domenica 15 settembre 2013

Le mie risposte al Corriere della Sera

Qualche settimana fa è uscita un'intervista del Corriere della Sera alla dottoressa Buscarini, presidente Aigo, dal titolo: Solo verdure in tavola: fa bene o male?
Nonostante io non sia il presidente di una importante associazione medica, mi è venuta voglia di rispondere alle stesse domande poste alla dottoressa perché, in alcuni punti, ho un pensiero un po' diverso dal suo. Ho già scritto sulle diete vegetariane, questo spunto mi dà l'occasione di riparlarne.

Cominciamo dal titolo dell'articolo che, anche se non c'entra con l'intervista né con l'intervistata, è abbastanza significativo di come Margherita De Bac, la giornalista, veda l'alimentazione vegetariana: solo verdure. Ovviamente non è così, i vegetariani non sono capre al pascolo e, anche quando fanno a meno di ogni alimento di origine animale (ovvero seguono un'alimentazione vegana), hanno comunque una varietà di alimenti molto ampia tra cui scegliere. Dire che i vegetariani mangiano solo verdura è un po' limitativo.
Ora risponderò alle stesse domande, vediamo cosa esce fuori.

L'alimentazione vegana abolisce carne, pesce, uova, latte e latticini. I pregi?
L'alimentazione vegana ben bilanciata è compatibile con una buona salute e, facendo a meno degli alimenti di origine animale, si riducono le possibilità di contaminazioni. È ovvio che debba essere controllata e seguita, la scelta vegana deve essere frutto di una attenta pianificazione su basi scientifiche solide, ma se è affrontata con tutti i crismi non può che dare benefici.

Quali sono invece gli svantaggi di questo regime alimentare?
Se la dieta è costruita bene, l'unico svantaggio è a livello sociale: purtroppo infatti è difficile sostenere un'alimentazione di tipo vegano mangiando nei locali pubblici che, per usanza, hanno svariati tipi di portate con carne e pesce e quasi mai hanno portate con legumi, ad esempio. A livello di salute non ce ne sono: rifacendomi alla posizione dell'American Dietetic Association posso dire che "le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane [vegane], sono salutari, adeguate nutrizionalmente e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie"
La carenza energetica o proteica non è verosimile, anche solo associando cereali e legumi (un banale piatto di pasta e fagioli, ad esempio) si ha l'intero spettro aminoacidico necessario per sostenere adeguatamente la vita quotidiana, e ovviamente l'energia dipende da quanti cereali e legumi mangiamo.
L'unica cosa a cui si deve stare attenti è la carenza di B12, dalla quale ci si può difendere con un integratore, anche solo una volta alla settimana. Per il resto, è possibile costruire una dieta vegana ricca di zinco, di ferro, di potassio, di grassi essenziali e quant'altro serva.

Ci sono fasi della vita in cui la dieta vegana, se non applicata in modo corretto, è particolarmente dannosa?
Ovviamente. In fase di crescita la dieta deve essere controllata strettamente da un esperto in modo da evitare errori. D'altro canto, la stessa considerazione dovrebbe essere fatta anche per le persone che hanno bambini obesi. Il controllo del professionista è sempre da preferire rispetto al fai da te

Fibre vegetali e grassi insaturi sono preziosi per il nostro organismo. I vantaggi?
Le fibre aiutano il transito intestinale e regolarizzano l'assorbimento dei nutrienti, i grassi insaturi sono componenti importanti della membrana plasmatica delle cellule e costituiscono le basi per molecole che regolano la risposta infiammatoria. Le fonti di questi nutrienti sono sia animali che vegetali per quanto riguarda i grassi insaturi, solo vegetali per quanto riguarda le fibre.

Ma la dieta vegana può essere considerata anche una vera e propria dieta dimagrante?
Tra gli effetti di una dieta vegana può esserci il dimagrimento, che però non dipende solo da cosa si mangia, ma anche da quanto. Posso costruire una dieta vegana che faccia ingrassare senza problemi. Fondamentalmente, non dovrebbe essere vista come una dieta dimagrante, perché questo porta al fai da te, che è sempre dannoso.

