mercoledì 1 giugno 2011

Colesterolo e trigliceridi

Dislipidemia, una parola complicata per descrivere una condizione piuttosto comune: livelli di grassi nel sangue sballati. Sui grassi possono essere scritti interi libri: ce ne sono di tanti tipi, hanno svariate funzioni e i loro livelli nel sangue dipendono da fattori diversi a seconda di quale tipo di grasso prendiamo in considerazione. I più comunemente presenti nelle analisi del sangue sono colesterolo e trigliceridi: i livelli di questi due tipi di grasso sono spesso predittivi di future patologie cardiovascolari, è bene quindi cercare di tenerli sotto controllo.

I trigliceridi sono una classe di grassi abbastanza varia, il loro livello dipende dall'alimentazione: una dieta ricca di grassi saturi (grassi principalmente animali), cibi dolci (zuccheri semplici) e povera di fibre, come è comune riscontrare in molte persone, tendenzialmente favorisce l'aumento di trigliceridi nel sangue. Questo spesso comporta un aumento del rischio cardiovascolare: più il livello di trigliceridi è alto e più è favorita la formazione del cosiddetto ateroma, ovvero un'ostruzione dei vasi sanguigni che nel tempo può arrivare a intasarli completamente provocando un infarto che, se avviene nelle arterie che alimentano il cuore, le coronarie, porta al famigerato infarto del miocardio, ovvero un blocco della circolazione nei vasi del cuore porta ad una sua mancata alimentazione, come conseguenza il miocardio (il muscolo del cuore) smette di funzionare. Altri problemi derivanti dagli ateromi possono essere ostruzioni periferiche (gambe, braccia...) del vaso o corpi solidi che, staccatisi dall'ateroma, viaggiano nei vasi rischiando di bloccare la circolazione in vasi vitali (si può pensare ai vasi del cervello o dei polmoni). Tenere i trigliceridi sotto il valore massimo è quindi molto importante e dipende direttamente dall'alimentazione e dalle condizioni fisiche: l'accumulo di grasso nel corpo è un importante fattore direttamente responsabile dell'aumento dei trigliceridi.

Conseguenze altrettanto negative si hanno con elevati livelli di colesterolo nel sangue, ma per questi valori va fatta una distinzione. Tutti i grassi del corpo sono trasportati da proteine (dette, quindi, lipoproteine), esse vengono metabolizzate dal fegato e ce ne sono di vari tipi. Per semplicità mi limiterò alle due più conosciute: HDL (High Density Lipoprotein) e LDL (Low Density Lipoprotein), conosciute ai più come colesterolo buono e colesterolo cattivo. Buono e cattivo dipendono dalla funzione di queste lipoproteine: semplificando al massimo si può dire che le LDL hanno il compito di portare il grasso dalle riserve alla periferia, mentre le HDL portano il grasso dalla periferia al fegato; in pratica le LDL sporcano di grasso i vasi sanguigni rilasciando i trigliceridi e il colesterolo, le HDL li ripuliscono recuperandoli e portandoli nel fegato. E' ovvio che non esiste qualcosa che, nella nostra fisiologia, sporchi una zona del nostro corpo, la mia è una semplificazione estrema per far capire il perché si distingua tra colesterolo buono o cattivo! Il principale grasso contenuto (se pur in concentrazioni diverse) in tutte queste lipoproteine è il colesterolo, ed è per questo che il loro livello è segnato come colesterolo HDL e colesterolo LDL. Essendo delle proteine prodotte dal fegato, la loro concentrazione dipende da quanti sono i grassi da trasportare, ma il livello di colesterolo (il grasso, non le proteine "colesterolo HDL/LDL") non è determinato dall'alimentazione, o almeno non così prepotentemente: è infatti sintetizzato dal fegato. Tutto ciò porta alla conclusione che per mantenere il "colesterolo cattivo" basso e il "colesterolo buono" a livelli ottimali la mossa più adatta, più che evitare i cibi con alti livelli di colesterolo, è quella di ridurre il peso corporeo fino a raggiungere la normalità ed evitare grassi saturi e dolci aumentando la fibra, ovvero le stesse indicazioni dei trigliceridi (che dopotutto sono trasportati dalle stesse lipoproteine). Esistono altri accorgimenti dietetici per regolare i livelli di grassi nel sangue: assumere corrette quantità di omega-3, preferire olio extravergine di oliva, utilizzare cereali integrali e in generale avere un'alimentazione equilibrata, in modo da evitare il sovrappeso.

Brescia, 01 giugno 2011

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