martedì 19 luglio 2011

Vegetarismo, considerazioni economiche spicciole

Lungi da me il voler parlare esaustivamente delle implicazioni economiche mondiali dell'alimentazione vegetariana o onnivora (chi fosse interessato può consultare queste pagine del sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana), con questo post voglio semplicemente considerare l'impatto di una dieta vegetariana o vegana sul portafoglio di una persona qualunque. Ovviamente, se avete esperienze diverse dalla mia, ogni commento integrativo è bene accetto!

Se si eliminano cibi come la carne e il pesce, è ovvio che si spenda meno al supermercato: c'è la possibilità di comprare verdure e legumi che costano meno, quindi in teoria qualche soldo in più rimane in tasca. Però non è così semplice perché molto spesso il vegetariano, soprattutto il vegano, è spinto da qualcosa di più di un semplice rifiuto per un tipo di alimento, è insito nel suo modo di vivere il voler rispettare la natura e i cicli biologici dei prodotti della terra. Ecco che allora si ricorre alla spesa nei negozi di prodotti biologici, dove si comprano tofu, tempeh, verdure biologiche, seitan, prodotti di farro, kamut, soia, semi... tutte cose prima di tutto più costose di una porzione di fagioli comprata al supermercato, e poi spesso laboriose. Questi punti vanno spiegati bene perché potrei essere frainteso.

I prodotti biologici sono più costosi dei prodotti non biologici perché hanno una resa minore, oltre questo prodotti come tofu, tempeh, seitan e secondi vegetali in genere hanno un costo simile a quello della carne. Per poter soddisfare a pieno la coscienza naturalista, un vegano deve necessariamente rivolgersi a questo tipo di prodotti, che sono a chilometro 0, di stagione e trattati con meno pesticidi possibili. In questo modo l'alimentazione sarà più sana e più in linea con i cicli stagionali. Questo comporta spese più o meno equivalenti a chi mangia carne, se ci si limita a far la spesa nei grossi negozi di prodotti biologici, forse un po' superiore se ancora ci si serve dei supermercati per certi acquisti e si aggiunge poi la spesa al negozio bio.
La laboriosità della  alimentazione naturale e vegan poi è data da molti fattori: spesso il vegano preferisce farsi il tofu, il seitan, il tempeh a casa propria, invece di comprarlo pronto; spesso il vegano preferisce comprare cereali e legumi freschi, che poi vanno messi in ammollo per ore, piuttosto che quelli pronti; spesso il vegano è un buongustaio, quindi desidera ardentemente piatti elaborati, che siano soddisfacenti e gustosi. Per essere soddisfatti di una dieta vegana bisogna perdere un po' di tempo in cucina, cosa che non a tutti piace. Ovvio che non sia sempre così, per fare un'insalata di farro non ci vuole più tempo del fare un'insalata di riso, ma se il farro viene comprato biologico, senza alcun trattamento, va messo in ammollo, vuol dire che il piatto non può essere estemporaneo, ma va preparato prima. Inoltre il vegano è spesso una persona più colta, a livello alimentare, di quanto lo sia un onnivoro (con le dovute eccezioni, ovviamente, ma il fatto che ci siano meno carenze nutrizionali tra le popolazioni vegane che tra quelle onnivore sembra avvalorare questa tesi (fonte: Baroni, Luciana – VegPyramid, la dieta vegetariana degli italiani. Seconda edizione, Ed. Sonda, gennaio 2009)), quindi c'è anche un lavoro coscienzioso di approfondimento di certi temi.

Questa serie di "intralci" sono un ostacolo che, per quanto piccolo, potrebbe far rallentare la diffusione di quello che è uno degli stili di vita più salutari che ci possano essere, ed è un peccato: la morale della favola è che se vuoi trattare bene il tuo organismo devi spendere a volte di più di quanto si spenda trattandolo male (un pasto vegetariano costa molto di più di un pasto ad un fast food) e devi dedicarci tempo. Tempo e soldi sono quello che, in questo periodo storico, mancano di più alle persone, la diffusione di un corretto stile di vita viaggia anche su canali economici e sociali, spero solo  che le cose cambino e che il trattarsi bene sia considerato una necessità primaria più che un lusso.

Brescia, 19 luglio 2011

mercoledì 13 luglio 2011

Pierre Dukan sconfitto in tribunale

Pierre Dukan è un medico francese che negli ultimi anni ha conosciuto notorietà grazie ad uno stile alimentare da lui ideato che permette di dimagrire velocemente senza considerare la quantità di cibo, ma solamente il tipo di alimenti che si mangia. In particolare Dukan sponsorizza una dieta principalmente concentrata sulle proteine: nelle varie fasi del regime si passa dal mangiare solo carne o quasi, all'introduzione di verdure e in fine, gradualmente, anche i cereali.
Jean Michel Cohen, altro famoso nutrizionista francese, si è scagliato contro questo stile alimentare definendolo pericoloso per la salute. A queste accuse Dukan ha reagito denunciando per diffamazione il collega, ma il tribunale non ha ravvisato alcuna diffamazione nelle parole di Cohen, per questo Dukan è stato condannato a pagare le spese legali.