Esistono motivi che possono convincere uno specialista a prescriverla?
Ogni volta che qualcuno deve regolarizzare colesterolo, trigliceridi, acidi urici, glicemia e tante altre condizioni, una spinta importante al miglioramento delle condizioni di salute può essere dato dal ridurre quanto più possibile i cibi di origine animale e aumentare l'introito di fibre, cereali integrali, legumi, frutta secca. Ovviamente non è indispensabile diventare vegani, ma se la persona è ben disposta si può anche proporre.

Cosa si intende per dieta equilibrata?
Una dieta equilibrata è quella capace di fornire tutti i nutrienti necessari nelle giuste quantità. La dieta vegana, nonostante sia priva di alimenti di origine animale, può esserlo, a patto che sia correttamente bilanciata e che comprenda un integratore di B12

Brescia, 15 settembre 2013

venerdì 9 agosto 2013

Pubblicazione su Query

È in distribuzione il nuovo numero di query (il 14), la rivista del CICAP. Il numero è dedicato alle bufale alimentari, sono l’autore di due articoli e della intro. In particolare, negli articoli c'è una breve introduzione su cosa siano le leggende metropolitane alimentari, si parla del latte (argomento già affrontato su questo blog in un paio di occasioni, qui e qui), dell'aspartame e dello zucchero bianco (anche questo, un argomento trattato qui), infine si danno utili informazioni su come distinguere le bufale dalle cose serie e su come difendersi dagli attacchi dei ciarlatani.

Consiglio a tutti, se proprio non volete abbonarvi al CICAP (cosa comunque auspicabile), almeno di comprare questo numero, per conoscere i dettagli degli argomenti.

Brescia, 09 agosto 2013

sabato 20 luglio 2013

Test per le intolleranze alimentari: servono?

È sempre più comune che le persone si facciano un test per le intolleranze alimentari, dando la colpa di un sovrappeso a specifici alimenti che, a giudicare dal risultato del test, andrebbero ridotti o eliminati. Ma c'è da fidarsi? A mio parere no. Le intolleranze riconosciute dalla medicina sono due: intolleranza per il lattosio (mancanza di un enzima che digerisce questo zucchero) e intolleranza al glutine (celiachia soprattutto). Nonostante possano esistere delle allergie a specifici alimenti, non esistono intolleranze al radicchio o ai cracker. Prima di tutto, quindi, andiamo a definire le intolleranze.

L'intolleranza alimentare è una reazione avversa ad un alimento. Il celiaco o chi soffre di gluten sensitivity non tollera il glutine, se ne mangia sta male. Stessa cosa per il lattosio, se c'è intolleranza, esso non viene digerito e causa problemi.
Esistono molti test che vanno a cercare intolleranze, anche tra centinaia di alimenti, e non sono certo a buon mercato. Oltretutto ogni test va a cercare un'allergia, che spesso viene blandita come una intolleranza (le allergie sono una reazione specifica che coinvolge uno specifico tipo di anticorpi, le IgE). Che validità hanno? Cerchiamo di capirci qualcosa.

