sabato 15 gennaio 2011

Obiettivo: dimagrire

Chiunque abbia provato una dieta sa che si passano varie fasi: entusiasmo, abitudine, noia, disinteresse. La prima fase dura più a lungo in determinate condizioni: risultati veloci, forza di volontà, prezzo del nutrizionista (eh sì, se si pagano 2-300 euro per una visita si fa di tutto per farla fruttare...), in ogni caso presto o tardi arrivano le altre fasi, che possono diventare lo scoglio più duro da superare e far perdere tutti i successi acquisiti con la dieta: si ricade nell'eccesso, si riacquistano chili e ci si sente sconfitti, arrivando a pensare anche cose assurde tipo "io sono così, non posso cambiare". La realtà è che affrontare una dieta è soprattutto un esercizio mentale. Mangiare di meno è meccanicamente banale: se mi si chiede di mangiare 80 g di pasta basta cucinarne di meno, o lasciare qualcosa nel piatto, non bisogna fare niente, si fa banalmente da solo visto che si tratta di non fare qualcosa.

Durante una dieta ci sono due sintomi: stress e fame. Il problema principale è che spessissimo questi due sintomi sono collegati tra loro: ho fame, aumenta lo stress, aumenta la fame. Questa situazione ci impedisce emotivamente di dar peso per un lungo periodo ai risultati (si potrebbe pensare "ma sì, son calato questi 10 kg, mi merito uno stop alla dieta"), al costo della visita dal nutrizionista (probabilmente chi può permettersi un nutrizionista caro, dopo un paio di mesi ha ammortizzato la spesa) e anche alla forza di volontà, che è totalmente impotente contro le nostre abitudini, il nostro inconscio. E' soprattutto questo il problema: troppa forza di volontà e zero lavoro sulle abitudini. Ovviamente la domanda sorge spontanea: ma come si cambiano le abitudini se la forza di volontà è inutile? Molti, con grande fatica, cambiano le abitudini facendo cose diverse rispetto al solito, sostituiscono materialmente un'abitudine con un'altra meccanicamente, come passare da un'auto con il cambio manuale ad una con il cambio automatico. Ovvio che chi ce la fa raggiunge il risultato sperato, ma questa strada è difficile se non supportata da una convinzione mentale molto forte, ed è a quella che bisogna aspirare.

Ci sono alcune cose da sapere: un obiettivo deve essere motivante, deve essere raggiungibile e deve avere una data di scadenza. Una dieta deve avere un motivo valido, deve essere fattibile e deve avere un traguardo in termini di kg, o meglio ancora in cm di circonferenza, da raggiungere in un tot di tempo. Questo fa sì che ci sia entusiasmo e pianificazione: se si pianifica un percorso, è più facile seguirlo, se l'obiettivo non ha queste tre caratteristiche rimane semplicemente un sogno, una speranza.
Altro suggerimento: parlare alla propria mente inconscia con visualizzazioni di quello che si vuole fare. Consciamente siamo tutti d'accordo che dimagrire da uno stato di sovrappeso è cosa buona e giusta, ma è l'inconscio che va guidato, e si fa facendogli vedere le azioni prima di farle, sostituendo le vecchie non più desiderate con le nuove che vogliamo mantenere. La forza di volontà entra solo nel momento in cui vogliamo visualizzare qualcosa che normalmente non facciamo, dopo qualche ripetizione di queste immagini essa diventa automatica e, come dicevamo prima, si fa da sola.

Mantenere il peso dopo una dieta è l'obiettivo finale per tutti, per farlo bisogna cambiare abitudini, stile di vita, e per accettare questo bisogna lavorare con metodo, con un po' di volontà e tanta immaginazione.

Brescia, 15 gennaio 2011

1 commento:

  1. Molto spesso le motivazioni che ci spingono a voler dimagrire non sono mai sufficienti, uno può scegliere di dimagrire per piacere esteticamente, ma se già sposato, darà per scontato che la propria moglie lo accetti così come è, e molto spesso l'estetico non funziona tanto come motivazione. Il viver sano ancora meno, perchè uno pur se grasso, pensa di stare bene sotto questo punto di vista.

    Insomma, trovare il motivo, forse è più arduo del dimagrire stesso.

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