domenica 20 febbraio 2011

Orecchini e sondini

Chi gira su internet ne vede di tutti i colori, riguardo alle diete e al dimagrimento, poi, è possibile imbattersi in qualunque cosa. Quando dico "qualunque cosa" intendo proprio che non c'è limite alla fantasia umana di concepire assurdità, soprattutto se si pensa che il primo pensiero di tutti, quando qualcosa non va, è quello di trovare una soluzione comoda e veloce, che non ci disturbi più di tanto. Il sogno di chiunque debba dimagrire è quello di farlo velocemente e efficacemente: i famosi 7 chili in 7 giorni sono l'obiettivo di chiunque! Abbiamo già parlato dei rischi conseguenti ad alcuni regimi fai da te, in due battute ribadisco che perdere tanto in poco tempo è quasi sempre una brutta idea per due motivi: c'è la fondata possibilità di perdere muscoli e raramente si può imparare cosa sia veramente una dieta corretta, è quindi sempre meglio affidarsi ad un professionista che, anche attuando diete radicali, drastiche o squilibrate, ha comunque sotto controllo l'andamento della cosa e può modificare la dieta in corso d'opera, se necessario; mai affidarsi al fai da te se almeno non si conoscono le basi.

Esistono però centinaia di metodi alternativi che vengono pubblicizzati come ideali per dimagrire. Vi dico subito una cosa: senza nessun sacrificio non c'è artificio che tenga e i chili rimangono. Pur non citando direttamente il prodotto, voglio dire due parole sui famosi orecchini magnetici che, se indossati, toglierebbero la fame e quindi farebbero dimagrire. E' un po' come un granulo omeopatico: funziona solo se ci credi. Non c'è alcun fondamento scientifico alla base di questi orecchini e l'unica cosa che fanno dimagrire è il portafogli. Sul sito (credo ne esista uno solo) si fa riferimento a "studi scientifici" che non vengono citati e nella sezione "cenni tecnico-scientifici" non c'è alcun cenno né tecnico né scientifico. Se volete comprarli, sappiate che funziona con effetto placebo, vi convincerete che avrete meno appetito e, in effetti, avrete meno appetito. Decidete voi se vi serve un orecchino per convincervi di questo.

Altra cosa che va di moda ultimamente è l'alimentazione con sondino naso-gastrico. E' un approccio che normalmente si riserva ai grandi obesi e consiste nel nutrire la persona con dei preparati liquidi ricchi di proteine che tolgono la fame e evitano il deperimento muscolare. E' riservato ai grandi obesi per una ragione: fa calare di peso molto velocemente, cosa richiesta per chi debba perdere oltre 20-30 kg, ma normalmente la persona è o ospedalizzata o almeno controllata assiduamente, con professionisti che poi stileranno per lui un piano dietetico da seguire per tutta la vita. Il lato negativo di questo tipo di trattamento è appunto la mancanza di educazione alimentare e in generale educazione ad uno stile di vita salutare. La persona impara che per dimagrire basta smettere di mangiare e farsi mettere un tubo nel naso, le abitudini di prima non sono cambiate, la spesa al supermercato non sarà cambiata, l'approccio al cibo non sarà cambiato. Il rischio di recuperare tutti i chili persi (anche efficacemente, senza dubbio) in tempi almeno medi è alto, senza un fattore educativo non si risolve il problema, ovvero la ineducazione alimentare, semplicemente si rimuove il fastidio del sintomo più evidente: l'accumulo di grasso.

In conclusione, qualunque cosa voi decidiate di fare (diete iperproteiche, orecchini, sondini, dieta del minestrone...) parlatene prima con un professionista, perché non importa quanto tempo ci mettete a calare, la cosa più importante è che il calo sia definitivo e che la vostra salute non ne risenta.

Brescia, 20 febbraio 2011

sabato 12 febbraio 2011

Gli oli più comuni

Tra i grassi alimentari che più comunemente vengono assunti c'è l'olio. Si usa in modi diversi sia come ingrediente per alimenti complessi (torte, focacce, pizze...) sia come condimento (nelle insalate, nei secondi...) o anche come agente di cottura (nei soffritti e nei fritti). Di oli ce ne sono di diversi tipi e qualità, è importante poter scegliere a ragion veduta l'olio giusto perché alcune scelte possono risultare meno salutari rispetto ad altre. Questo post vuole essere una veloce guida all'acquisto, niente di esaustivo ovviamente, ma un semplice punto di riferimento per saperne un po' di più.

L'olio d'oliva è forse in assoluto il più conosciuto e utilizzato, tra i suoi benefici si possono ricordare la quantità di molecole attive in grado di regolarizzare il colesterolo nel sangue e la presenza di antiossidanti aiuta a contrastare i radicali liberi. E' inoltre molto resistente alla cottura, tanto da farne l'olio di prima scelta per i fritti. C'è però da distinguere l'olio extravergine d'oliva e l'olio d'oliva: il primo è il risultato della spremitura a freddo delle olive, è l'olio più puro che si possa avere; il secondo è invece ricavato dal mix di extravergine e olio lampante raffinato, ovvero dall'olio di seconda scelta, con un'acidità troppo elevata per essere commestibile se non trattato e mescolato con l'extravergine. Meglio quindi affidarsi all'extravergine, qualitativamente è la migliore scelta.

L'olio di semi è comunissimo e si usa soprattutto per le fritture in miscele preconfezionate (fate caso all'etichetta quando comprate "l'olio per friggere") anche se personalmente preferisco l'olio d'oliva anche per le fritture. Può essere ricavato da diversi semi oleaginosi (girasole, sesamo, lino...) o dal mais (che è un cereale), che è accomunato ai vari oli di semi per le proprietà nutrizionali. In linea del tutto generale questi oli sono ricchi di acidi grassi polinsaturi che non riescono ad avere un effetto marcato come l'olio d'oliva sul colesterolo ematico, ma sono comunque una buona scelta per quanto riguarda i processi di cottura, visto che alcuni di loro hanno una notevole resistenza al calore e a seconda del seme da cui sono ricavati possono apportare minerali e antiossidanti. In tutto questo fa eccezione l'olio di semi di lino: è un'ottima fonte di acidi grassi omega-3, quindi capace di modulare il colesterolo e attivo per diminuire le infiammazioni, ma è estremamente termolabile, va comprato solo se il produttore rispetta la catena del freddo nel trasporto, il negoziante lo tiene in frigo, va tenuto in frigo dopo l'acquisto e se non consumato entro 30 giorni dall'apertura va gettato.

L'olio di cocco e l'olio di palma sono invece sconsigliati: sono ricchi di acidi grassi saturi (tanto che al di sotto dei 20 gradi solidificano e diventano simili a burro), il profilo lipidico del sangue non migliora e anzi potrebbe peggiorare con il loro utilizzo. La maggior parte delle volte sono utilizzati a livello industriale per biscotti e merendine (anche qui, fate caso all'etichetta: se si dice "oli di origine vegetale" ma non si specifica da quale vegetale sia originario l'olio usato, è quasi certo che si tratti di cocco o palma, qualità assolutamente scadente).

Brescia, 12 febbraio 2011