Test elettrodermico (VEGA test).
  • In cosa consiste: si prende in mano una fiala contenente un allergene o la sostanza a cui si suppone di essere intolleranti, e si fa passare una corrente nel corpo, registrando le variazioni della resistenza elettrica del corpo
  • Validità: nessuna. È stato fatto un test in doppio cieco pubblicato su British Medical Journal che dimostra la non ripetibilità dei risultati. Come dire: risultati casuali/inventati. Come se non bastasse, una review che prende in considerazione più studi su questo test, pubblicata su una rivista di medicina alternativa (Acupuncture in medicine), arriva alle stesse conclusioni.
Test citotossico (ALCAT test)
  • In cosa consiste: si mette in contatto il sangue del paziente con l'allergene e si registrano le eventuali modificazioni dei globuli bianchi
  • Validità: nessuna. Sono state fatte molte prove (ad esempio questi due trial clinici) ma il risultato è sempre lo stesso: il test non è riproducibile
Analisi del capello
  • In cosa consiste: nel capello è possibile rilevare metalli pesanti, che potrebbero portare ad allergie o intolleranze.
  • Validità: nessuna. In questo studio si fa il test del capello in alcuni laboratori contemporaneamente a persone allergiche al pesce. Nessuno dei laboratori trova l'allergia al pesce ma trovano allergie a cui i soggetti non hanno alcuna reazione. Ovviamente, le sostanze a cui erano allergiche le persone differivano tra i risultati dei vari laboratori.
Test kinesiologico (DRIA test)
  • In cosa consiste: l'allergene indebolisce il soggetto, la perdita di forza è facilmente misurabile
  • Validità: nessuna. Le ricerche effettuate mostrano che la risposta, positiva o negativa che sia, è assolutamente casuale. In pratica si tira a indovinare.
Dosaggio delle IgG (ELISA)
  • In cosa consiste: si cercano alcuni tipi di anticorpi (le IgG) nel sangue che possano reagire alla presenza di un determinato tipo di antigene (nel nostro caso, un alimento o un componente di questo)
  • Validità: nessuna a livello alimentare. Non c'è evidenza che il livello di IgG sia di una qualche rilevanza diagnostica riguardo alle allergie alimentari: risposte anticorpali che riguarda le IgG per qualche tipo di alimento sono state trovate sia in soggetti sani che in soggetti allergici. In ogni caso il test ELISA è prezioso nella diagnosi di molte malattie, ad esempio è uno dei test che si usa nella diagnosi di sieropositività.
Iridologia
  • In cosa consiste: i tipici segni dell'iride possono essere interpretati per la diagnosi di varie malattie, comprese le intolleranze alimentari
  • Validità: nessuna in assoluto. L'iride non riflette lo stato di salute in nessun modo, ovviamente nemmeno in campo alimentare.
Test di provocazione/neutralizzazione
  • In cosa consiste: si somministra un allergene (scelto più o meno a caso) e si registra un qualunque tipo di sintomo.
  • validità: nessuna. Il test risente troppo dell'emotività del soggetto e la riproducibilità del test non è stata verificata.
Probabilmente ne esistono molti altri, ho cercato di dare una panoramica semplice sulla faccenda, sperando di poter far risparmiare soldi altrimenti sprecati alle persone che mi leggono.


Brescia, 20 luglio 2013

lunedì 27 maggio 2013

Ebook: Alimentazione corretta

È disponibile sul sito FarmacoeCura.it, nella sezione alimentazione il mio eBook riguardante i principi dell'alimentazione corretta. Non si tratta di un'opera tecnica, piuttosto è un libricino divulgativo che cerca di fare un riassunto delle linee guida attuali, senza nessuna pretesa di completezza ma allo stesso tempo cercando di essere il più chiaro possibile.
È disponibile in formato PDF, ePub e mobi, gratuito e senza DRM.

I miei ringraziamenti vanno al sito FarmacoeCura.it per la diffusione dell'opera, a Simona Gilberti per aver materialmente creato i file in formato ebook (qui per i dettagli tecnici dei file) e a Gianluigi Marabotti per le illustrazioni.

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Brescia, 27 maggio 2013

venerdì 24 maggio 2013

Giusto o sbagliato, un concetto sfumato

Seguire una corretta alimentazione, lo sappiamo tutti, è uno dei cardini di una vita sana. Avendo a che fare con il cibo numerose volte al giorno, è probabilmente la cosa più importante nella vita di un essere umano, per questo l'influenza degli alimenti sulla salute non può essere trascurata. D'altro canto, "seguire una corretta alimentazione" è un concetto sfumato, non ha dei margini precisi, non esiste qualcosa che va evitato sempre e comunque, come non esiste qualcosa che è possibile mangiare in qualunque condizione e in qualunque quantità senza risentirne.