Nel mio piccolo, posso basarmi su due tipi di considerazioni.
Premessa doverosa: la scienza non ha bisogno di tribunali e i tribunali dovrebbero starne fuori: aver condannato Dukan non implica che la sua dieta sia pericolosa per la salute, ma solo che Cohen è libero di pensarla così e di dirlo.
Il primo tipo di considerazione è che la dieta Dukan funziona: come qualunque altro tipo di dieta mantiene le promesse, ovvero fa dimagrire.
Il secondo tipo di considerazione è che effettivamente ci sono molte fonti autorevoli che dicono che la dieta Dukan potrebbe essere pericolosa, primo fra tutti il rapporto dell'Anses, Agenzia di sicurezza alimentare in Francia, che nel novembre scorso analizza la maggior parte delle diete "famose" a livello nutrizionale, tra le quali anche quella di Dukan, denunciando i rischi che si possono correre seguendo certi regimi alimentari.
Io sono più dalla parte di Cohen che di Dukan, il suo regime può andar bene in molti casi ma deve essere controllato da un professionista. Quello che rende pericoloso questo approccio è l'affidare tutto ad un libro, lasciando la persona praticamente da sola a scegliere la sua alimentazione. Le diete proteiche o iperproteiche sono consigliate da molti nutrizionisti e medici, ma sono questi professionisti che si prendono la responsabilità di consigliare questo tipo di regime dietetico e il dovere di seguire la persona a livello clinico, non si può lasciar tutto nelle mani di un libro, e per questo concordo con Cohen nel dire che la dieta Dukan è potenzialmente pericolosa. Come al solito, il fai da te non è mai una buona idea.

Brescia, 13 luglio 2011

venerdì 1 luglio 2011

Non contate le calorie!

La quantità di cibo è importante, sappiamo tutti che se si mangia troppo si ingrassa e che se si mangia troppo poco si dimagrisce, in linea generale. Un pranzo da matrimonio può essere affrontato una volta ogni tanto, non può essere una regola quotidiana, così può capitare che per motivi di impegni, lavoro o imprevisti si debba saltare uno o più pasti in una giornata, ma anche questa non deve essere un'abitudine. In linea generale, il consiglio è sempre quello di mangiare la giusta quantità di cibo per mantenersi in forze senza esagerare. Come dicevo qualche post fa, la porzione ideale non esiste, ognuno di noi deve regolare l'assunzione di cibo a seconda delle proprie esigenze. Considerare i grammi di nutrienti (carboidrati, lipidi e proteine) è scomodo e impraticabile, normalmente: ogni alimento contiene una quantità di tutti e tre i nutrienti, inoltre nessun alimento ha solo questi tre componenti: 100 grammi di pasta non sono 100 grammi di zuccheri, così 100 grammi di petto di pollo non sono 100 grammi di proteine. Per la complessità di questi conti si preferisce spesso rivolgersi alla caloria, unità di misura del calore scambiato che è presa come unità di misura dell'energia apportata dagli alimenti per far funzionare il nostro corpo (approfitto per fare un inciso: la caloria è l'unità di misura anche dell'energia liberata dalle reazioni chimiche, per questo è usata in questo senso). Considerare di mangiare 1200 kcal al giorno è decisamente più facile che considerare di mangiare tot grammi di proteine, carboidrati e grassi, soprattutto perché ormai le tabelle caloriche sono facilmente reperibili per la stragrande maggioranza degli alimenti. Ma è un errore.

Partiamo dalla base, la dieta mediterranea. La letteratura a riguardo ci dice che la dieta mediterranea è composta (oltre che da alimenti specifici che per ora tralascio) da questa combinazione di nutrienti: circa 65% delle calorie assunte come carboidrati, circa il 15% di proteine (arrotondo in eccesso per semplificare i calcoli) e circa il 20% di grassi, per una dieta da 2000 kcal questo si traduce in 325 g di carboidrati, 75 g di proteine e 45 g di grassi. Questa dovrebbe essere la dieta ideale di una persona con un fabbisogno calorico di circa 2000 kcal al giorno, ma 2000 kcal si raggiungono anche solo assumendo carboidrati: ragionando per assurdo, se io mangiassi in una giornata mezzo chilo di zucchero bianco avrei raggiunto le 2000 kcal, energeticamente starei a posto, ma mi mancherebbe tutto il resto! In questo modo, pur assumendo le 2000 kcal di cui effettivamente ho bisogno rischierei di andare incontro a due problemi:
1) Ingrassare. L'eccesso di zucchero, quello che non uso, sarebbe stipato sotto forma di grasso.
2) Carenze. La mancanza degli altri nutrienti (senza considerare poi i micronutrienti, vitamine e minerali) porterebbe comunque ad un disagio e a problemi di salute.

Considerare le calorie in una dieta può essere importante, ma non è la cosa più importante: la varietà, la stagionalità e i metodi di cottura, sono altrettanto importanti, ridurre tutto al solo apporto calorico è un errore a volte devastante che impedisce il dimagrimento e ostacola la formazione di un buon rapporto col cibo. Fare cinque pasti al giorno, comprensivi di frutta, verdura, latticini, pasta, carne, pesce, uova, frutta secca, dolci, alcolici e grassi, il tutto a rotazione non può fare che bene. Non esagerare, ma non si deve farlo nemmeno nel non esagerare.

Brescia, 01 luglio 2011