stilato un piano alimentare completo per la struttura e i dirigenti erano concordi nel servire quei pasti, d'altro canto però non era mia intenzione affamare le persone! Li ho sorpresi rispondendo che invece sì, era possibile, basta scegliere le cose giuste.

Dimagrire è un processo graduale che si raggiunge se si assume meno di quel che si consuma (fatti salvi ovviamente tutti i discorsi precedenti a questo post riguardanti le calorie, linkati nell'ultimo articolo scritto a riguardo), quindi la strada è quella di mangiare meno. Attenzione però: mangiare meno non vuol dire essere affamati! Esistono alcuni cibi, infatti, che riempiono la pancia, rallentano l'insorgere della fame e che danno pochissime calorie: gli alimenti vegetali. Ovviamente non sono tutti uguali: la pasta è un alimento di origine vegetale, così come l'olio d'oliva, ma se andiamo a guardare gli ortaggi il discorso fila. Di seguito una tabella comparativa secondo me molto chiarificatrice (fonte)

Alimento Kcal/100 g Alimento Kcal/100 g
lattuga 19 crackers salati 428
pomodori maturi 19 grissini 431
funghi prataioli crudi 20 pane formato rosetta 269
melanzane 18 petto di pollo crudo 100
zucchine 11 salmone fresco 185
cavolfiore 25 cioccolato fondente 515
broccoli 27 zucchero bianco 392

Gli alimenti nella colonna di sinistra sono alcuni ortaggi presi più o meno a caso, gli alimenti di destra sono invece altri tipi di alimenti che spesso accompagnano i nostri pasti. Mettiamo in evidenza qualche dato.
Prima di tutto voglio sottolineare che, a parità di peso, il pane è una scelta migliore rispetto ai grissini e ai crackers. Quando siamo al ristorante evitiamo quindi di mangiare questi prodotti tra un piatto e l'altro perché apportano calorie in più pienamente colmabili, poi, col pasto in arrivo.
In seconda battuta facciamo due conti sui cracker. Un pacchetto da 5 è pesante circa 35 g, apporta quindi circa 150 kcal, non moltissime comparate con quelle di una dieta giornaliera. Paragoniamolo però a quanto apporta la lattuga: per arrivare a 150 kcal bisogna consumarne quasi 800 g, una quantità assolutamente inarrivabile (200 g di lattuga corrispondono ad un'insalatiera colma). Le altre verdure non hanno apporti calorici molto diversi, diciamo che mangiare 600 g di cavolfiore è più fattibile (cosa che non vi consiglio se non siete abituati), ma indubbiamente sazia molto di più di un pacchetto di cracker.

Inoltre le fibre rallentano l'assimilazione dei vari nutrienti del pasto, evitando picchi di insulina rapidi e mantenendo quindi il senso di sazietà più a lungo. Per chi si vuole abbuffare senza risentirne, quindi, la scelta è quella di puntare sulle verdure.
Ovviamente non ho parlato dei condimenti: 100 g di lattuga apportano 19 kcal, se aggiungiamo 1 cucchiaio d'olio (circa 10 g) arriviamo a più di 100 kcal. E non considero eventuali altri ingredienti di un'insalata: tonno, uova, pane, pollo, mais... insomma, mangiare verdura è un metodo ottimo per controllare la fame e mangiare molto rimanendo bassi con le calorie, ma se diventa un'ulteriore seconda portata vale un po' meno.

Brescia, 15 gennaio 2014