Non c'è quindi la possibilità di avere un giusto e uno sbagliato, non è bianco o nero, piuttosto c'è tutta una scala di grigi di passaggio. L'errore grave, nella dieta, è l'accumularsi di errori ripetuti nel tempo: mangiare tutti i giorni cibi grassi, poca verdura, molti dolci, prodotti raffinati e alcol porta a problemi, dall'obesità alle cardiopatie, fino ad arrivare ad alcuni tipi di tumore. D'altro canto, la salute è preservata nel caso in cui gli stessi alimenti, gli stessi ingredienti venissero distribuiti in un arco di tempo lungo: mangiare un paio di dolci al mese non causa obesità, mangiare carne rossa grigliata durante una scampagnata con amici non causa cancro al colon-retto, bere un bicchierino di limoncello per brindare in una festa non causa steatosi epatica. Quindi come regolarsi?

La regola d'oro è sempre solo una: è solo la dose a fare il veleno, e questo è valido sia per una dieta completa che per il singolo alimento. Prendiamo il caso di un tipico menù da fast food, questo rappresenta nell'immaginario comune il modo errato di alimentarsi: il panino di carne rossa grigliato accompagnato da patatine fritte in oli non sempre di qualità e da una bibita zuccherata è probabilmente quanto di peggio si possa consigliare, se si parla di alimentazione quotidiana. Esistono persone che mangiano in questo modo praticamente tutti i giorni, con pochissimo apporto di fibre, una esagerata quantità di sodio, di grassi saturi e di zuccheri semplici e alla fine ne risentono. Allo stesso modo, ci sono persone che mangiano questi menù tre o quattro volte in un anno e non hanno nessuna conseguenza: non ingrassano, non aumenta il colesterolo, non aumenta la glicemia. L'unica differenza è la frequenza di consumo. Detta in altri termini: allungando i tempi tra un pasto qualitativamente scarso e un altro i problemi si riducono fin quasi a scomparire completamente.

Non c'è bisogno di privarsi di niente, non esiste un alimento giusto e uno sbagliato, ma solo una frequenza adeguata degli alimenti tarata sulla loro qualità nutrizionale: verdure e cereali tutti i giorni, carni rosse e dolci in maniera saltuaria, così come dice la piramide alimentare.

Brescia, 24 maggio 2013

giovedì 18 aprile 2013

OT - Il punto

Da qualche tempo si discute di scienza in Italia. O meglio, lo spettacolo al quale assistiamo è dato dalle riviste più rinomate del mondo impegnate nel diffondere l'assurdità delle posizioni del nostro paese e, dall'altra parte, il popolo italiano che è teleguidato da programmi che di scientifico non hanno nulla e che spinge i nostri politici a decisioni sbagliate ma popolari.

La rilevanza mediatica delle varie terapie alternative (se volete approfondirle non avete che da andare su MedBunker) è estremamente forte, ma in campo prettamente alimentare la quantità di bufale è tale che non è possibile ignorarla. È sconfortante vedere che ci sono persone incapaci di riconoscere la realtà nemmeno se gli viene spiegata per filo e per segno, dettagliatamente e con la massima correttezza e precisione, è ancora più sconfortante quando chi propugna "verità alternative" sono colleghi, che si presume abbiano il mio stesso background culturale e quindi la mia stessa capacità di distinguere tra una leggenda metropolitana e una verità scientifica, o almeno che abbiano gli stessi strumenti che ho io di andare ad indagare, in caso di dubbio.

Vedo persone titolate che diffondono dicerie sull'aspartame, per alcuni è tossico, per altri cancerogeno, per altri ancora è un modo in cui il Nuovo Ordine Mondiale vuole ridurre la popolazione al minimo così da essere più facilmente assoggettabile. Le multinazionali sono sempre il cattivo, non importa per quale motivo, è la stessa definizione di un'azienda che produce in più stati ad essere una caratteristica malvagia.
Ho colleghi che vogliono "stilare una classifica degli alimenti ordinati per potere acidificante e basificante", qualunque cosa voglia dire questa cosa: la dieta alcalina è una bufala, e sono pronto a dimostrarlo con ricerche serie e inoppugnabili.
Alcuni miei colleghi sconsigliano il latte e i formaggi ad ogni paziente ma poi danno lo yogurt.
Senza contare i fanatici del crudismo o del fruttarianesimo, derivazioni più restrittive del veganismo, presenti sia tra le persone comuni che tra i professionisti (o sedicenti tali).
La dieta del gruppo sanguigno. Ditemi come diavolo si fa, avendo basi solide di biochimica, fisiologia, genetica e patologia a dare retta a questa fesseria invereconda.

Come se non bastasse, in mezzo ci si mettono pure i naturopati con le loro teorie, i venditori di integratori che si spacciano per nutrizionisti, le barrette che ti tolgono il grasso di notte e i soldi di giorno, gli omini appostati all'uscita della metropolitana (Milano, linea verde, li ho visti) pronti a farti un'impedenziometria con uno strumento talmente inutile da rappresentare un costoso giocattolo e venderti di conseguenza i loro prodotti dietetici, le merendine con "grassi di origine vegetale" e "grassi trans-esterificati" in etichetta che poi vengono pubblicizzate "come le faceva la nonna". Mia nonna non ha mai comprato dei grassi trans-esterificati per metterli nelle torte. Probabilmente potrei continuare all'infinito.

Il punto è questo: la situazione attuale, data da una facilitazione delle comunicazioni straordinaria, è impregnata di stupidaggini, non è facile separare il grano dal loglio. Personalmente mi impegno e mi impegnerò in futuro per diffondere una informazione corretta, con La Scuola di Ancel io e altri colleghi stiamo lavorando per aumentare il più possibile il pubblico della corretta informazione, con le nostre attività faccia a faccia con i pazienti cerchiamo sempre di dare il meglio delle nostre conoscenze. L'obiettivo è quello di informare, perché solo chi è informato riesce a non cascare nelle trappole che girano e che, a volte, fanno solo danni.

Brescia, 18 aprile 2013

domenica 10 marzo 2013

Diffidate di internet

Questo post è un appello a tutti i miei lettori, fissi e occasionali: diffidate di internet.
È vero, già solo il fatto di scrivere un post del genere è in contraddizione con il mio intero blog, ma è un messaggio che voglio che sia chiaro a chiunque: le nozioni trovate sulla rete non sono mai la risposta a problemi individuali.

Nel mio blog non ho mai scritto un menù giornaliero, non ho mai fatto esempi di diete, al massimo ho fatto degli elenchi di alimenti consigliati o sconsigliati per determinate condizioni, ma mai più di questo, e il motivo per cui imposto un blog sull'alimentazione e sulle diete senza mai nemmeno scriverne una di dieta è proprio perché non voglio che chi mi legge abbia la sensazione di aver trovato la risposta giusta ai suoi problemi.

Sono qui per spiegare concetti a volte complicati in parole semplici, in modo da far capire quale sia la realtà di una corretta alimentazione rispetto a molte credenze diffuse tra i non addetti ai lavori, ma non posso in alcun modo prendermi la responsabilità con un post, che può essere letto dalla casalinga di Voghera, dal professore di fisica nucleare, dalla ragazza sedicenne  e dal bambino di otto anni, di risolvere problemi individuali. Sarebbe scorretto, perché senza conoscere i problemi di una persona le indicazioni sono per forza imprecise; sarebbe pericoloso, perché le imprecisioni potrebbero portare ad aggravamenti di una situazione che non ho sotto controllo; sarebbe incosciente, perché scrivere al pubblico qualcosa di potenzialmente pericoloso va contro ogni dettame deontologico e morale.

Internet è pieno zeppo di informazioni di ogni tipo, non è poi così difficile trovare un certo tipo di dieta se la si cerca anche solo banalmente con google, e allo stesso tempo è diventato semplicissimo confrontarsi con gli altri. Esistono siti, forum, luoghi di aggregazione, in cui è possibile chiedere quante calorie si mangiano con un pacchetto di cracker, con un menù completo o con una fetta di torta, ci si scambia pareri su una dieta prescritta dal professionista con altri utenti che dicono la loro (con che cognizione di causa non saprei), si cerca conforto, rassicurazione, si cercano soluzioni.

Ora, quando si parla di automobili, ognuno di noi può dire la sua, ma se si rompe un pezzo del motore bisogna chiamare un meccanico, una persona qualificata che sa dove mettere le mani, dove andare a trovare i pezzi di ricambio e magari anche evitare di peggiorare la situazione. Chiunque può giudicare una partita di calcio, d'altro canto se si deve allenare una squadra bisogna aver fatto un certo percorso sportivo e aver superato un corso prima di avere il patentino da allenatore, di certo né il Milan né il Baracca Lugo prenderanno un allenatore tra una persona qualsiasi del pubblico. Allora perché chiedere giudizi sugli alimenti e sulle diete a qualcuno che molto probabilmente non è qualificato per dare giudizi, o se lo è non ha tutte le informazioni necessarie per poter rispondere adeguatamente?
Se io dicessi ad un ingegnere che voglio la casa fatta di plastilina lui probabilmente mi riderebbe in faccia, però chiunque pare potersi permettere di dare consigli alimentari sulla base della saggezza popolare, e così compaiono cose tipo "elimina pasta e pane" oppure "1,72 per 67 kg sei grassa".

Internet ha reso dannatamente semplice lo scopo di informarsi, questa è una cosa meravigliosa se presa nel modo giusto, ma è preoccupante se ci si affida solo ad esso. Quando si legge di ragazze che chiedono "se per un mese mangiassi solo frutta e verdura e pasta due volte alla settimana e facendo tutti i giorni esercizi per il corpo quanto riesco a dimagrire?" a me cadono le braccia, come puoi spiegare via internet quanti errori ci siano in così poche parole? Come puoi pensare con due righe di risposta di far ragionare la persona che ha messo la domanda e di affidarsi a qualcuno che sa quello che sta facendo, piuttosto che fare diete scriteriate che rovinano la salute e il morale?

L'appello, dunque, rimane quello dell'inizio del post: diffidate di internet, perché non è mai una buona fonte per problemi individuali.

Brescia, 10 marzo 2013

giovedì 7 febbraio 2013

Comunicazione di servizio

Comunico che non è più possibile prenotare un appuntamento per una visita presso il Santa Giulia di Brescia, rimane attiva invece la collaborazione presso il Fleming Tecna. Per i dettagli sull'indirizzo e i contatti dello studio è possibile visitare questa pagina

Brescia, 7 febbraio 2013

venerdì 1 febbraio 2013

Ho sgarrato, e adesso?

La dieta è quella cosa orribile e spaventosa che insegue moltissime persone, a volte addirittura da quando erano bambini. Continuano a fare i conti con i chili sulla bilancia pesapersone, i grammi sulla bilancia da cucina, privazioni, tentazioni e stress. Eppure ognuno di noi ha visto almeno una volta in vita sua una persona autorevole in tv, un medico, un nutrizionista, un dietista, che si sperticava a spiegare che la dieta non è sofferenza, non è privazione, non deve essere vissuta come fonte di stress piuttosto come cambio delle abitudini e il più possibile facile da seguire.

Infatti il problema, spesso, non è tanto la dieta in sé, quanto l'approccio ad essa. Vittime di messaggi pubblicitari tanto fastidiosi quanto ingannevoli, quando ci presentano modelli inarrivabili per la stragrande maggioranza delle persone, siamo portati a pensare che una ragazza alta 1,70 metri non possa pesare più di 50 kg e non debba farsi vedere a mangiare più di quei 30 g di riso bianco con due foglie di lattuga come secondo. Molte persone sono disposte a fare enormi sacrifici per arrivare a quegli standard, cosa che ha effetti negativi in più di un modo.

Il primo danno è quello di portare le persone a "mettesi a dieta" da sole, da un giorno all'altro riducono drasticamente l'introito indipendentemente da quanto fosse alto (o spesso già basso) prima, andando incontro a problemi di malnutrizione e deperimento muscolare, soprattutto se si associa a questo regime dell'attività fisica.
Il secondo danno è a livello psicologico, si vive l'alimentazione come un nemico da combattere, la dieta restrittiva è la regola e l'arma per combattere il grasso in eccesso (sempre che ce ne sia). Ancora, porta sensi di colpa nel momento in cui il fisico ha la meglio sulla volontà, quando alla fine ci troviamo davanti ad un piatto prelibato e non riusciamo a dire di no, quando ci siamo privati per mesi di cose che ci piacciono e poi, ovviamente, ricominciamo a mangiarle. Questo porta a volte a esagerare, ad avere un effetto rimbalzo nel peso e a rimanere ancor più delusi per aver rovinato i nostri sforzi.

Quanto male fanno le diete fai da te.

Anche andando da un professionista però, una volta vissute queste esperienze le cose possono non migliorare, perché è normale che una persona voglia combattere il senso di colpa: si prende la dieta dal nutrizionista e si comincia, dopo una settimana si sgarra al pranzo e si dice "va beh, ormai la giornata è buttata" e anche a cena non si sta attenti a quel che si mangia. Poi ricapita dopo un po', solo che la cosa prende piede e si dice "visto che ho buttato ieri, è inutile che oggi faccia il bravo, ormai la dieta è rovinata". Così finisce la dieta, finiscono i controlli dal nutrizionista e le spese sostenute e l'impegno messo su questa avventura vengono completamente vanificati.

Il modo migliore per affrontare una dieta è quello di accettare gli sgarri. Può capitare, nessuno è perfetto e nessuno vive isolato dal resto del mondo, l'importante è rendersi conto che sono semplici eccezioni, o ancora meglio sono coccole che ci concediamo anche per vivere meglio la dieta che stiamo affrontando. Con questa consapevolezza, al pasto successivo (non il giorno dopo) si rientra più facilmente nelle regole dettate dall'alimentazione corretta e i risultati arrivano più facilmente, senza dover rinunciare a niente.

Brescia, 2 febbraio 2013

sabato 19 gennaio 2013

Pane per tramezzini, due etichette a confronto

A chiunque piace mangiare un panino, il tramezzino è il tipico panino gustoso e veloce a cui nessuno rinuncia, viene giudicato ottimo per spezzare la fame, leggero e che non porta via troppo tempo. Ovviamente la qualità del pasto dipende moltissimo dal contenuto del tramezzino, ma anche il pane ha la sua importanza. In questo post mi divertirò a mettere a confronto le etichette di due marche diverse di pane per tramezzini, anche per fornire un esempio di come si giudichino le etichette. Non citerò le marche ma posso dire che sono presenti nella grande distribuzione, una in particolare è estremamente famosa e sarà la prima ad essere esaminata. La prima colonna dei valori nutrizionali riporta gli stessi rispetto a 100 g di prodotto, la seconda rispetto alla fetta (25 g nel caso della prima marca, 35 nel caso della seconda)
Farina di grano tenero tipo “0”, acqua, grasso vegetale non idrogenato (4,2%), zucchero (4,0%), sale, lievito naturale, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale, farina di fave.  (Trattato con alcool etilico). Prodotto in uno stabilimento che utilizza anche latte, uova e soia. 
Valore energetico   272 kcal   68 kcal
Proteine6,5 g1,6 g
Carboidrati47,5 g11,9 g
   di cui Zuccheri6,9 g1,7 g
Grassi5,5 g1,4 g
   di cui Saturi2,3 g0,6 g
Fibra3,1 g0,8 g
Sodio0,450 g0,113 g
Prima di tutto, la regola generale è che gli ingredienti sono posizionati a seconda delle quantità: più un ingrediente è in fondo ad una lista, meno se ne è usato.

La prima cosa che notiamo è la presenza della dicitura "grasso vegetale non idrogenato", presente nella percentuale di 4,2% sul totale del prodotto. Questa dicitura indica che la casa produttrice ha usato dei grassi di bassa qualità (olio di palma, ad esempio), cosa che si legge bene anche nella tabella nutrizionale: quasi la metà dei grassi presenti nel prodotto sono saturi. È vero, la quantità rispetto ad un introito giornaliero è poca (su 2000 kcal si dovrebbero assumere al massimo circa 60 g di grasso), ma di certo non mangiamo solo un tramezzino per tutta la giornata, oltretutto questo tipo di pane è costruito apposta per essere molto appetibile e poco saziante, perciò c'è spesso il rischio di abusarne.
È presente dello zucchero addizionato. Aumenta l'indice glicemico del prodotto e lo rende più appetibile.
Altra punto da notare è la presenza di "mono e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale". Questo è un tipo di additivo, un emulsionante, che apporta altri grassi. Non è possibile sapere che tipo di grassi, in ogni caso vanno a finire nel conteggio della tabella nutrizionale. È da notare che viene specificato "di origine vegetale": la maggior parte delle volte non viene specificato e, in questo modo, è impossibile sapere se sono grassi vegetali o animali (nota importante per i vegetariani).
Il trattamento con alcol etilico non causa problemi, è una misura utile a impedire il proliferare di microrganismi e muffe.
Fibra e sodio sono in quantità accettabili, per essere un prodotto industriale estremamente lavorato.
Attenzione a chi soffre di favismo, in questo prodotto è presente la farina di fave.
Correttamente, vengono indicati altri possibili allergeni alla fine.

Passiamo al secondo prodotto.
Farina di grano tenero tipo "0", acqua, olio extravergine d'oliva (2,1%), oli vegetali (1,5%), sale iodato, destrosio, lievito, farina di soia. Trattato con alcol etilico. Questa confezione è ricavata da una forma di 2000 g. Il prodotto contiene glutine. Conservare in luogo fresco e asciutto.
Valore energetico   264 kcal   53 kcal
Proteine8,5 g1,7 g
Carboidrati47 g9,4 g
   di cui Zuccheri5 g1 g
Grassi4,2 g0,85 g
   di cui Saturi1,3 g0,26 g
Fibra2,3 g0,46 g
Sodio1 g0,2 g
Rispetto al primo abbiamo meno calorie, ma in quantità irrisorie, ma la cosa che spicca più di tutte è la presenza dell'olio extravergine d'oliva che, sebbene insieme ad altri tipi di "oli vegetali" (quindi qualitativamente scarsi), permette di giudicare positivamente il prodotto.
È presente sale iodato, cosa che si riflette sia, purtroppo, sul contenuto di sodio totale dell'alimento, sia anche però nel suo contenuto di iodio, cosa positiva.
Il destrosio è solo un altro modo per dire "zucchero", perciò anche qui troviamo dello zucchero aggiunto.
Nonostante sia palese che il pane contenga glutine, è comunque buono che in etichetta sia segnalato.
Abbiamo più proteine, meno grassi e soprattutto meno grassi saturi, ma anche meno fibra e più sodio rispetto al precedente.

Nonostante nessuno dei due prodotti sia perfetto, la mia preferenza va al secondo:

  1. il sodio è comunque basso considerando che, generalmente, non si mangiano più di due o quattro fette al giorno (uno o due panini) e riusciamo a farci rientrare anche le altre fonti alimentari;
  2. cercare il pane per tramezzini come fonte di fibra è una battaglia persa in partenza;
  3. la presenza dell'olio d'oliva aumenta il valore nutrizionale del pane.

Buon tramezzino a tutti!

Brescia, 19 gennaio 2013